<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181</id><updated>2012-01-11T01:06:02.221-08:00</updated><category term='lavoro'/><category term='coca cola'/><category term='ruota intelligente'/><category term='impianti fotovoltaici'/><category term='incentivi'/><category term='bici elettrica'/><category term='pannelli fotovoltaici'/><category term='auto'/><category term='caffè'/><category term='Mitsubishi'/><category term='Termini Imerese'/><category term='supercar elettrica'/><category term='stazione di ricarica solar'/><category term='asfalto fotovoltaico'/><category term='Ford'/><category term='energia alternativa'/><category term='Unione Europea'/><category term='panelli fotovoltaici'/><category term='illusione ambientlista'/><category term='auto elettrica'/><category term='toyota prius'/><category term='mare del nord'/><category term='nokia'/><category term='spray fotovoltaico'/><category term='auto elettriche'/><category term='Siemens'/><category term='aria compressa'/><category term='puglia'/><category term='Amburgo'/><category term='Airnergy'/><category term='WWF'/><category term='spagna'/><category term='energia solare nell&apos;auto'/><category term='caricabatterie i-phone'/><category term='migliori investimenti 2010'/><category term='impianto fotovoltaico'/><category term='Ricarica solare Toyota'/><category term='moto ondoso'/><category term='idrogeno'/><category term='energia eolica'/><category term='celle solari'/><category term='New York'/><category term='Citroën C-Zero'/><category term='Mitsubishi innovative Electric Vehicle'/><category term='città pulita'/><category term='GM elettrica'/><category term='volvo C30'/><category term='i-MiEV'/><category term='pannelli solari'/><category term='Car-puccino'/><category term='Nissan Leaf'/><category term='centrale eolica'/><category term='parco eolico'/><category term='Aquiloni eolici'/><category term='mini-pale eoliche domestiche'/><category term='governo'/><category term='domestica'/><category term='auto idrogeno'/><category term='energia solare'/><category term='mercedes'/><category term='kepler motion'/><category term='Incentivi al fotovoltaico'/><category term='VOLT'/><category term='Tesla'/><category term='stabilimento'/><category term='zapatero'/><category term='Germania'/><category term='Sunny car'/><category term='ecologiche'/><category term='lamborghini'/><category term='piaggio'/><category term='auto diesel'/><category term='tagli'/><category term='skilift a energia solare'/><category term='Kandi Coco'/><category term='aereo'/><category term='Francia'/><category term='FIAT sicilia'/><category term='Edifici rotanti'/><category term='ricarica senza fili'/><category term='energie rinnovabili'/><category term='3200 MW'/><category term='troppa elettricità'/><category term='futuro'/><title type='text'>energie nuove</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-6552534125420474269</id><published>2011-12-01T01:01:00.000-08:00</published><updated>2011-12-01T01:03:03.901-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='3200 MW'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impianti fotovoltaici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='puglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie rinnovabili'/><title type='text'>Energie rinnovabili: in Puglia 20mila impianti per oltre 3200 MW</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iAqLdEXPm1c/TtdCoSt-2HI/AAAAAAAAAHE/urIzqkUI63k/s1600/eolico-fotovoltaico_250_180.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 144px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-iAqLdEXPm1c/TtdCoSt-2HI/AAAAAAAAAHE/urIzqkUI63k/s200/eolico-fotovoltaico_250_180.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681082714938071154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;BARI – Un cambiamento, quello impresso dalle fonti rinnovabili, che viaggia con numeri e una velocita' impressionanti in Puglia, tra le prime regioni in Italia per lo sviluppo di solare fotovoltaico (1.906 MW installati) e eolico (1.379 MW).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono infatti oltre 20 mila gli impianti di piccola e grande taglia, eolici e solari, idroelettrici e da biomasse, distribuiti in tutti i Comuni pugliesi, da Chieuti a Santa Maria di Leuca. E i numeri della produzione mostrano dei risultati importanti: la produzione elettrica da fonti pulite, negli ultimi anni, e' passata da zero al 30% dei fabbisogni complessivi elettrici regionali. La diversita' delle risorse rinnovabili presenti sul territorio la raccontano i 255 Comuni del solare fotovoltaico, mentre sono 110 quelli del solare termico, 74 quelli dell'eo­lico, 15 quelli delle biomasse e 5 quelli del mini idroelettrico. Grazie a questi impianti si sono creati migliaia di nuovi posti di lavoro, portati servizi, riqualificati edifici e create nuove prospettive di ricerca applicata. Questi i dati che emergono dalla prima edizione di "Comuni Rinnovabili Puglia 2011", rapporto redatto dalla Legambiente Puglia con il contributo di 9REN e il patrocinio dell'Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia e presentato questa mattina a Bari da Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia alla presenza di Loredana Capone, vice presidente Regione Puglia. Sono 4 i Comuni che hanno ricevuto il premio assegnato per i risultati e le buone pratiche nell'ambito del Rapporto "Comuni Rinnovabili Puglia 2011": Molfetta (Ba), Lizzano (Ta), Monopoli (Ba) e Minervino di Lecce (Le). "I numeri e le storie raccontate in questo Rapporto - ha detto Francesco Tarantini, - dimostrano che le fonti rinnovabili, che in Puglia soddisfano oltre il 30% dei fabbisogni complessivi elettrici regionali, sono tecnologie affidabili su cui e' possibile costruire ora e nel futuro una risposta concreta ai fabbisogni energetici e una alternativa sempre piu' competitiva ai combustibili fossili nella strategia di lotta ai cambiamenti climatici. Per il futuro, la Puglia -continua Tarantini- deve puntare con forza a un mix di efficienza energetica e fonti rinnovabili passando attraverso una drastica riduzione delle fonti fossili. Cosi' facendo la nostra Regione puo' diventare una terra di innovazione virtuosa, con centinaia di tetti solarizzati e case riqualificate e meno energivore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad aprire le classifiche del Rapporto e' la categoria forse piu' importante ossia quella dei 109 Comuni 100% Rinnovabili ovvero quelli che producono piu' energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. In testa alla classifica c'e' il Comune di Lecce, sia per i risultati ottenuti in temine di produzione che per il mix di tecnologie rinnovabili. Nel dettaglio, sono 345 i mq di pannelli solari termici installati e 40,3 i MW di impianti fotovoltaici, di cui 5,2 su tetti o coperture, 36 sono invece i MW di eolico e 41 kW quelli di mini eolico. Il Comune con la piu' ampia diffusione di impianti fotovoltaici, in rapporto al numero degli abitanti, e' Galatina con 13.223,87 kW ogni 1.000 abitanti e 37,5 MW complessivi distribuiti in 166 impianti. Invece se consideriamo gli impianti installati esclusivamente su tetti e coperture, e' Molfetta ad occupare il primo posto della classifica con 144 impianti. In termini assoluti e' il Comune di Brindisi quello con la maggior potenza installata con 259 impianti e 130 MW. Quanto invece al solare termico, per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento, i pannelli sono installati in 110 Comuni, per un totale di 5.999 mq. Considerando la diffusione in rapporto agli abitanti e' Diso, un piccolo comune del leccese, ad imporsi in vetta alla classifica, con 111,5 mq/1.000 abitanti. Per quanto l'eolico, sono 1.378,8 i MW di impianti, divisi tra grande e piccola taglia, distribuiti su 74 Comuni. Nella classifica troviamo al primo posto il comune di Troia (Fg) con 171,9 MW di potenza installata seguito da Sant'Agata di Puglia (Fg) con 164,4 MW e da Minervino Murge (Ba) con 116,4 MW. Invece, sempre piu' diffuso e utilizzato sia da cittadini privati che da imprenditori agricoli o imprese artigiane e' il mini eolico, ossia impianti eolici con potenza fino a 200 kW. Sono invece 18,4 i MW di impianti a biogas, distribuiti su 13 Comuni. Tutti gli impianti utilizzano biogas proveniente da discarica e sono in grado di produrre energia oltre 128 mila MWh di energia elettrica pari al fabbisogno di circa 50 mila famiglie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-6552534125420474269?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/6552534125420474269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2011/12/energie-rinnovabili-in-puglia-20mila.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6552534125420474269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6552534125420474269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2011/12/energie-rinnovabili-in-puglia-20mila.html' title='Energie rinnovabili: in Puglia 20mila impianti per oltre 3200 MW'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-iAqLdEXPm1c/TtdCoSt-2HI/AAAAAAAAAHE/urIzqkUI63k/s72-c/eolico-fotovoltaico_250_180.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2304757635939040079</id><published>2011-12-01T00:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-01T01:00:59.357-08:00</updated><title type='text'>Energie rinnovabili e illuminazione, concluse ETech ed Enersolar+</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-T1wdIJm_FsA/TtdCQgYHuZI/AAAAAAAAAG4/c0tQkcucMkE/s1600/Gf7wlMKLHn240_180_75_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-T1wdIJm_FsA/TtdCQgYHuZI/AAAAAAAAAG4/c0tQkcucMkE/s200/Gf7wlMKLHn240_180_75_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681082306287614354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In quattro giorni di mostra sono stati 40.500 gli operatori della filiera elettrica ed energetica giunti a Fiera Milano per valutare prodotti, tecnologie e soluzioni innovative in grado di produrre e distribuire energia, ma anche per fare il punto sulla situazione di un mercato che sente sempre più urgente il bisogno di un piano energetico nazionale.&lt;br /&gt;Due le mostre che si sono svolte in contemporanea, dal 16 al 19 novembre nel quartiere espositivo milanese: EnerSolar+, dedicata alle energie rinnovabili, ed ETECH Experience, biennale dell’energia, impiantistica elettrica e illuminazione, alla sua prima edizione.&lt;br /&gt;“Il bilancio è senz’altro positivo, soprattutto in considerazione delle difficoltà con cui l’economia deve confrontarsi in questo momento” ha dichiarato Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano. “La scelta di svolgere le due manifestazioni in contemporanea si è rivelata vincente, permettendo di sviluppare utili sinergie. Gli operatori hanno potuto valutare non solo prodotti e tecnologie innovative per l’elettrico, ma anche soluzioni specifiche per il mondo delle rinnovabili”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ETECH Experience&lt;br /&gt;ETECH Experience ha registrato 9.100 visitatori, per il 10% esteri, provenienti da ben 60 Paesi. Nei quattro giorni la manifestazione, a completamento dell’offerta espositiva, ha offerto numerose occasioni di aggiornamento e di formazione professionale rivolte agli operatori del settore elettrico (progettisti, installatori, manutentori, distributori), ma anche ai grandi utilizzatori privati, alle imprese di costruzione e ai funzionari pubblici. ETECH Experience è stata l’occasione per conoscere e valutare i servizi e le soluzioni tecnologiche più innovativi per il risparmio energetico e per un utilizzo dell’energia efficiente e sicuro.&lt;br /&gt;“La necessità di avviare un tavolo istituzionale per le verifiche degli impianti, guidata da obiettivi di sicurezza e qualità, è un tema importante per l’industria elettrotecnica ed elettronica che Anie segue con impegno da tempo. Non posso pertanto che accogliere con favore la proposta di sollecitare queste istanze attraverso uno sforzo comune di filiera intorno al progetto della rottamazione dell’impiantistica elettrica obsoleta. La disponibilità comune ad aprire un tavolo con il Governo emersa in occasione dell’evento di apertura della manifestazione fieristica è un segnale forte, non solo per il settore, ma per il mondo politico in generale, al quale ci rivolgiamo coralmente in rappresentanza di una filiera che aggrega oltre un milione di addetti” ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, Presidente Confindustria Anie, la Federazione delle industrie elettroniche ed elettrotecniche.&lt;br /&gt; “Viviamo in un contesto economico” ha aggiunto Giampaolo Ferrari, Presidente FME "in cui non si può più parlare di crisi, ma di un mondo che è cambiato. E se il mondo è cambiato devono cambiare anche le nostre logiche. Non possiamo più agire come singoli imprenditori, ma come azionisti di un mercato comune. La via per la ripresa passa dall’accettazione di una logica di sistema, perché solo la creazione di alleanze ci consentirà di essere forti e affrontare il mercato con efficienza e competitività. E’ con questa convinzione che la Federazione ha sposato il progetto ETECH Experience, scegliendolo come momento per aggregare l’intera filiera dell’impiantistica elettrica”.&lt;br /&gt;Durante i quattro giorni di E.TECH Experience numerose sono state le occasioni di formazione, informazione e aggiornamento professionale.&lt;br /&gt;Grande interesse in particolare ha destato il convegno inaugurale “Rottamazione degli Impianti Elettrici. Una proposta al Governo”. Alla presenza di Vincenzo Correggia, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, i principali protagonisti della filiera – mondo accademico e della ricerca, progettisti, tecnici, industria e distribuzione – si sono dimostrati compatti nella richiesta di incentivi per la messa a norma e miglioramento degli impianti: un’iniziativa che farebbe da volano alla ripresa del comparto e supporterebbe il processo di ammodernamento e messa in sicurezza della rete elettrica.&lt;br /&gt;Sull’iniziativa la filiera elettrica ha manifestato compatta la propria disponibilità ad aprire un tavolo per formalizzare una proposta concreta, che può già contare sull’interesse del ministero dello Sviluppo Economico. “Possa garantire – ha detto Vincenzo Correggia – che il Libro Bianco arriverà sul tavolo del nuovo ministro”.&lt;br /&gt;Grande intesse hanno registrato in particolare gli appuntamenti de “La filiera dell’energia del futuro”, l’area organizzata da FME in collaborazione con undici leader di mercato (ABB, Beghelli, BTicino, Gewiss, Osram, Philips Lighting, Prysmian, Schneider Electric, Siemens, Scame Parre, Vimar). Grazie al contributo di market leader, giornalisti e associazioni di riferimento del settore quali ANIE (Federazione Italiana Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche), CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), PROSIEL (Associazione per la Promozione della Sicurezza Elettrica), è stato possibile approfondire tematiche differenti: la domotica, l’illuminazione, il solare fotovoltaico e il Quarto Conto Energia, la gestione e il controllo con le smart grid, l’eco-building, e ancora la sicurezza, gli impianti elettrici declinati in ogni loro aspetto, fino alle tematiche più prettamente tecniche inerenti la nuova Norma CEI 64-08 V3.&lt;br /&gt;In fiera il 18 novembre si è svolta anche l’Assemblea generale di FME, la cui parte pubblica ha offerto l’occasione per fare il punto della situazione che il settore dovrà affrontare nei prossimi mesi. Dopo l’introduzione di Giampaolo Ferrari, Presidente FME,  e i saluti di Michele Perini (Presidente Fiera Milano), è stata la volta di Andrea Lanza (Università Bocconi) che, dopo aver presentato i primi risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con FME sulle dinamiche competitive del mercato elettrico, ha moderato un talk show tra illustri rappresentanti del settore, del mondo della finanza e della politica che hanno dibattuto sugli scenari futuri. Sul palco, insieme a Lanza e Ferrari, erano presenti Davide Giacalone (Presidente Agenzia per l’innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Roberto Cota (Governatore Regione Piemonte), Claudio Andrea Gemme (Presidente Anie) e Gregorio De Felice (Chief Economist Intesa San Paolo).&lt;br /&gt;Tra gli auspici emersi, un impegno concreto del nuovo Governo mirato a favorire una ripresa degli investimenti attraverso riforme strutturali che permettano di diminuire la spesa pubblica, ma soprattutto supportino la creazione di un sistema più competitivo, con una semplificazione della burocrazia e politiche fiscali che favoriscano gli investimenti in R&amp;S e incentivino l’occupazione, soprattutto giovanile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENERSOLAR+&lt;br /&gt;L’edizione 2011 di EnerSolar+, l’evento dedicato all’energia solare fotovoltaica e termica, alle tecnologie fotovoltaiche (PV Tech), agli inverter (Invex) e ad altre energie rinnovabili quali cogenerazione, biogas, idroelettrico, legno e biomasse, geotermia, biocarburanti (Greenergy Expo) si è conclusa con un risultato molto positivo.&lt;br /&gt;La manifestazione, che si è svolta in contemporanea con HTE (tecnologie innovative) e Robotica (robotica umanoide e di servizio), è stata visitata da 31.400 operatori (+7% rispetto all’anno scorso) provenienti da 75 Paesi.&lt;br /&gt;Nell’ambito di EnerSolar+ 2011 hanno suscitato notevole interesse le 50 sessioni congressuali alle quali sono intervenuti ben 350 qualificati relatori, in rappresentanza del mondo associativo, industriale, accademico e associativo. Tra i temi affrontati, ad esempio, come progettare e installare il fotovoltaico a regola d’arte, il fotovoltaico come solution provider, il progresso tecnologico e lo sviluppo del mercato del solare termico.&lt;br /&gt;“Siamo particolarmente soddisfatti - ha dichiarato Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing, la società organizzatrice - EnerSolar+ è un evento in continua crescita, a conferma della validità della formula che valorizza il buon stato di salute del settore, mentre Robotica e HTE hanno suscitato molto interesse grazie ai loro contenuti innovativi e proiettati nel futuro. Quest’anno i risultati ottenuti sono stati particolarmente significativi sia per le numerose novità introdotte sia per le sinergie con le altre manifestazioni che si sono svolte in contemporanea".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.illuminotecnica.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2304757635939040079?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2304757635939040079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2011/12/energie-rinnovabili-e-illuminazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2304757635939040079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2304757635939040079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2011/12/energie-rinnovabili-e-illuminazione.html' title='Energie rinnovabili e illuminazione, concluse ETech ed Enersolar+'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-T1wdIJm_FsA/TtdCQgYHuZI/AAAAAAAAAG4/c0tQkcucMkE/s72-c/Gf7wlMKLHn240_180_75_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-9062391833075340538</id><published>2010-09-11T04:19:00.000-07:00</published><updated>2010-09-11T04:23:01.977-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pannelli fotovoltaici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='asfalto fotovoltaico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia alternativa'/><title type='text'>Arriva l'asfalto fotovoltaico e la strada che produce energia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/TItmHvurt3I/AAAAAAAAAGY/Wz7lsmPLpnA/s1600/175826980-539fbbab-6ed4-4928-a58c-74f4de584b1b.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 99px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/TItmHvurt3I/AAAAAAAAAGY/Wz7lsmPLpnA/s320/175826980-539fbbab-6ed4-4928-a58c-74f4de584b1b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515614451902691186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calcolando un'insolazione media di 4 ore al giorno, ogni pannello, anche con un'efficienza intorno al 15%, potrà produrre 7,6 kwh al giorno. L'energia potrebbe poi essere immessa nella rete oppure immagazzinata lungo le strade, per ricaricare le auto elettriche&lt;br /&gt;Per i pannelli fotovoltaici sono allo studio ipotesi molto più ambiziose di quelle di stare sui tetti. Una delle più promettenti, secondo una proposta della società americana solar roadways, rilanciata da una intervista dell'autorevole rivista new scientist, è quella di usarli per pavimentare le strade al posto dell'asfalto: una tecnica che aprirebbe potenzialità immense. Si calcola infatti che solo negli Stati Uniti la superficie totale di strade, autostrade e parcheggi all'aperto sia di oltre 100.000 chilometri quadrati, pari a un terzo dell'italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solar roadways, con l'aiuto di un finanziamento da parte dell'ente autostradale degli Stati Uniti, sta progettando a questo scopo pannelli fotovoltaici quadrati di 3,7 metri di lato (la larghezza standard delle corsie stradali in America), in modo che possano poi essere giustapposti sulle strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calcolando un'insolazione media di 4 ore al giorno, ogni pannello, anche con un'efficienza intorno al 15%, potrà produrre 7,6 kwh al giorno. L'energia potrebbe poi essere immessa nella rete oppure immagazzinata lungo le strade, per ricaricare le auto elettriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema più evidente è la necessità di costruire pannelli resistenti al passaggio di automobili e camion. Secondo Scott Brusaw, ingegnere elettrico e fondatore della Solar Roadways, questa difficoltà è superabile, adattando per esempio le tecniche usate per la costruzione di vetri antiproiettile. Il secondo problema è che una superficie troppo liscia non è indicata per la guida. Una possibile soluzione è usare, anziché un pannello levigato, migliaia di piccolissimi prismi che permetterebbero agli pneumatici di fare presa sul terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-9062391833075340538?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/9062391833075340538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/09/arriva-lasfalto-fotovoltaico-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9062391833075340538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9062391833075340538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/09/arriva-lasfalto-fotovoltaico-e-la.html' title='Arriva l&apos;asfalto fotovoltaico e la strada che produce energia'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/TItmHvurt3I/AAAAAAAAAGY/Wz7lsmPLpnA/s72-c/175826980-539fbbab-6ed4-4928-a58c-74f4de584b1b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7508311642810165984</id><published>2010-03-25T11:57:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T12:00:39.794-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Car-puccino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='caffè'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto'/><title type='text'>Car-puccino,l'auto che va a caffè</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S6uyu78N8RI/AAAAAAAAAGI/gv6pHSpUnBk/s1600/auto_b1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S6uyu78N8RI/AAAAAAAAAGI/gv6pHSpUnBk/s320/auto_b1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452648293296107794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;MODIFICATA UNA VECCHIA VOLKSWAGEN SCIROCCO&lt;br /&gt;Ecco la Car-puccino, l'auto che va a caffé&lt;br /&gt;Esperimento in Gran Bretagna per un programma Bbc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Biodiesel? No grazie. Si può fare marciare un'auto anche con il caffè. Almeno quella modificata da un gruppo britannico per un programma della Bbc, «Bang goes the theory» e ribattezzata Car-puccino». E' stata costruita da Matthew e Martin Bacon con il team della Teesdale Conservation Volunteers per il programma di scienze delle tv pubblica britannica. Ed è stata messa alla prova: l'auto ha percorso le 240 miglia da Londra a Manchester utilizzando circa 70 chili di caffè.&lt;br /&gt;La riconversione è stata effettuata su una vecchia vettura, per tenere basso il costo dell'esperimento. Alla fine è stata utilizzata una Volkswagen Scirocco, del 1988 acquistata su e-Bay per circa 400 sterline. La Car-puccino è stata presentata alla «Fiera delle scienze Big Bang» con l’obiettivo di dimostrare che vi sono molti carburanti alternativi al petrolio. Consumi? Un po' alti: la vettura fa tre miglia per ogni chilo di caffè macinato. Ma non ha mostrato segni di guai al motore durante la marcia che, considerto il carburante, non è stata quindi nemmeno tropp0 «nervosa».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7508311642810165984?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7508311642810165984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/03/car-puccinolauto-che-va-caffe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7508311642810165984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7508311642810165984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/03/car-puccinolauto-che-va-caffe.html' title='Car-puccino,l&apos;auto che va a caffè'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S6uyu78N8RI/AAAAAAAAAGI/gv6pHSpUnBk/s72-c/auto_b1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-6395630950871318809</id><published>2010-02-20T13:50:00.000-08:00</published><updated>2010-02-20T13:54:16.415-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia eolica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia alternativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mini-pale eoliche domestiche'/><title type='text'>Philippe Starck presenta  le mini-pale eoliche domestiche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S4BZ5E8PmAI/AAAAAAAAAGA/ls-8Lcz9Kjg/s1600-h/immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S4BZ5E8PmAI/AAAAAAAAAGA/ls-8Lcz9Kjg/s320/immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440447186977396738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Disponibili su Internet, ma il mio sogno è comprarle al supermarket"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fosse un libro giallo si direbbe che ha tenuto il lettore aggrappato alla trama fino all'ultima pagina, invece è cronaca, e per nulla gialla - anzi, rosea - e ha tenuto molta gente aggrappata ai giornali per sapere quando l'ultima pagina sarebbe stata scritta. Bene, la risposta è: oggi. Oggi il designer Philippe Starck e l'amministratore delegato della «Pramac» Paolo Campinoti presentano alla Triennale di Milano le loro piccole pale eoliche - microturbine è la definizione tecnica - destinate a risolvere, o a cominciare a risolvere, due problemi: l'uso del vento come fonte di energia anche da parte di privati e la dissimulazione dell'aspetto ingombrante, «esteticamente inquinante» dei generatori di energia eolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima pagina di una storia eco-estetico-industriale cominciata, per il pubblico, nel 2008, quando durante il Salone del Mobile milanese venne esposto nel Cortile del Filerete all'Università Statale il prototipo della piccola pala domestica di Philippe Starck, oggetto aggraziato e minuscolo (non raggiungeva il metro d'altezza) ad asse di rotazione verticale anziché orizzontale: un’assoluta novità per renderlo indipendente dalla direzione del vento e consentirgli di sfruttare anche le turbolenze. Caratteristica che, insieme con la dimensione modesta, l'eleganza del design e la silenziosità del meccanismo, lo rendeva adatto anche alle aree urbane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Star di quell'edizione del Salone, la pala domestica, però, tardava ad affacciarsi al mercato. In un'intervista ad Alice Rawsthorn del «New York Times» pubblicata il 6 agosto dello stesso anno, Starck, parlando del suo nuovo progetto di «design democratico», definito da prodotti «a buon mercato ed ecologici», assicurava che il primo di quei prodotti - una microturbina da collocare sul tetto di casa cui stava lavorando col gruppo italiano «Pramac» - sarebbe stata pronta in autunno per l'Europa e all'inizio del 2009 per l'America. Starck già l'immaginava in vendita nei supermarket, a disposizione di tutti. «S'immagini - si entusiasmava - un tizio che al sabato va in un grande magazzino per comprarsi qualche inutile gadget. E invece si imbatte in un oggetto davvero sexy. "Mio Dio, ma è magnifico! Quanto costa? Cinquecento euro? Ma è più o meno quello che avrei speso per il mio inutile gadget!". Lo compra, sale sul tetto, e 15 minuti dopo lo vede girare e produrre energia. Uau!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono state altre interviste e ci sono stati altri slittamenti, ma infine eccoci qua, e stavolta, a garantire che il dado eolico è tratto, non c'è un immaginoso creativo, ma un pragmatico produttore. Che è entusiasta come il suo designer, ma i conti li fa con più realismo. A partire dal prezzo delle due microturbine: 2500 euro la più piccola, alta 90 cm. e capace di produrre 400 watt all'ora in condizioni ottimali (con un vento che soffia a 14 m. al secondo), 3500 euro la più grande, alta 140 cm e capace di 1 kwatt orario. Non sono le noccioline prospettate da Starck. E per produrre l'energia necessaria a una casa normale con 3 persone - circa 3 kilowatt al dì - ci vorrebbero 3 pale grandi col vento in poppa tutti i giorni. Inimmaginabile. Dov'è il vantaggio, allora? Come si ammortizza l'investimento? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nelle zone ventose l'investimento viene ripagato in 5-6 anni - spiega Paolo Campinoti -. Ma l'investimento dipende dai bisogni. Se uno ha la casa in Sardegna, e la usa solo d'estate, può investire meno perché ha meno bisogno d'energia. Comunque l'energia prodotta nei mesi in cui la casa non viene usata non va dispersa, viene messa in rete all'Enel e detratta dalla bolletta. È chiaro comunque che il "plus" non è tanto il vantaggio economico, che, pure, combinando l'eolico con altre energie alternative, solare in primis, si ottiene. Il "plus" è la consapevolezza di usare energia pulita, di fare parte di una comunità ecosensibile, di appartenere a una "corrente di pensiero", come dice Starck».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente commercializzate su Internet («Stiamo mettendo a punto il sito»), poi in negozi specializzati, le microturbine ce la faranno ad arrivare nei supermarket? «È il nostro sogno».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-6395630950871318809?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/6395630950871318809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/philippe-starck-presenta-le-mini-pale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6395630950871318809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6395630950871318809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/philippe-starck-presenta-le-mini-pale.html' title='Philippe Starck presenta  le mini-pale eoliche domestiche'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S4BZ5E8PmAI/AAAAAAAAAGA/ls-8Lcz9Kjg/s72-c/immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8691077090262676168</id><published>2010-02-06T04:20:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T05:04:26.418-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia solare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lamborghini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stabilimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Lo stabilimento Lamborghini a energia solare e il futuro delle supercar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S21e53AxxfI/AAAAAAAAAF4/zyCdVyg_2tc/s1600-h/lamborghini_stabilimento.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S21e53AxxfI/AAAAAAAAAF4/zyCdVyg_2tc/s320/lamborghini_stabilimento.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435104673418823154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pannelli solari grandi quanto due campi di calcio sul tetto per ridurre la CO2 fino al 30%. Un investimento coerente con lo spirito dell’erede della Murciélago, che sarà più leggera per andare di più e inquinare meno. E, forse, sarà anche ibrida…&lt;br /&gt;MILLE TONNELLATE IN MENO - L’impianto fotovoltaico da 17.000 metri quadrati (nella foto in alto un particolare) inaugurato a Sant’Agata Bolognese è il più grande del settore industriale dell’Emilia Romagna. Secondo le stime della Lamborghini, esso consentirà, insieme ad altri interventi, di ridurre del 30% la CO2 emessa: oltre 1.067 tonnellate all’anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impianto ha una potenza di 1,4 Megawatt e, da solo, permetterebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 20%. Inoltre, l’isolamento termico della copertura dello stabilimento, le luci e il riscaldamento “intelligenti”, nonché l’utilizzo di destratificatori (dei “ventilatori” che rimandano in basso l’aria calda che, per sua natura, tende a salire), contribuiranno per un altro 10%.&lt;br /&gt;IBRIDE, LEGGERE E CON LO START&amp;STOP - La presentazione di questa iniziativa, è stata l’occasione per ritornare sulle future Lamborghini. La Casa non fa mistero di voler continuare a produrre auto estreme, pur cercando di ridurne i consumi e le emissioni. La ricerca, quindi, si sta rivolgendo, per stessa ammissione degli uomini di Sant’Agata, principalmente sulla riduzione del peso (come avevamo anticipato qui, l’erede della Murciélago farà ampio uso di carbonio e peserà meno di 1500 kg), sull’integrazione di sistemi Start&amp;Stop, sulle soluzioni di trasmissione ibrida e anche sui carburanti “bio”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso, infatti, che la Lamborghini abbia inaugurato lo scorso autunno a Seattle l’Advanced Composite Structures Laboratory, un centro di ricerca nato in collaborazione con Boeing e l’Università di Washington dove verranno studiate le future tecnologie basate sulla fibra di carbonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.alvolante.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8691077090262676168?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8691077090262676168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/lo-stabilimento-lamborghini-energia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8691077090262676168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8691077090262676168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/lo-stabilimento-lamborghini-energia.html' title='Lo stabilimento Lamborghini a energia solare e il futuro delle supercar'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S21e53AxxfI/AAAAAAAAAF4/zyCdVyg_2tc/s72-c/lamborghini_stabilimento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7168386488689165031</id><published>2010-02-02T05:05:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T05:05:01.886-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tagli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incentivi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Una sforbiciata superiore al 20% da fine anno. Un ulteriore taglio del 6% per il 2012 e così via, a calare per gli anni successivi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2gjsedxHnI/AAAAAAAAAFw/NW4Z01jBVVo/s1600-h/pannelli-solari_240.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2gjsedxHnI/AAAAAAAAAFw/NW4Z01jBVVo/s320/pannelli-solari_240.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433632197421637234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una sforbiciata superiore al 20% da fine anno. Un ulteriore taglio del 6% per il 2012 e così via, a calare per gli anni successivi. Il Governo non arretra. Gli operatori delle energie rinnovabili si rassegnino: sta per scomparire il curioso scenario dell'Italia paese più generoso di tutti negli incentivi all'energia solare, distribuiti anche (e secondo alcuni soprattutto) per compensare gli extracosti imposti agli stessi operatori dalle lungaggini e dai trabocchetti amministrativi.&lt;br /&gt;Due fattori che si elidono, almeno parzialmente. E così il Governo intanto corre ai ripari. Sicuramente sul primo versante: quello degli incentivi, se verrà confermata l'ultima bozza del nuovo meccanismo del "conto energia" che dovrà entrare in vigore a fine anno per sostituire quello in scadenza.&lt;br /&gt;La bozza di decreto, che sarà discussa nei prossimi giorni della Conferenza Stato-Regioni, ribadisce l'obiettivo "verde" più volte tracciato dal Governo, che del resto non fa altro che recepire i target imposti dall'Unione europea: al 2020 la capacità di energia solare italiana dovrà salire dagli attuali 900-1.000 megawatt ad almeno 8mila megawatt nominali.&lt;br /&gt;Obiettivo assolutamente alla portata, dicono gli scienziati scandagliando le potenzialità del "paese del sole". Obiettivo che rischia di fallire, ribattono le associazioni degli operatori delle rinnovabili nei loro altolà ai tagli annunciati in nome del progresso tecnologico che effettivamente rende sempre più efficiente questa tecnologia. &lt;br /&gt;Un «buon punto di equilibrio» era stato annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia solo pochi giorni fa. Ma l'ultimo schema governativo sembra confermare in pieno il taglio.&lt;br /&gt;Si parte prevedendo incentivi ventennali per 3mila megawatt complessivi dedicati agli impianti in esercizio dall'inizio del 2011 con potenza nominale superiore a un Kw. L'incentivo previsto in questo caso va da 0,401 euro per kilowattora per gli impianti su edifici a 0,358 per gli altri impianti. Ma poi la tariffa incentivata scende progressivamente per raggiungere nell'ultimo quadrimestre rispettivamente 0,380 e 0,333. Ecco poi una decurtazione del sei per cento l'anno per gli impianti che entrano in esercizio nel 2012 e nel 2013, mentre i tagli successivi saranno definiti con un un decreto del ministero dello Sviluppo economico di concerto con l'Ambiente e d'intesa con la Conferenza unificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai pannelli solari integrati architettonicamente con potenza tra 1 e 5 Mw spetteranno, sempre per 20 anni, 0,44 euro a Kwh prodotto, ma l'incentivo verrà distribuito fino a una potenza complessiva, per questa tipologia, di 200 Mw. Una fetta di torta è riservata a una tecnologia praticamente al debutto: gli impianti a concentrazione (gli specchi che preriscaldano un liquido) fino ad un totale di 150 Mw godranno di una tariffa incentivante che all'inizio sarà di 0,32 euro a Kwh ma che poi andrà anche qui a ridursi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli incentivi andranno richiesti – prevede la bozza – entro 90 giorni dalla messa in funzione dell'impianto. E il "soggetto attuatore" (cioè il Gse, gestore dei servizi energetici) dovrà erogare la tariffa entro 120 giorni attraverso procedure telematiche da avviare a inizio 2011.&lt;br /&gt;Tutti gli incentivi sul kilowattora prodotto sono in ogni caso cumulabili con i tassi agevolati previsti dalla Finanziaria 2007 per i finanziamenti degli impianti "verdi" oltre che con i contributi in conto capitale già previsti. Si va dal 30% del costo degli impianti realizzati su edifici con potenza non superiore a 3 Kw al 10% della spesa per gli impianti piazzati sui tetti degli istituti scolastici, mentre anche per tutti gli altri edifici pubblici o di proprietà di enti riconosciuti senza scopo di lucro il cumulo non può comunque superare il 30 per cento. E sempre del 30% è il contribuito previsto per gli impianti a concentrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Federico Rendina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7168386488689165031?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7168386488689165031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/una-sforbiciata-superiore-al-20-da-fine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7168386488689165031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7168386488689165031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/una-sforbiciata-superiore-al-20-da-fine.html' title='Una sforbiciata superiore al 20% da fine anno. Un ulteriore taglio del 6% per il 2012 e così via, a calare per gli anni successivi.'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2gjsedxHnI/AAAAAAAAAFw/NW4Z01jBVVo/s72-c/pannelli-solari_240.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2185259263868469970</id><published>2010-02-01T15:08:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T15:22:35.863-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-5547f0281154f31f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v20.nonxt3.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5547f0281154f31f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331549347%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D61C500F3C089D68968A06F4055283A43FB27E3EC.6DC14D0005B665DFB046819D8177DC7C8008A7CE%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5547f0281154f31f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DcwOscHQcidS4OwMHQJsAHZYcH20&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v20.nonxt3.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5547f0281154f31f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331549347%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D61C500F3C089D68968A06F4055283A43FB27E3EC.6DC14D0005B665DFB046819D8177DC7C8008A7CE%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5547f0281154f31f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DcwOscHQcidS4OwMHQJsAHZYcH20&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2185259263868469970?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2185259263868469970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2185259263868469970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2185259263868469970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/blog-post.html' title=''/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7431778091121389217</id><published>2010-02-01T14:58:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T15:00:01.370-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettrica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ford'/><title type='text'>Ford scommette sull’auto elettrica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2dc69G5mbI/AAAAAAAAAFo/IAZUNLbzMpE/s1600-h/f_tgcom_22291_min.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2dc69G5mbI/AAAAAAAAAFo/IAZUNLbzMpE/s320/f_tgcom_22291_min.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433413643351464370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Investiti 450 milioni di dollari, s’inizia col Transit&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detroit 28/01/2010 – Ford ha deciso di investire 450 milioni di dollari per l’auto elettrica. Serviranno a preparare un’offensiva di prodotto nel campo della doppia alimentazione benzina/elettrica, inclusa la produzione di batterie agli ioni di litio. Sorprende come quest’ultima produzione verrà spostata dal Messico al Michigan, Stato in cui da sempre Ford risiede (con le altre grandi Case Usa) e in cui verranno creati un migliaio circa di nuovi posti di lavoro. L’avvio della produzione delle moderne batterie e dei nuovi veicoli ibridi è previsto per il 2012. Attualmente Ford già commercializza in Nord America 4 veicoli elettrici: le berline gemelle Ford Fusion e Mercury Milan e i SUV Escape e Mercury Mariner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Quest’investimento sottolinea la serietà del nostro impegno nel settore dei veicoli elettrici – ibridi, ibridi plug-in ed elettrici puri – unendo le tre questioni cruciali oggi nel mondo: economia, energia e ambiente”, ha detto il Presidente Bill Ford jr. Per il Michigan, cuore dell’auto americana, si tratta di una fondamentale boccata d’ossigeno, che fa il paio con l’altro annunciato investimento del gruppo: i 550 milioni di dollari per produrre la nuova Focus, già dalla fine di quest’anno, e altre vetture di segmento C, convertendo la produzione degli attuali grandi SUV, sempre meno appetiti sul mercato a stelle e strisce. A sostegno dell’impegno Ford è comunque intervenuto il governo del Michigan, il cui dipartimento per lo Sviluppo economico ha stanziato un pacchetto di sgravi fiscali per 188 milioni di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel futuro di Ford sono tanti i modelli ibridi che dovrebbero esordire nel giro dei prossimi tre anni. Si va dalla best-seller Focus, che in versione elettrica punta a sfidare la Toyota Prius, fino ai veicoli commerciali della gamma Transit Connect. Quest’ultimo dovrebbe anzi essere il primo a esordire (già a fine 2010) e con l’autonomia di 130 km a batterie cariche scombussolerà il comparto dei furgoni ad uso commerciale. Pronta nel 2012, la futura Focus elettrica promette invece un’autonomia di 160 km con la sola alimentazione elettrica (cui aggiunge quella garantita dall’alimentazione a benzina), foriera anche di emissioni nocive zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01/02/2010&lt;br /&gt;http://www.tgcom.mediaset.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7431778091121389217?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7431778091121389217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/ford-scommette-sullauto-elettrica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7431778091121389217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7431778091121389217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/02/ford-scommette-sullauto-elettrica.html' title='Ford scommette sull’auto elettrica'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S2dc69G5mbI/AAAAAAAAAFo/IAZUNLbzMpE/s72-c/f_tgcom_22291_min.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2705516135116689063</id><published>2010-01-26T11:39:00.000-08:00</published><updated>2010-01-26T11:41:15.146-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FIAT sicilia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Termini Imerese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sunny car'/><title type='text'>Fiat: auto solare made in Sicily</title><content type='html'>Riqualificare Termini Imerese producendo auto elettriche: l’idea è siciliana, la tecnologia indiana. Infatti il suo ideatore, Simone Cimino, è appena volato in India a incontrare i vertici della Reva, l’azienda che dovrebbe produrre le «Sunny car» nello stabilimento che la Fiat vuole chiudere. Sempre che vada in porto la suggestiva proposta di Cimino, finanziere agrigentino trapiantato a Milano, 48 anni, fondatore e presidente del gruppo Cape: opera nel private equity, compra imprese, le gestisce e le rilancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo 40 aziende, 1,4 miliardi di giro d’affari e 8 mila dipendenti» racconta. E con Sergio Marchionne, l’ad della Fiat, di Termini avete parlato? «No, il nostro interlocutore è la Regione Siciliana, alla quale la Fiat dovrebbe regalare la fabbrica a 1 euro. Ed essere contenta se noi le risolviamo il problema: come evitare di licenziare 1.400 persone».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea, per far decollare il progetto Sunny car, è utilizzare l’energia solare. Il piano prevede di riqualificare Termini per tre attività: l’assemblaggio e poi la produzione delle auto elettriche Reva; la produzione delle centraline per la ricarica con i pannelli fotovoltaici; l’assistenza alla rete di ricarica «con l’obiettivo di trasformare la Sicilia in un’isola verde» spiega Cimino. «Il nostro primo partner è l’indiana Reva electric car company, principale produttore al mondo di auto elettriche, con cui abbiamo firmato un accordo quadro».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cimino ha già avviato un business sull’isola lanciando Cape Regione Siciliana, un fondo di private equity con 52 milioni raccolti (primi sottoscrittori la regione con 14,4 milioni, il gruppo Cape con 11,7 e l’Unicredit Banco di Sicilia con 10) che ha già investito 15,7 milioni in tre attività, di cui due sono proprio start-up localizzate a Termini Imerese: la Ice cube, che produce ghiaccio per cocktail, e la T-link, che fa navigazione (per ora in forte perdita) tra i porti di Termini e Genova Voltri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Cimino punta molto più in alto. L’obiettivo sono i 400 milioni di euro, soldi pubblici promessi alla Fiat per non chiudere lo stabilimento? «Il nostro è un progetto alternativo, con i 400 milioni pubblici e altri 150 messi dai privati lavoriamo perché la Sicilia nel 2020 possa raggiungere l’obiettivo di Copenaghen, il 20 per cento dell’energia prodotto con fonti rinnovabili. E la rete per l’alimentazione delle Sunny car si può costruire entro 36-48 mesi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cimino vuole riunire «imprenditori siciliani per realizzare un’auto ecologica tutta made in Sicily» in una cordata che per ora non è ben definita. Di sicuro ci sarà Antonio Mazzara, 41 anni, catanese, amministratore delegato e partner della Screen service, di cui Cape è il principale azionista con il 30 per cento. Potrebbe essere della partita anche Pasquale Pistorio, il manager catanese che fu l’artefice del successo della St Microelectronics e che oggi è già socio di Cape nella Accent, una società che produce chip. Pistorio fa anche parte del consiglio d’amministrazione della Fiat, che si riunirà il 25 gennaio. Chissà se si parlerà anche di questo progetto un po’ utopico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;edmondo rho&lt;br /&gt;http://blog.panorama.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2705516135116689063?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2705516135116689063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/fiat-auto-solare-made-in-sicily.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2705516135116689063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2705516135116689063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/fiat-auto-solare-made-in-sicily.html' title='Fiat: auto solare made in Sicily'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-162171017071903294</id><published>2010-01-23T07:25:00.000-08:00</published><updated>2010-01-23T07:26:54.920-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettrica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piaggio'/><title type='text'>Auto elettrica Piaggio sarà la Vespa del futuro</title><content type='html'>Dopo il furgoncino Porter elettrico e lo scooter a tre ruote con tecnologia ibrida (elettrica/benzina) la casa di Pontenbedera sta per rivoluzionare il mondo delle city car. Svelati i dettagli di un progetto top secretdi VINCENZO BORGOMEO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora è ufficiale: la Piaggio sta lavorando all'auto elettrica. La conferma è arrivata oggi alle presentazione dell'accordo Piaggio-Enel per mettere a punto una comune strategia sulla mobilità elettrica quando Roberto Colaninno, ha ammesso che per fare l'auto elettrica serve coraggio, ma noi andiamo oltre, ci mettiamo un po' di follia..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sa che a Pontedera girano diversi prototipi di macchine eletteriche, ma ora arriva un chiarimento sulla strategia del Gruppo Piaggio in questo settore: "Va detto  -  ha continuato Colaninno  -  che c'è una enorme domanda in fatto di veicoli con poco spazio occupato, dal prezzo basso e dalla grande flessibilità. E che chi arriverà per primo a soddisfare queste richieste vincerà una scommessa importante. Penso a una città come San Paolo, Shangai, Bombai, Parigi, Londra, ma anche come Milano o Napoli".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta comunque di una sfida importante e infatti poi Colaninno, tornando alla battuta iniziale, ha spiegato: "La follia non è un termine che rappresenta completamente quello che stiamo facendo. Nel nostro caso "follia" è sinonimo di coraggio e sensibilità alla domanda che viene dal mercato. Ecco, se siamo in grado di rispondere a questa domanda, allaora follia. Noi abbiamo fatto i primi passi - e quello di oggi è molto importante  -  per andare avanti sullo sviluppo dell'auto elettrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questi passi devono essere compiuti con il sistema Paese, in un contesto di alleanze per capitali e tecnologia. Insomma, ci stiamo muovendo in questo senso, poi vedremo...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "muoversi in questo senso" però è quasi naturale per Piaggio visto che già oggi nel listino del colosso di Pontedera c'è uno scooter a ruote ibrido (con motore elettrico e a scoppio) e un piccolo monovolume, il Porter, alimentato solo da batterie. Si tratterebbe, in un certo senso, di evolvere semplicemente l'offerta, anche se l'automobile Piaggio, a prescinedere dal tipo di motore, costituisce comunque una svolta epocale perché non è ormai un mistero per nessuno il patto segreto di non concorrenza Piaggio-Fiat. Un patto che ha precluso per anni la possibilità che la marca della Vespa facesse concorrenza alla 500. I tempi però sono cambiati e oggi la Piaggio si muove in ogni direzione possibile nel campo della mobilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso la macchina Piaggio rimane "top secret". Di questo progetto si sa ancora poco, anche se dalle parole di Colaninno si scopre molto. Per esempio che la collaborazione con l'Enel è davvero strategica. Il concetto è stato infatti sottolineato anche da Livio Vido, direttore divisione ingegneria e innovazione Enel Spa: "Lavoriamo  -  ha spiegato Vido  -  con Piaggio per mettere a punto un sistema che possa supportare al meglio un veicolo compltetamente elettrico". Più chiaro di così si muore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-162171017071903294?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/162171017071903294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/auto-elettrica-piaggio-sara-la-vespa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/162171017071903294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/162171017071903294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/auto-elettrica-piaggio-sara-la-vespa.html' title='Auto elettrica Piaggio sarà la Vespa del futuro'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5195797295943395454</id><published>2010-01-16T04:24:00.000-08:00</published><updated>2010-01-16T05:09:26.642-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aria compressa'/><title type='text'>Auto ad aria compressa</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4fc01b09d9ae9800" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" 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Ancora tutto da decidere invece per Berlino&lt;br /&gt;(Rinnovabili.it) – Tempo di rimaneggiamenti per i fedd-in-tariff europei in reazione a quello che gli esperti energetici definiscono come “bolle speculative”. Questa settimana il ministro francese dell’Ecologia ha annunciato le nuove tariffe incentivanti dedicate alle rinnovabili, rivedendo al ribasso, rispetto alla proposta presentata a settembre 2009, quelle per il settore fotovoltaico. Nello specifico l’energia elettrica solare sarà immessa in rete a 58 centesimi di euro al kWh per gli impianti totalmente integrati a edifici residenziali, scolastici o sanitari a fronte del tasso di 0,60 cent €/kWh precedentemente avanzato, introducendo una distinzione tra i sistemi che integrano la tecnologia solare in un modo altamente estetico e gli edifici che ricorrono al metodo più semplificato. Per gli edifici commerciali e industriali la tariffa è di 50 cent €/kWh, mentre impianti ad integrazione semplificata riceveranno una nuova tariffa di 42 cent €/kWh. Non cambia la tariffa per quelli a terra per i quali però è stato introdotto un premio aggiuntivo per i sistemi installati nelle zone poco soleggiate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte tedesco continua invece la discussione. Dopo che è emerso che i lobbisti dell'industria solare tedesca hanno minimizzato i tassi di crescita, nel tentativo di impedire a Berlino dal taglio delle sovvenzioni, il quotidiano Der Spiegel ha rivelato che oltre 3000 MW di moduli sono stati installati nel 2009, quadruplicando l'importo inizialmente previsto per il comparto. Un’impennata che cara è costata ai contribuenti tedeschi e che potrebbe mantenersi tale; anche se le voci che girano in questi giorni parlano di una riduzione degli incentivi del 25%, un’ulteriore crescita del mercato si riverserà comunque sulle bollette della popolazione. Un portavoce del ministero dell'Ambiente ha intanto fatto sapere che una nuova proposta potrebbe essere presentata la prossima settimana per poi essere discussa dai partiti di governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-386537823524579327?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/386537823524579327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/incentivi-al-fotovoltaico-la-francia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/386537823524579327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/386537823524579327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/incentivi-al-fotovoltaico-la-francia.html' title='Incentivi al fotovoltaico: la Francia taglia, la Germania discute'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8747491750272510235</id><published>2010-01-15T00:23:00.000-08:00</published><updated>2010-01-15T00:25:34.971-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia eolica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siemens'/><title type='text'>Siemens punta sull'energia eolica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S1AmW3eMFiI/AAAAAAAAAFg/qHQkSCogR8o/s1600-h/siemens-punta-sull-energia-eolica-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 100px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S1AmW3eMFiI/AAAAAAAAAFg/qHQkSCogR8o/s320/siemens-punta-sull-energia-eolica-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426879725270996514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siemens ha confermato l'obiettivo di diventare uno dei tre maggiori fornitori di turbine eoliche del mondo entro il 2012.&lt;br /&gt;L'azienda ha iniziato a operare nel mercato dell'energia eolica cinque anni fa, con l'acquisizione della danese Bonus Energy. Da allora, le sue attività in questo ambito hanno vissuto un rapido sviluppo.&lt;br /&gt;Il numero delle persone impiegate nella Business Unit Siemens Wind Power del Settore Energy è cresciuto di sette volte, il fatturato di dieci.&lt;br /&gt;La strategia di Siemens per il prossimo futuro sarà di rafforzare la sua posizione di leader di mercato a livello globale nei parchi eolici offshore, espandendo al contempo la rete di produzione internazionale in mercati chiave e assicurandosi la leadership tecnologica con prodotti innovativi, come ad esempio le turbine eoliche senza riduttore e galleggianti.&lt;br /&gt;I parchi eolici offshore stanno acquisendo un ruolo sempre più importante: si stima che il potenziale per l'energia eolica offshore in Europa sia di circa 70 gigawatt, ovvero la metà della capacità di centrali elettriche attualmente installata in Germania. Al momento, solo l'1,5% di quel potenziale è utilizzato. &lt;br /&gt;Nello scorso anno fiscale Siemens si è assicurata il più grande contratto per l'energia eolica mai siglato: la fornitura a Dong Energy di 500 turbine da 3,6 megawatt.&lt;br /&gt;Alcune di queste turbine saranno impiegate presso London Array, che sarà il parco eolico offshore più grande del mondo, con una capacità di 850 megawatt. Il contratto siglato in Germania include anche il parco eolico offshore Baltic 1. &lt;br /&gt;Siemens occupa, inoltre, una posizione di rilievo anche nel mercato dell'energia eolica onshore. Nello scorso anno fiscale, ad esempio, l'azienda si è assicurata contratti per 6 parchi eolici in Nord America e per il più grande parco eolico onshore d'Europa, in Scozia. Recentemente sono arrivati ordini anche dal Messico e dalla Nuova Zelanda.&lt;br /&gt;La Business Unit Wind Power di Siemens ha perseguito, parallelamente, una strategia di ulteriore espansione del network internazionale di produzione nei mercati chiave.&lt;br /&gt;Dopo aver installato un impianto di produzione di pale del rotore a Fort Madison, in Iowa (Stati Uniti), Siemens ha recentemente iniziato la costruzione di un impianto di produzione di navicelle aHutchinson, in Kansas (Stati Uniti). Un impianto nei dintorni di Shanghai inizierà a produrre nel 2010 pale del rotore e navicelle e un ulteriore impianto di produzione è previsto in India.&lt;br /&gt;L'energia eolica rientra nel portfolio ambientale di Siemens, che ha registrato un fatturato di circa 23 milioni di Euro nell'anno fiscale 2009. Nello stesso periodo, i prodotti e i servizi Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le emissioni di CO2 di 210 milioni di tonnellate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.greencity.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8747491750272510235?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8747491750272510235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/siemens-punta-sullenergia-eolica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8747491750272510235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8747491750272510235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/siemens-punta-sullenergia-eolica.html' title='Siemens punta sull&apos;energia eolica'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S1AmW3eMFiI/AAAAAAAAAFg/qHQkSCogR8o/s72-c/siemens-punta-sull-energia-eolica-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-6786166115878733088</id><published>2010-01-13T14:42:00.001-08:00</published><updated>2010-01-13T14:43:54.491-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Edifici rotanti'/><title type='text'>Edifici rotanti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S05MjBkYwYI/AAAAAAAAAFY/Tk2gP0GseUU/s1600-h/edifici-rotanti_01.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 232px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S05MjBkYwYI/AAAAAAAAAFY/Tk2gP0GseUU/s320/edifici-rotanti_01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426358765628211586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;econdo una delle leggi dell’architettura bioclimatica, e dell’architettura in generale, le case devono essere costruite con la migliore esposizione possibile rispetto al sole: perché è la principale fonte di energia alternativa, ma anche perché studi scientifici hanno dimostrato che una corretta e regolare esposizione alla luce solare produce realmente effetti benefici sulla salute umana. Il modo più comune di sfruttare la stella è orientare la casa in modo corretto rispetto alla sua traiettoria. Ma non è l’unico. Sono infatti anche stati progettati e costruiti edifici capaci di “inseguire” il sole, come fanno i girasoli, in cerca della migliore esposizione in ogni momento del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VILLA GIRASOLE/ DÉCO, FUTURISTA&lt;br /&gt;A Marcellise (Verona), incastonata tra le colline, si trova Villa Girasole, una costruzione borghese Art Déco, la prima casa rotante mai realizzata, in grado di ruotare di 360° in funzione dello spostamento del sole durante l’arco del giorno e del corso delle stagioni, proprio come il fiore da cui prende il nome. Un’architettura davvero innovativa, agli albori della sostenibilità. Ideata e costruita dall’ingegner Angelo Invernizzi tra il 1929 e il 1935, la villa è nata dal concetto di “machine à habiter” teorizzato da Le Corbusier nel 1923, e dal culto della velocità e della macchina esaltato dal Futurismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Progettazione Villa Girasole nasce dalla sintesi di principi di meccanica applicati nei treni, nelle navi, negli aerei. È un edificio di due piani con pianta a “L”, in grado di ruotare su binari concentrici, sostenuto da carrelli e mosso da un motore come quello dei transatlantici. Il corpo dell’abitazione, che presenta una struttura in cemento armato, è completamente ricoperto di lamine di alluminio. Interni Il piano terreno dell’abitazione rotante è destinato ai locali di soggiorno, pranzo, studio e ricevimento, oltre che alla cucina. Mentre al piano superiore si trovano le stanze da letto padronali, dotate di terrazza solarium e bagno, e quelle a un letto. Gli arredi, curati nel minimo particolare, un mix tra razionalismo e Novecento italiano, vennero ideati e realizzati appositamente, per essere leggeri e non gravare sulla struttura: sedie, tavolini, comodini e toilette in tubo d’acciaio e compensato di faggio, o legno laccato, si alternano a mobili rivestiti in cartapecora o impiallacciati in noce del Caucaso ed ebano di Macassar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rotazione ed elioterapia La casa poteva compiere una rotazione completa in nove ore e venti minuti con una velocità di 4 millimetri al secondo; la presenza delle terrazze consentiva applicazioni elioterapiche. All’epoca l’elioterapia era la principale cura contro tubercolosi, rachitismo e depressione: il paragone con un sanatorio alpino venne immediato, e infatti la villa era allora conosciuta come l’ultramoderno solarium e laboratorio medico di Marcellise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HELIOTROP/TORRE DI LEGNO E VETRO&lt;br /&gt;La volontà di dimostrare che tecnologie innovative, elevato comfort abitativo e tutela ambientale possono trovare una sintesi concreta in una casa, ha dato vita, nel 1992, a un altro edificio rotante: l’Heliotrop (dal greco “esposto al sole”), nelle vicinanze del quartiere solare di Friburgo in Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Progettazione L’Heliotrop è un palazzo residenziale di forma cilindrica, realizzato quasi esclusivamente con elementi modulari in legno, materiale naturale e rigenerabile, ancorati a un telaio centrale contenente le canalizzazioni degli impianti e la scala a chiocciola. Alla base della colonna centrale, un motore elettrico fa ruotare la casa di 2 gradi ogni 10 minuti. Il movimento permette di controllare l’irraggiamento solare, ricavando il massimo contributo possibile in termini di riscaldamento degli ambienti e di produzione di acqua calda in inverno, evitando il surriscaldamento in estate. La vasta superficie vetrata è costituita da serramenti a triplo vetro, ad alto isolamento; e le pareti prive di infissi garantiscono valori di isolamento anche superiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Produzione e distribuzione del calore Il sistema di riscaldamento è costituito da un soffitto radiante a lamelle di rame, che può essere utilizzato anche per il raffrescamento estivo. L’impianto serve a coprire il fabbisogno termico residuo non soddisfatto dall’irraggiamento solare, ed è alimentato da collettori solari a tubi sottovuoto inseriti nei parapetti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gestione dell’acqua L’acqua piovana viene raccolta da tetto, filtrata e usata per lavare i piatti e fare il bucato. Le acque di scarico (separate dai rifiuti fecali, che sono compostati in un impianto a secco insieme ai rifiuti organici) sono depurate in un impianto di fitodepurazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Produzione di energia Sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico (6,6 kWp) in grado di inseguire il sole durante il giorno, ottenendo sempre la massima energia producibile; l’inclinazione è regolata automaticamente secondo la posizione del sole. L’impianto produce tra cinque e sei volte l’energia elettrica consumata nell’edificio. I pannelli fotovoltaici hanno inoltre la funzione di proteggere la terrazza dal caldo e dalla pioggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SUITE VOLLARD/ PIANI AUTONOMI&lt;br /&gt;Altro palazzo capace di ruotare alla ricerca della migliore esposizione solare è l’edificio residenziale Suite Vollard di Curitiba, in Brasile. È il primo al mondo che ha tutti i piani che ruotano di 360° indipendentemente l’uno dall’altro, ed è composto da 11 appartamenti e un Executive Center. Rispetto ai due esempi precedenti rappresenta un notevole salto di scala e di prospettiva, che ha aperto la strada all’elaborazione di progetti ambiziosi per realizzare grattacieli in grado di mutare la propria esposizione e integrare generatori eolici e fotovoltaici, come nel caso della Rotating Tower di Dubai negli Emirati Arabi (www.dynamicarchitecture.net). Un edificio del genere permette di ottimizzare lo sfruttamente della luce solare, la ventilazione naturale e il riscaldamento diretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Progettazione Nel Suite Vollard, ogni appartamento (uno per piano da 287 mq) è caratterizzato da spazi disposti a raggiera attorno al centro dell’edificio; la percezione del panorama è simile a quella di uno sfondo mobile. La parte centrale di ogni abitazione è fissa e ospita la cucina, i bagni, una stanza da letto di servizio, la lavanderia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isolamento L’edificio è dotato di una facciata continua o curtain wall, in cui gli infissi sono applicati alla struttura metallica ruotante dei soffitti e dei piani. A chiusura sono impiegati doppi vetri, isolanti, laminati, spessi 3 mm + 3 mm con un’intercapedine di 10 mm. Gli infissi assicurano un isolamento termico e un risparmio energetico fino al 50%, anche con l’uso di aria condizionata e riscaldamento. La riduzione dell’isolamento acustico si aggira fra i 35 e i 50 dB. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rotazione e consumo energetico Ogni piano. e quindi ogni appartamento del Suite Vollard, è dotato di un motore elettrico che ne consente la rotazione nei due sensi; per compiere una rotazione completa basta un’ora, e il sistema è programmabile. Il consumo energetico è piuttosto ridotto, per compiere una rotazione completa a un appartamento occorre l’equivalente dell’energia necessaria a fare un bagno in una vasca idromassaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianni Terenzi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-6786166115878733088?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/6786166115878733088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/edifici-rotanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6786166115878733088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6786166115878733088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/edifici-rotanti.html' title='Edifici rotanti'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S05MjBkYwYI/AAAAAAAAAFY/Tk2gP0GseUU/s72-c/edifici-rotanti_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-4974252023427927995</id><published>2010-01-12T23:52:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T23:53:44.032-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spray fotovoltaico'/><title type='text'>Nuovi progressi sullo 'spray’ fotovoltaico</title><content type='html'>Un altro piccolo passo avanti verso la commercializzazione di una vernice solare spray. Stavolta il progresso arriva dai laboratori della New Energy Technologies&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Rinnovabili.it) – Celle solari da integrare su strutture già esistenti con un lavoro minimo e a costi contenuti. Questo quanto si ripromette di ottenere l’idea di una vernice spray composta da nano particelle su cui molti laboratori stanno impiegando la propria forza lavoro. L’introduzione sul mercato di un inchiostro fotovoltaico potrebbe davvero risolvere in una sola volta molti dei problemi che ancora limitano il settore. Sulla strada dei progressi affinché tutto ciò divenga realtà si colloca anche il risultato raggiunto da New Energy Technologies. &lt;br /&gt;La società ha annunciato in questi giorni d’aver sviluppato un processo, ancora in attesa di brevetto, per l’applicazione delle celle e dei relativi componenti sui supporti vetrosi. I ricercatori sono stati in grado di superare con successo uno dei più grandi ostacoli relativi alla trasparenza della soluzione spray, incontrati nello sviluppo di un altro prodotto della società, la SolarWindow New Energy, ossia la presenza del metallo che in quanto materiale opaco blocca e impedisce la visibilità della luce attraverso il vetro. &lt;br /&gt;Nonostante il progetto si trovi ancora alle prime fasi Meetesh V. Patel, presidente e CEO di New Energy Technologies, è convinto di poter ottenere in breve tempo risultati tali da passere allo scale-up. “In termini commerciali – spiega Patel – questa nuova tecnologia spray potrebbe tradursi in vantaggi di produzione importanti per la nostra SolarWindow, compresi significativi risparmi, una maggiore velocità di produzione, ed un lavoro a temperatura ambiente, ostacoli comuni al successo commerciale delle nuove tecnologie solari”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-4974252023427927995?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/4974252023427927995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/nuovi-progressi-sullo-spray.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4974252023427927995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4974252023427927995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/nuovi-progressi-sullo-spray.html' title='Nuovi progressi sullo &apos;spray’ fotovoltaico'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2467511197521017471</id><published>2010-01-12T06:09:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T06:14:49.783-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aquiloni eolici'/><title type='text'>Aquiloni eolici</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDnHuSxfI/AAAAAAAAAFQ/NAFYcOo-r6Q/s1600-h/carousel.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 100px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDnHuSxfI/AAAAAAAAAFQ/NAFYcOo-r6Q/s320/carousel.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425856359185958386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDiOTnlCI/AAAAAAAAAFI/b3bckTP4tgQ/s1600-h/kite-surf2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDiOTnlCI/AAAAAAAAAFI/b3bckTP4tgQ/s320/kite-surf2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425856275053777954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDc0jVZVI/AAAAAAAAAFA/iRKi1cvbR-A/s1600-h/kite-surf.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 199px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDc0jVZVI/AAAAAAAAAFA/iRKi1cvbR-A/s320/kite-surf.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425856182241027410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Brevettato il sistema KiWiGen, che sfrutta l'energia del vento utilizzando una sorta di aquiloni eolici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento presente sulla terra produce una quantita' di energia superiore di centinaia di volte rispetto al fabbisogno odierno dell'umanita'. &lt;br /&gt;Tuttavia ben poca di questa energia e' attualmente sfruttabile perché essa si sviluppa nella troposfera, ad altitudini molto superiori a quelle raggiungibili dai normali impianti eolici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti ad 80 metri, l’altezza che hanno solitamente le turbine eoliche, la velocità del vento è di poco superiore a 4 metri al secondo e, quando si raggiunge questo valore minimo, esse vengono spente, diventando così una scelta antieconomica. &lt;br /&gt;La fisica ci insegna invece che l’energia è tanto maggiore quanto più veloce soffia il vento e il valore ideale si raggiunge a 800 metri, con una velocità di 7,6 metri al secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, chi abbia mai usato un aquilone sa quanto il vento possa tirare, tanto che negli ultimi anni si è molto diffuso il kite surfing, uno sport che si fa sul mare, in cui grandi aquiloni sostengono e trasportano gli atleti. Anzi, pare che gli aquiloni costruiti per questo sport siano appositamente inefficienti, per evitare che portino via il surfista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea è scattata dall’incontro tra Massimo Ippolito, proprietario di un’azienda di sistemi automatizzati e  kite surfer per hobby, e Mario Milanese, docente di Controlli automatici al Politecnico di Torino, ed ha fatto maturare la possibilità di sfruttare diversamente l’energia del vento: ne è scaturito il progetto  KiteGen, ideato per sfruttare al massimo questa energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato quindi brevettato il sistema Kite Wind Generation, in sigla KiWiGen, costituito da una sorta di aquiloni eolici.&lt;br /&gt;Ogni aquilone, simile a quelli usati per il kite surfing,  è sorretto da una coppia di cavi ad alta resistenza da 3 mm di diametro, lunghi oltre mille metri, che controllano la direzione e l’angolo di volo. Quando l’aquilone si libra in volo mette in azione due cilindri, il cui movimento genera l’energia come una sorta di dinamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La navigazione degli aquiloni è gestita da terra attraverso un computer collegato a dei piccoli sensori dotati di sistema Gps, presenti su essi. Il software controlla che i cavi traccino vorticosi 8 nel cielo.&lt;br /&gt;Quando il cavo è tirato al massimo il sistema non genera più energia, così l’altro cavo molla e l’aquilone, dopo essersi impennato, comincia a scendere, consumando il 15% dell’energia prodotta in ascesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un impianto dovrebbe essere formato da una serie di aquiloni, distanti l’uno dall’altro 70-80 metri, quindi molto poco rispetto alle turbine che devono essere invece distanziate di almeno 300 metri l’una dall’altra, occupando ampi tratti di paesaggio. &lt;br /&gt;Inoltre, una volta a terra, gli aquiloni occuperebbero lo spazio di una normale centrale elettrica.&lt;br /&gt;Il nuovo sistema non necessita, quindi, di grandi superfici per essere installato, pare infatti che siano sufficienti anche solo cento metri quadrati. In questo modo dovrebbero essere superati tutti quei problemi di impatto visivo ed ambientale che hanno generato numerose perplessità sullo sfruttamento dell’energia eolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema KiteGen è caratterizzato inoltre da grande flessibilità perché è regolabile a diverse altezze, a seconda di dove soffia più intensamente il vento.&lt;br /&gt;Il sistema di guida automatico permette poi di farli funzionare anche di notte. Ancora,  per evitare l’impatto con stormi di uccelli è presente un radar che reindirizza gli aquiloni in pochi secondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KiteGen, è ancora allo stato di prototipo ma i suoi inventori sostengono che il suo sviluppo potrà produrre la stessa quantità di energia di una centrale nucleare. &lt;br /&gt;Esso non è l’unico progetto nel mondo a lavorare sull’energia prodotta da aquiloni. Analoghi studi si stanno compiendo, infatti, in Olanda e California.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;arch. Carmen Granata&lt;br /&gt;http://www.lavorincasa.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2467511197521017471?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2467511197521017471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/aquiloni-eolici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2467511197521017471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2467511197521017471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/aquiloni-eolici.html' title='Aquiloni eolici'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0yDnHuSxfI/AAAAAAAAAFQ/NAFYcOo-r6Q/s72-c/carousel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-9138090240366012289</id><published>2010-01-11T23:58:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T00:02:13.090-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nokia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coca cola'/><title type='text'>Nokia lancia il cellulare allimentato dalla Coca-Cola ed è biodegradabile</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0wsOtaHIII/AAAAAAAAAE4/v6RMvPgd8ok/s1600-h/Senza+nome.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 189px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0wsOtaHIII/AAAAAAAAAE4/v6RMvPgd8ok/s320/Senza+nome.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425760282293510274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ha una batteria che sfrutta l'energia pulita della bevanda ed è biodegradabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo già sentito parlare di cellulari a energia solare, telefoni alimentati a idrogeno, e anche dal vento, ma nel campo della telefonia "sostenibile" non tutto è ancora stato sperimentato. Il designer cinese Zheng Daizi si è spinto oltre l'energia solare e il vento,  inventando e realizzando un cellulare compatibile con l'ambiente, ma alimentato da una fonte insolita e inattesa: la Coca-Cola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito thedesignblog. org descrive l'Eco-Friendly e illustra il funzionamento del telefono alimentato dalla Coca-Cola: progettato per il marchio finlandese Nokia, si serve di una batteria innovativa che fa uso di enzimi per generare elettricità dai carboidrati. Questa oltre a sfruttare l'energia pulita da bevande zuccherate, come Coca-Cola o Pepsi, che generano acqua e ossigeno, riesce a funzionare per molto più tempo (quattro volte più a lungo) rispetto alle batterie al litio, per ogni singola carica. Inoltre è completamente biodegradabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11/01/2010&lt;br /&gt;http://www.libero-news.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-9138090240366012289?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/9138090240366012289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/nokia-lancia-il-cellulare-allimentato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9138090240366012289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9138090240366012289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/nokia-lancia-il-cellulare-allimentato.html' title='Nokia lancia il cellulare allimentato dalla Coca-Cola ed è biodegradabile'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0wsOtaHIII/AAAAAAAAAE4/v6RMvPgd8ok/s72-c/Senza+nome.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2384830145705536637</id><published>2010-01-11T06:55:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T06:58:18.108-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Airnergy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricarica senza fili'/><title type='text'>Airnergy, ricarica senza fili per i cellulari</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0s8MB01h1I/AAAAAAAAAEw/15oT-_wPlZo/s1600-h/caricatore_c--140x180.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0s8MB01h1I/AAAAAAAAAEw/15oT-_wPlZo/s320/caricatore_c--140x180.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425496353444038482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo sistema cattura i segnali wi-fi dispersi nell'aria e li trasforma in energia utile per i dispositivi elettronici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - Nell'attesa che arrivi il caricatore universale per i cellulari, prende sempre più piede l'elettricità senza fili come alternativa più comoda per alimentare i nostri gadget elettronici. All'ultimo Consumers Electronic Show (CES) di Las Vegas è stato presentato un nuovo dispositivo che consente di ricaricare cellulari e lettori mp3 in modalità wireless, senza muovere un dito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENERGIA DALL'ARIA - Si chiama Airnergy ed è un sistema messo a punto dalla compagnia statunitense RCA (la stessa che 61 anni fa ha ideato il 33 giri). Si presenta come un piccolo dispositivo in grado di catturare i segnali wi-fi trasmessi dai vari access point presenti in casa o in ufficio. I segnali vengono convertiti in energia utile per ricaricare (sempre in modalità senza fili) cellulari e lettori mp3 dotati di una speciale batteria. Una sorta di riciclo di energia, quindi, che potrebbe essere esteso anche alle altre fonti elettromagnetiche presenti tra le mura domestiche. Per ora, la capacità di Airnergy dipende dalla potenza del segnale wi-fi nelle vicinanze. Durante la dimostrazione al CES, è riuscito a ricaricare un Blackberry in circa 90 minuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WI-TRICITY - Airnergy sarà messo in commercio dal prossimo autunno negli Stati Uniti, al costo di 40 dollari. Ma non si tratta dell'unico dispositivo a fare da apripista per la nuova frontiera dell'elettricità senza fili. Lo scorso anno, sempre al CES di Las Vegas, la startup PowerBeam ha presentato il sistema WiTricity che permette di alimentare piccoli gadget elettronici in modalità wireless. La compagnia Case-Mate ha di recente presentato The Hug: basta poggiarci il cellulare sopra per ricaricare la batteria. The Hug costa 90 dollari ed è già disponibile per iPhone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.corriere.it/&lt;br /&gt;Nicola Bruno&lt;br /&gt;11 gennaio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2384830145705536637?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2384830145705536637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/airnergy-ricarica-senza-fili-per-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2384830145705536637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2384830145705536637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/airnergy-ricarica-senza-fili-per-i.html' title='Airnergy, ricarica senza fili per i cellulari'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0s8MB01h1I/AAAAAAAAAEw/15oT-_wPlZo/s72-c/caricatore_c--140x180.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-776616361927546354</id><published>2010-01-08T01:46:00.001-08:00</published><updated>2010-01-08T01:46:42.722-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='moto ondoso'/><title type='text'>ENERGIA: PROGETTO SPERIMENTALE A TRAPANI SU UTILIZZO MOTO ONDOSO</title><content type='html'>(AGI) - Palermo, 4 gen. - Il ministero dell'Ambiente, nell'ambito degli interventi relativi al fondo per i progetti innovativi e le energie rinnovabili, ha finanziato con 239.250 euro (50% del totale), il progetto Impetus (Idrogeno marino per energie terrestri utilizzabili e sostenibili) che attraverso l'energia del moto ondoso intende sviluppare un ciclo di produzione di energia alternativa e rinnovabile. L'elaborazione progettuale e' di un gruppo di lavoro costituito dal Dipartimento di Ricerca energetica e ambientale dell'universita'di Palermo, dal Consorzio universitario della provincia di Trapani, dalla Societa' Sges srl. Il progetto Impetus intende sviluppare un sistema di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno, gas da utilizzare come fonte di rifornimento per un autobus ad idrogeno per il trasporto pubblico. Per raggiungere questo obiettivo gli impianti (generatore elettrico da moto ondoso e il sistema di produzione di idrogeno ai fini del rifornimento dell'autobus ad idrogeno), saranno realizzati a ridosso di uno specchio d'acqua antistante Torre di Ligny, sito individuato da uno studio effettuato dall'universita' di Palermo, e ritenuto ottimale per le caratteristiche delle correnti marine e delle perturbazioni della superficie delle acque. La realizzazione di questo progetto evidenziera' le potenzialita' del moto ondoso per la produzione di energia, anche rispetto alle altre fonti rinnovabili tradizionali (fotovoltaico ed eolico), non solo dal punto di vista di produzione energetica, ma anche dal punto di vista di impatto ambientale e sociale. "Il progetto - commenta il presidente della commissione Ambiente e presidente del Consorzio universitario della provincia di Trapani, Antonio D'Ali' - ha una grande portata innovativa e sara' interamente realizzato a Trapani. Ne ho seguito attentamente lo sviluppo e ritengo possa trovare applicazione in aree sottocosta, attraverso campi boe, anche di piccole dimensioni. Penso ad una sua attivazione nelle isole minori, ma anche nei pressi di piccole citta' costiere che possono cosi' avere una fonte di produzione di energia non inquinante". (AGI) .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-776616361927546354?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/776616361927546354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/energia-progetto-sperimentale-trapani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/776616361927546354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/776616361927546354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/energia-progetto-sperimentale-trapani.html' title='ENERGIA: PROGETTO SPERIMENTALE A TRAPANI SU UTILIZZO MOTO ONDOSO'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-1375159758129140396</id><published>2010-01-06T06:22:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T06:27:19.824-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stazione di ricarica solar'/><title type='text'>A New York nasce la prima stazione di ricarica solare</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0SduWOhG9I/AAAAAAAAAEo/LrE0z_fguCY/s1600-h/a_new_york_nasce_la_prima_stazione_di_ricarica_solare_10686.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 126px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0SduWOhG9I/AAAAAAAAAEo/LrE0z_fguCY/s320/a_new_york_nasce_la_prima_stazione_di_ricarica_solare_10686.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423633270826933202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Costruita con container riciclati fa il pieno alla MINI E del Beautiful Earth Group&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il business "pulito" dei pannelli fotovoltaici si sta sviluppando un po' ovunque, anche negli impianti che producono automobili. Ma se siamo ancora lontani dall'avere un'auto che si muove solo con i raggi del Sole (a parte qualche interessante prototipo) l'affermarsi in futuro delle auto elettriche e delle ibride plugin potrebbero far diventare una vista comune le stazioni di ricarica ad energia solare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sta muovendo in questo senso Toyota in Giappone, mentre negli USA è sorta la prima stazione di ricarica solare di New York. A realizzarla a poca distanza dalla sua sede di Brooklyn è stata la utility Beautiful Earth Group, specializzata in impianti solari ed eolici. Costruita a partire da container riciclati con 24 pannelli fotovoltaici ciascuno da 235 W, la stazione di ricarica di Beautiful Earth Group ha una capacità di 5,6 kW e permette la ricarica completa della MINI E che fa parte della flotta aziendale in tre ore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo è quello di fare il "pieno" alla MINI E a costo ed impatto zero, ma anche di dimostrare che anche in mezzo ai grattacieli della Grande Mela questa tecnologia può funzionare, a patto di avere una grande superficie (le pensiline degli attuali distributori di carburante sono troppo piccole) e una buona esposizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Daniele Pizzo&lt;br /&gt;Data: 30 Dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-1375159758129140396?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/1375159758129140396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/new-york-nasce-la-prima-stazione-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1375159758129140396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1375159758129140396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/new-york-nasce-la-prima-stazione-di.html' title='A New York nasce la prima stazione di ricarica solare'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0SduWOhG9I/AAAAAAAAAEo/LrE0z_fguCY/s72-c/a_new_york_nasce_la_prima_stazione_di_ricarica_solare_10686.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-6306218316153551730</id><published>2010-01-05T08:33:00.001-08:00</published><updated>2010-01-05T08:35:37.080-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parco eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mare del nord'/><title type='text'>Una maxi-rete elettrica sotto il Mare del Nord per sfruttare le fonti energetiche rinnovabili</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0Np9r60weI/AAAAAAAAAEY/mfzAljUVN9k/s1600-h/parchi-eolici_jpg_370468210.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0Np9r60weI/AAAAAAAAAEY/mfzAljUVN9k/s320/parchi-eolici_jpg_370468210.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423294884766597602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una nuova rete elettrica sotto il Mar del Nord per sfruttare appieno il potenziale delle fonti rinnovabili in Europa: è il progetto di nove paesi europei, che punta a collegare tra loro le principali centrali per la generazione di energia verde del continente. Secondo quanto scrive oggi il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, i nove paesi - Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Irlanda, Lussemburgo e Norvegia - stanno pensando a un progetto da 30 miliardi di euro che getterebbe le basi per un ulteriore sfruttamento dell'energia rinnovabile in Europa di fronte alle sfide del cambiamento climatico.Come funzionerà la maxi-rete - La rete di cavi ad alta tensione, riporta il giornale, collegherà i parchi eolici che si trovano lungo le coste della Germania e della Gran Bretagna con le centrali idroelettriche di Norvegia, Belgio e Danimarca ed i parchi eolici e gli impianti solari di altri paesi Ue. In questo modo, entro 10 anni si potrà distribuire questa energia rinnovabile ad una vasta parte dell'Europa, scrive il quotidiano.Presto una lettera di intenti per definire il progetto - I rappresentanti dei nove paesi si riuniranno per la prima volta il 9 febbraio prossimo con l'obiettivo di firmare una lettera di intenti entro l'autunno. Nel frattempo, ha confermato al giornale un portavoce del ministero dell'Economia tedesco, questo mese ci sarà una serie di incontri per definire i dettagli del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05 gennaio 2010&lt;br /&gt;http://notizie.tiscali.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-6306218316153551730?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/6306218316153551730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/una-maxi-rete-elettrica-sotto-il-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6306218316153551730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/6306218316153551730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/una-maxi-rete-elettrica-sotto-il-mare.html' title='Una maxi-rete elettrica sotto il Mare del Nord per sfruttare le fonti energetiche rinnovabili'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0Np9r60weI/AAAAAAAAAEY/mfzAljUVN9k/s72-c/parchi-eolici_jpg_370468210.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5358607140056999747</id><published>2010-01-04T13:09:00.000-08:00</published><updated>2010-01-04T13:12:56.431-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kandi Coco'/><title type='text'>Kandi Coco: una minicar da 600 euro</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0JZzq3zz9I/AAAAAAAAAEQ/1xY8Sy8tXCQ/s1600-h/kandi-coco-elettrica.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 172px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0JZzq3zz9I/AAAAAAAAAEQ/1xY8Sy8tXCQ/s320/kandi-coco-elettrica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422995645524070354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il boom delle auto low cost è partito dall’India con la Tata Nano ed è arrivato fino agli Stati Uniti con una vettura che costerà solamente 865 dollari (circa 600 euro) grazie agli incentivi del Governo Obama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Kandi Coco è un’auto completamente elettrica che può quindi beneficiare degli incentivi finanziari. In Italia un’auto così la chiameremmo “microcar”, ma un costo di 600 euro ce lo possiamo solamente sognare. Il prezzo di partenza di questa vettura era di 10 mila dollari, ma grazie agli incentivi sarà venduta al 90% in meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente è una vetturina che serve solamente per girare in città. Arriva al massimo a 40 km/h e, dunque, è indicata solamente per il traffico cittadino. Con sei ore si ricarica completamente e garantisce un’autonomia di quasi cento chilometri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo si tratta di un prodotto innovativo e versatile, che starebbe benissimo anche nelle nostre città. Se poi il prezzo fosse almeno simile a quello americano, avremmo veramente un boom di vendite anche nel nostro Bel Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-5358607140056999747?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/5358607140056999747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/kandi-coco-una-minicar-da-600-euro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5358607140056999747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5358607140056999747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/kandi-coco-una-minicar-da-600-euro.html' title='Kandi Coco: una minicar da 600 euro'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0JZzq3zz9I/AAAAAAAAAEQ/1xY8Sy8tXCQ/s72-c/kandi-coco-elettrica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-4301721319454257081</id><published>2010-01-03T05:21:00.000-08:00</published><updated>2010-01-03T05:23:11.998-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricarica solare Toyota'/><title type='text'>Ricarica solare Toyota</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0CaL37CiAI/AAAAAAAAAEI/CeTiS468XzY/s1600-h/ricarica_solare_toyota_10667.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 126px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0CaL37CiAI/AAAAAAAAAEI/CeTiS468XzY/s320/ricarica_solare_toyota_10667.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422503480134895618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pronte le prime stazioni fotovoltaiche per auto elettriche&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La Toyota Industries Corp, uno dei rami industriali del gruppo Toyota, ha sviluppato e prodotto una stazione per la ricarica ad energia solare di veicoli elettrici (EV) e ibridi plug-in (PHV). Scopo dell'operazione è quello di dotare la municipalità di Toyota, nella prefettura di Aichi in Giappone, di 21 di queste postazioni di ricarica in 11 diversi punti della città, partendo dagli uffici comunali, da quelli della pubblica amministrazione e dalle stazioni ferroviarie. A partire dall'aprile del 2010 questi distributori di corrente elettrica ricavata dal sole serviranno a mantenere in carica le 20 Prius Plug-in ibride utilizzate dal comune nipponico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso dei panelli fotovoltaici disposti sul tetto della stazione di rifornimento elettrico, la struttura è in grado di produrre 1,9 kW e di immagazzinare energia elettrica per 8,4 kWh. Oltre ad avere un proprio sistema di accumulo dell'energia elettrica prodotta, la stazione è collegata alla normale rete elettrica. La ricarica degli EV e PHV avviene tramite il collegamento diretto ai pannelli solari o agli appositi accumulatori "tampone" (101 volt), e quando nessuno dei due impianti è in grado di fornire l'energia necessaria alla ricarica viene attivato il collegamento alla rete (202 volt). In questo modo si garantisce la costanza e la economicità dei rifornimenti, con il duplice vantaggio di poter utilizzare l'energia in eccesso per far funzionare la stazione stessa o di rivenderla a ditte specializzate nel settore energia. Anche in caso di calamità naturale o di emergenza black out, la stazione solare risulta autosufficiente e in grado di fornire elettricità in maniera autonoma a 101 volt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Fabio Gemelli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-4301721319454257081?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/4301721319454257081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/ricarica-solare-toyota.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4301721319454257081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4301721319454257081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/ricarica-solare-toyota.html' title='Ricarica solare Toyota'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/S0CaL37CiAI/AAAAAAAAAEI/CeTiS468XzY/s72-c/ricarica_solare_toyota_10667.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-1943195407255332421</id><published>2010-01-02T05:48:00.000-08:00</published><updated>2010-01-02T05:51:04.547-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migliori investimenti 2010'/><title type='text'>I migliori investimenti per il 2010 - Trasformare i rifiuti in energia pulita</title><content type='html'>&lt;em&gt;Quali saranno i migliori investimenti per il 2010? Nel report di oggi presenteremo una nuova società operante in uno dei business più importanti a livello globale, con prospettive di crescita che sono ritenute tra le più interessanti per i prossimi anni. Stiamo parlando della raccolta e riciclaggio dei rifiuti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;London, 22/12/2009 (informazione.it - comunicati stampa) Crisi o non crisi, recessione o sviluppo, ogni giorno ciascuna persona nel mondo produce in media 2 kg di rifiuti. In aggiunta a questo la popolazione mondiale sta aumentando progressivamente ogni anno. Siamo giunti alla penultima edizione del 2009 del nostro report ed è già tempo di bilanci e auguri. L'anno che si sta concludendo, è stato sicuramente uno dei migliori per quanto riguarda le performance raggiunte dai nostri modelli. Al primo posto per risultati troviamo il Trading Avanzato di Terzo Livello, composto da soli 6 titoli che cambiano una volta alla settimana, con una performance da inizio anno pari a +106,8%. Anche gli altri portafogli hanno ottenuto risultati di rilievo, con il Top Value &amp; Growth a +83,2% e il nostro modello di punta Top Analisti, realizzato seguendo le raccomandazioni di un pannello di alcuni dei migliori Guru internazionali, con un utile da inizio anno pari a +51,74%. A nostro avviso, una delle ragioni che hanno portato nel 2009 a questi importanti successi è stata sicuramente la disciplina operativa che ci siamo posti nella selezione delle aziende da inserire nei portafogli, specialmente nei momenti difficili di fine 2008. La nostra visione è sempre stata orientata alle aziende e l’approccio all'investimento è sempre stato mirato ai business sottostanti, con una attenta analisi ai fondamentali e alle prospettive. In sintesi abbiamo messo in secondo piano il fatto di operare su titoli quotati in borsa che oscillano ogni giorno, ma abbiamo preferito concentrare le nostre attenzioni sui progetti industriali di ogni singola azienda su cui abbiamo investito, con particolare attenzione alle relative potenzialità di crescita a medio lungo periodo. Seguendo questa strategia abbiamo inserito nei portafogli business vincenti, puntando su marchi consolidati che hanno saputo dimostrare negli anni capacità di sviluppo superiori. Abbiamo preferito investire su società che hanno mantenuto nel tempo una grande attenzione verso gli azionisti, con dividendi crescenti e progetti in grado di creare valore aggiunto sui capitali investiti. In questo contesto, nel solo 2009, i nostri lettori hanno ricevuto più di 200 accrediti in contanti di cedole, in media uno ogni 2 giorni, che hanno fornito un contributo determinante alla performance complessiva dei modelli. Tra i titoli del Top Analisti che si sono maggiormente distinti per performance nel corso del 2009 troviamo società dei paesi emergenti quali Trina Solar, azienda cinese specializzata nella produzione di pannelli solari, con un risultato record pari a +454,6% seguita dal maggiore produttore di energia eolica cinese, a +336,05% e da un fondo immobiliare Usa che detiene alcuni dei maggiori alberghi del paese, con +311,9%. Tutte queste società vanno mantenute in portafoglio per i primi mesi del 2010, dal momento che il giudizio degli analisti è ancora BUY e, nonostante i consistenti rialzi, le potenzialità di medio termine sono ancora intatte. La giornata di ieri è stata caratterizzata da importanti notizie che hanno riguardato alcune delle nostre aziende. La prima riguarda Alcoa, quotata al Nyse con simbolo AA, presente nel nostro portafoglio dal 4 agosto del 2005. La società è uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio, con miniere di bauxite di proprietà in Australia, Brasile, Guinea, Jamaica, e Suriname. Ieri Alcoa ha comunicato l’intenzione di investire 10,8 miliardi di dollari in una joint venture con la società mineraria Saudita Ma’aden per costruire un maxi complesso per la produzione di alluminio in Arabia Saudita. Il titolo ha reagito in borsa con un rialzo pari a +7,89%. L’alluminio è uno dei metalli più utilizzati al mondo e la domanda globale procede di pari passo con l’andamento dell’economia. La forte richiesta di alluminio registrata negli ultimi mesi, anticipa quindi una possibile ripresa globale e Alcoa con questo maxi progetto è ben posizionata per cogliere il trend. Il titolo mantiene un rating BUY e va acquistato in un’ottica da cassetto con un target a +21% dai livelli attuali. &lt;br /&gt;La seconda notizia riguarda una delle maggiori società farmaceutiche europee, presente nel nostro portafoglio dal 10 marzo 2006. L’azienda ha comunicato ieri l’intenzione di acquistare per 1,9 miliardi una farmaceutica americana, specializzata in prodotti per la cura della pelle. I titoli della società oggetto dell’acquisizione hanno fatto registrare un balzo in borsa a +33,1% in una sola seduta. Questa azienda farmaceutica è uno dei titoli chiave dei nostri modelli ed è una delle più interessanti a livello globale nel settore farmaceutico. Il miliardario americano Warren Buffet, conosciuto per le sue capacità di selezionare aziende vincenti, è attualmente uno degli azionisti di riferimento. Con un ottimo e stabile dividendo al 3,6% annuo e forti prospettive di crescita, il rating assegnato dagli analisti è STRONG BUY con un target a +41% dai livelli attuali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creare energia dai rifiuti - La grande scommessa del futuro - Nuova società per i portafogli &lt;br /&gt;Nel report di oggi vogliamo porre ancora una volta l'attenzione su uno dei business più importanti a livello globale, con prospettive di crescita che sono ritenute tra le più interessanti per i prossimi 5-10 anni. Stiamo parlando della raccolta e riciclaggio dei rifiuti. In particolare, presenteremo una società altamente specializzata in questo settore, che potrebbe cogliere a pieno le forti crescite di questo importante mercato. Crisi o non crisi, recessione o sviluppo, ogni giorno ciascuna persona nel mondo produce in media 2 kg di rifiuti. In aggiunta a questo la popolazione mondiale sta aumentando progressivamente ogni anno. &lt;br /&gt;Le ultime previsioni parlano di un pianeta con oltre 9 miliardi di abitanti entro il 2050. Calcolare quanti rifiuti saranno prodotti nel mondo nei prossimi decenni diventa persino difficile. In pochi anni, la terra potrebbe essere sommersa da un mare di rifiuti e scorie di ogni tipo. Fino a pochi anni fa, considerate le crescite esponenziali dei volumi, i rifiuti erano considerati come un serio problema. Oggi, con le nuove tecnologie di trattamento, i rifiuti vengono invece considerati come una delle più importanti risorse da sfruttare per il benessere dell'umanità. Dal trattamento e riciclaggio dei rifiuti si può infatti ricavare gas combustibile ed energia elettrica in grado di alimentare intere metropoli. In questo contesto oggi presentiamo una delle società più importanti a livello globale nella raccolta e riciclaggio dei rifiuti, specializzata proprio nel trattamento finalizzato alla produzione e vendita di energia elettrica. Si tratta della maggiore azienda del settore negli Stati Uniti, con una raccolta di rifiuti solidi per circa 66 milioni di tonnellate ogni anno, con oltre 20 milioni di clienti negli Stati Uniti, in Canada e a Portorico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concentriamo la nostra attenzione su questa società per due motivi: &lt;br /&gt;- La scorsa settimana l'azienda ha annunciato l'intenzione di aumentare ancora una volta il dividendo ai soci, dopo sei anni consecutivi di incremento della cedola. Dal 2010 otterremo quindi una redditività pari al 4% del capitale investito, uno dei livelli più alti tra tutti titoli contenuti nei nostri portafogli. &lt;br /&gt;- Nei mesi scorsi l'azienda ha firmato una convenzione particolarmente importante per il suo futuro. La società ha stipulato con una delle maggiori aziende governative cinesi un accordo per l'acquisizione del 40% del leader nella raccolta dei rifiuti nel continente asiatico, nelle maggiori metropoli come Shanghai, Nanjing, Chengdu, Qingdao, Weihai e Ningbo. Proviamo ad immaginare che cosa significherà in termini di fatturato per questa società l'entrata con le sue tecnologie avanzate su uno dei mercati più importanti a livello mondiale, con una massa di rifiuti da raccogliere e trattare in città con popolazioni residenti in costante aumento e uno sviluppo industriale ai massimi livelli. Dopo il perfezionamento di questo accordo, la società vanterà l'importante primato della raccolta dei rifiuti nei due mercati più importanti del mondo, con conseguenze rilevanti per i suoi azionisti nel medio lungo periodo. &lt;br /&gt;Attualmente la società gestisce l’intero processo del trattamento dei rifiuti, dalla raccolta presso le singole abitazioni e le industrie, tramite una flotta di oltre 22.000 camion attrezzati, allo scarico in 273 discariche di proprietà, sparse su tutto il territorio del Nord America in grado di smaltire oltre 110 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Per rendere più efficiente e rapido il trasporto verso le discariche, la società detiene inoltre 355 stazioni intermedie di trasferimento, consolidamento e compattamento del materiale raccolto, consentendo in questo modo una gestione più efficiente. La decomposizione dei rifiuti nelle discariche produce naturalmente un gas che viene sfruttato dalla società per la produzione di energia elettrica, tramite 11 centrali specializzate di proprietà che producono circa 500 MW di energia pulita, in grado di alimentare più di 400.000 abitazioni. In aggiunta all'utilizzo del gas naturale, la società ricava ulteriore energia dalla combustione dei rifiuti, con una rete di 16 termovalorizzatori che possono trattare ogni giorno 21.340 tonnellate di rifiuti generando ulteriori 600 MW di elettricità, in grado di alimentare ulteriori 650.000 abitazioni e permettendo un risparmio di circa 7 milioni di barili di petrolio. In totale, la produzione di energia dai rifiuti permette già oggi a questa società di ricavare energia per oltre un milione di abitazioni, con conseguenti ricavi certi in costante crescita, che si aggiungono a quelli derivanti dal servizio di raccolta. In aggiunta a questo, la produzione di energia con queste metodologie produce un inquinamento molto meno rilevante rispetto alle fonti di tipo tradizionale, con conseguenti incentivi e aiuti da parte dei governi. La terza fonte dei ricavi per l'azienda proviene dalla raccolta differenziata e dal successivo riciclaggio dei rifiuti. Nel solo 2008 la società: &lt;br /&gt;- ha gestito materiali riciclabili tali da riempire L’Empire State Building per più di 11 volte&lt;br /&gt;- ha riciclato abbastanza materie prime da riempire 99.000 aerei Boeing 737&lt;br /&gt;- ha riciclato più di 40.000 tonnellate di alluminio, risparmiando abbastanza energia per alimentare 1,6 milioni di televisioni per 13 ore al giorno per un anno intero.&lt;br /&gt;- ha riciclato oltre 3,5 milioni di tonnellate di giornali e carta per l'ufficio, contribuendo a salvare più di 41 milioni di alberi. &lt;br /&gt;Tutto questo senza considerare l'impatto dei fatturati dei prossimi anni che arriverà dalla nuova acquisizione in Cina, che potrebbe ulteriormente cambiare in positivo le sorti di questa azienda. Gli obiettivi del management sono chiari e la società si è posta quattro punti da raggiungere entro il 2020: &lt;br /&gt;-raddoppiare la quantità di energia prodotta dai rifiuti passando da 1 a 2 milioni di abitazioni servite ogni anno, risparmiando 28 milioni di barili di petrolio, o 8,2 milioni di tonnellate di carbone ogni anno&lt;br /&gt;-triplicare l'ammontare di materiale riciclato trattato, passando dagli attuali 8 milioni di tonnellate a più di 20 milioni di tonnellate&lt;br /&gt;-attualmente la società dispone di una flotta di 26.000 veicoli. Nei prossimi 10 anni l'azienda porterà avanti una politica finalizzata al risparmio di carburante di almeno il 15% con un obiettivo di una riduzione delle emissioni del 15% tramite motori ibridi.&lt;br /&gt;-diminuire l'impatto ambientale, con l'obiettivo di ottenere la certificazione ambientale per almeno 100 delle discariche di proprietà, per una superficie complessiva di più di una volta e mezza l'intera isola di Manhattan. &lt;br /&gt;Nonostante le forti prospettive per i prossimi anni, la società quota in borsa con fondamentali attraenti e riteniamo che questa azienda sia da considerare come una delle più interessanti tra quelle contenute nel nostro modello Top Analisti in una prospettiva dei prossimi 3-5anni. L’azienda, fattura attualmente 11,7 miliardi di dollari e produce un utile netto pari a 1 miliardo. Il price earning è pari a 15,5 volte gli utili attesi per il 2010, con un dividendo previsto per gli azionisti di circa il 4%. L’azienda inoltre è sempre stata particolarmente attenta verso i propri soci con acquisti di azioni proprie a sostegno delle quotazioni. Con il grande fabbisogno di energia pulita nel mondo e un volume di rifiuti da trattare sempre crescenti, riteniamo che questa azienda presenti ottime opportunità di rivalutazione nel corso dei prossimi anni, presentando nel contempo particolari caratteristiche difensive. Gli analisti da noi interpellati assegnano all’azienda un rating di STRONG BUY, con un target a breve termine pari a +21% dai livelli attuali e con potenziali molto più elevati in un’ottica di medio lungo termine. Ciò che non è riuscito ai politici nel recente vertice di Copenhagen è già nei fatti nei numeri di questa azienda, che con la sua joint venture in Cina beneficerà di un mercato enorme, allargando di molto le sue prospettive di crescita per i prossimi anni. Attualmente abbiamo investito su questa azienda una quota pari a circa 1,7% del totale del portafoglio con l’obiettivo di aumentare l’esposizione nei prossimi mesi fino a 2,5 – 3%. Comprare in data di oggi il titolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi consideriamo lo stile "value classico" come un metodo disciplinato, conservativo e di buon senso. Investire "value" è a nostro avviso il modo migliore per approcciare il mercato nel lungo termine. (London Market Research Ltd) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Riferimenti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Crociato&lt;br /&gt;London Market Research Ltd&lt;br /&gt;London Italia &lt;br /&gt;info@strategyinvestor.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.strategyinvestor.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-1943195407255332421?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/1943195407255332421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/i-migliori-investimenti-per-il-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1943195407255332421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1943195407255332421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2010/01/i-migliori-investimenti-per-il-2010.html' title='I migliori investimenti per il 2010 - Trasformare i rifiuti in energia pulita'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5944602356304058887</id><published>2009-12-29T06:18:00.001-08:00</published><updated>2009-12-29T06:19:56.526-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impianto fotovoltaico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='puglia'/><title type='text'>PUGLIA, ENERGIA PULITA / in Puglia entra in produzione un nuovo impianto fotovoltaico 9REN</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoP8UWBtdI/AAAAAAAAAEA/Y6hoK0i3B8w/s1600-h/fotovoltaico.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoP8UWBtdI/AAAAAAAAAEA/Y6hoK0i3B8w/s320/fotovoltaico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420662630421476818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’impianto di Acquacandida, firmato 9REN e ubicato nel comune di Fragagnano, in provincia di Taranto, ha iniziato da pochi giorni la sua attività produttiva. Nella nuova centrale fotovoltaica del comune tarantino sono installati 3.564 moduli in silicio policristallino, ciascuno della potenza di 270W, montati su strutture di tipo fisso in acciaio zincato a caldo e alluminio, progettate dal dipartimento di Ingegneria e Innovazione del Gruppo 9REN. Continuando con i dettagli tecnici,&lt;br /&gt;l’impianto si compone di 3 inverter ad elevata efficienza di conversione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’energia elettrica generata ogni anno dal sole di Fragagnano sull’impianto di Acquacandida sarà equivalente al fabbisogno energetico di circa 700 famiglie ed eviterà ogni anno oltre 950 tonnellate di emissioni di CO2.&lt;br /&gt;L’impianto è stato finanziato in leasing e Global Arranger dell’operazione è Fidimprese, società di mediazione creditizia specializzata in finanziamenti per il settore fotovoltaico, che ha coordinato l’erogazione di un project leasing da parte di Leasint. Più in dettaglio, si tratta di un contratto di leasing immobiliare della gamma “Leasenergy”, dedicata al&lt;br /&gt;finanziamento degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con una durata di 18 anni a partire dalla connessione alla rete nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impianto di Acquacandida, che fa parte della pipeline 9REN che somma 300 MW di impianti in sviluppo solo in Italia, si aggiunge ai 4 impianti già realizzati da 9REN nella sola provincia di Taranto che sommano 4MW di fotovoltaico, di cui 2,7 MW già in esercizio e 100 kW di minieolico.&lt;br /&gt;Tre dei cinque impianti 9REN nella provincia di Taranto sono stati realizzati nel comune di Lizzano. Si tratta di due parchi fotovoltaici rispettivamente da 1MW e da 700 kW su terreno, con strutture fisse, ai quali è stato integrato un impianto minieolico costituito da 4 aereogeneratori da 25 kW ciascuno. Il quarto impianto è ubicato nel Comune di Maruggio, sempre in provincia di Taranto, di capacità 1MW con struttura fissa e moduli in policristallino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9REN è un Gruppo italo-spagnolo costituito nell’aprile del 2008. Le attività del Gruppo si concentrano principalmente nello sviluppo, progettazione e realizzazione di impianti di energia rinnovabile; attività di esercizio, manutenzione e miglioramento delle prestazioni di impianti di terzi monitorati dal centro di controllo 9REN di Madrid; crescita&lt;br /&gt;dell’asset di Gruppo attraverso investimenti nella realizzazione di impianti propri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le referenze del Gruppo includono 100 MW di impianti fotovoltaici, gran parte realizzati chiavi in mano in Spagna, 175 impianti solari termici e 170.000 m2 di collettori solari fabbricati. Attualmente 9REN gestisce 98MW di impianti di cui 80MW per conto terzi e diversi impianti solari termici. Il Gruppo possiede 21MW di centrali fotovoltaiche in&lt;br /&gt;Spagna e in Italia, in grado di produrre ogni anno 24GWh di energia elettrica e 6 installazioni nel solare termico asservite ad altrettante aziende a cui viene fornita acqua calda e climatizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9REN impiega 120 professionisti, con esperienza cumulata di oltre 600 anni/uomo nel settore delle rinnovabili ed è presente in Europa con 6 uffici commerciali e di progettazione in Spagna e 4 uffici in Italia situati a Roma, Milano, Bari e Taranto.&lt;br /&gt;A distanza di poco più di un anno e mezzo dalla sua costituzione il Gruppo 9REN ha già realizzato in Puglia 10 impianti fotovoltaici per un totale di 10MW a cui si aggiunge la realizzazione di un impianto minieolico da 100kW. Gli impianti sono ubicati nelle province di Taranto, Brindisi, Bari e Lecce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Uno Notizie Puglia - Taranto -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-5944602356304058887?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/5944602356304058887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/puglia-energia-pulita-in-puglia-entra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5944602356304058887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5944602356304058887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/puglia-energia-pulita-in-puglia-entra.html' title='PUGLIA, ENERGIA PULITA / in Puglia entra in produzione un nuovo impianto fotovoltaico 9REN'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoP8UWBtdI/AAAAAAAAAEA/Y6hoK0i3B8w/s72-c/fotovoltaico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8452020038728117596</id><published>2009-12-29T06:12:00.000-08:00</published><updated>2009-12-29T06:14:50.458-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='città pulita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amburgo'/><title type='text'>Amburgo, città virtuosa dove i rifiuti diventano energia pulita</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoOx3Kb2HI/AAAAAAAAAD4/mwuxxb1m4XY/s1600-h/amburgdett.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoOx3Kb2HI/AAAAAAAAAD4/mwuxxb1m4XY/s320/amburgdett.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420661351277910130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AMBURGO - Il gelido vento del nord piega i passanti e gli alberi, qui sulla Bullerdeich a un passo dal grande porto, la pioggia ti frusta in faccia. Ma nel moderno palazzetto al numero 19, i termosifoni ti riscaldano prima che arrivi il caffè di benvenuto.&lt;br /&gt;«E´ anche grazie alla spazzatura portata qui da Napoli se lavoriamo al caldo. Bruciandola e trasformandola in energia pulita, portiamo il riscaldamento ad almeno 18mila famiglie», mi dice soddisfatto Herr Reinhard Fiedler, il gentilissimo, efficiente alto funzionario della Stadtreinigung Hamburg, l´azienda della città - Stato per raccolta e riciclaggio dei rifiuti.&lt;br /&gt;Eccoci nella fredda Amburgo, dove la "monnezza" diventa tesoro ecologico, e aiuto prezioso alla difesa del clima. A Copenaghen si discute, qui si lavora. «Ricordiamo ancora quando vennero da Napoli le prime ventimila tonnellate», continua Herr Fiedler. «Per portarle fin quassù ci vollero quarantasei treni. Poi ne arrivarono altre diecimila. Se da voi o altrove in Europa esploderanno altre emergenze, noi siamo pronti». Come una Genova o una Torino del Nord, la splendida, prospera Amburgo non ama frivolezze ma lavora sodo. Il futuro qui è già realtà. I quattro grandi inceneritori della Stadtreinigung non hanno solo sostituito le tossiche discariche, che con le loro emissioni di metano avvelenano il clima venti volte più della più sporca fonderia cinese. «Dal 1989, abbiamo cominciato a trasformarli in centrali pulite per la produzione di energia. Per riscaldare le case, e produrre elettricità che immettiamo nella rete elettrica urbana», spiegano orgogliosi gli spazzini del clima del Grande Nord.&lt;br /&gt;L´energia pulita e rinnovabile davanti agli occhi. Davvero funziona e non inquina? «La prova del fuoco è la location», insistono alla Stadtreinigung. Il più importante dei quattro megainceneritori sorge a Stellinger Moor, praticamente in pieno centro. A un passo dai loft più lussuosi, dalle case editoriali più prestigiose del mondo dei media tedeschi, dal secondo porto d´Europa sempre affollato di turisti e marinai. «Le emissioni di CO2 causate dalle nostre centrali sono praticamente nulle, perché bruciamo in maggioranza rifiuti organici. Le discariche qui in Germania furono vietate nel 2005, noi iniziammo a eliminarle dal 1989. I nostri inceneritori forniscono ogni anno circa 1 miliardo e 300 milioni di kilowattora».&lt;br /&gt;Dei 2400 dipendenti dell´azienda urbana amburghese per i rifiuti, circa 120 lavorano agli inceneritori-centrali energetiche pulite. Metamorfosi in difesa del clima: da spazzini a operatori dell´energia. «Uno dei quattro inceneritori è tutto nostro, due a compartecipazione con privati, il quarto è stato rilevato da Vattenfall», il colosso svedese dell´elettricità. E´ appena un primo passo, dice Fiedler. «L´efficienza delle centrali che producono energia incenerendo i rifiuti è minore di quella di centrali a combustibile liquido, a carbone o nucleari, che restano irrinunciabili. Però le nostre centrali non causano emissioni, né pongono problemi di immagazzinamento di scorie. Senza le centrali tradizionali Amburgo sarebbe al buio, ma noi siamo una parte che ha cambiato il mix del tutto».&lt;br /&gt;Instancabili, gli spazzini dell´energia lavorano sotto il vento e la pioggia che frustano Amburgo. I grossi camion Mercedes riforniscono senza sosta i quattro inceneritori centrali. Bisogna tenerli sempre accesi, servono 21mila tonnellate di rifiuti a settimana. «Teniamo scorte in bunker, siamo sempre pronti bruciare e produrre energia». Il futuro affianca Amburgo da tempo. «Noi amburghesi iniziammo nel 1896, ai tempi del Kaiser, a produrre energia bruciando rifiuti», racconta fiero Herr Fiedler.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Tarquini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8452020038728117596?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8452020038728117596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/amburgo-citta-virtuosa-dove-i-rifiuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8452020038728117596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8452020038728117596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/amburgo-citta-virtuosa-dove-i-rifiuti.html' title='Amburgo, città virtuosa dove i rifiuti diventano energia pulita'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzoOx3Kb2HI/AAAAAAAAAD4/mwuxxb1m4XY/s72-c/amburgdett.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-1953693426531436582</id><published>2009-12-26T06:23:00.000-08:00</published><updated>2009-12-26T06:25:27.234-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='kepler motion'/><title type='text'>Kepler Motion ibrida e velocissima</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzYcuT1N8UI/AAAAAAAAADw/sQllpOni6dE/s1600-h/kepler.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 166px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzYcuT1N8UI/AAAAAAAAADw/sQllpOni6dE/s320/kepler.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419550783510016322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Salone Internazionale dell’Auto di Dubai è stata presentata un’auto ibrida davvero tecnologica e ecologica. Si chiama Kepler Motion e ha una linea accattivante e aggressiva, colorazioni accese ma soprattutto può offrire performance niente male per la categoria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mettete insieme un motore Ford da 550 cavalli 3.5 litri twin-turbo EcoBoost V6 e un propulsore elettrico da 250 hp e otterrete ciò che può offrire questa Motion presentata nelle scorse ore da Kepler. Il suo tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è degno delle supercar tradizionali.&lt;br /&gt;Kepler Motion è la nuova supercar fatta debuttare nel corso del 2009 Dubai International Motor Show. Le sue prestazioni sono da urlo con un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h di soli 2.5 secondi, la scocca superleggera per abbassare i consumi è di fibra di carbonio, resistente come l’acciaio. La velocità massima è di 320 km/h. La plancia dei comandi è ultra tecnologica, ne saranno prodotte e consegnate soltanto 50 esemplari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato da redazione tecnocino in Energia, Motori Terra.&lt;br /&gt;Giovedì, 17 Dicembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-1953693426531436582?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/1953693426531436582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/kepler-motion-ibrida-e-velocissima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1953693426531436582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/1953693426531436582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/kepler-motion-ibrida-e-velocissima.html' title='Kepler Motion ibrida e velocissima'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzYcuT1N8UI/AAAAAAAAADw/sQllpOni6dE/s72-c/kepler.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-718071962656572894</id><published>2009-12-24T08:45:00.000-08:00</published><updated>2009-12-24T09:02:00.321-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='troppa elettricità'/><title type='text'>Quando l'elettricità da rinnovabili diventa troppa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzOeClHeLvI/AAAAAAAAADE/357MPKn1Pjc/s1600-h/eolico_turbine.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 160px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418848543817215730" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzOeClHeLvI/AAAAAAAAADE/357MPKn1Pjc/s320/eolico_turbine.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per il gestore della rete elettrica spagnola il paese rischia di non riuscire ad assorbire dal 2014 tutta l’energia elettrica da rinnovabile che produce, soprattutto da fonte eolica. Previste perdite di almeno il 2% di quanto generato. Il governo allora pensa ad una crescita più graduale degli impianti. Ecco perché servono subito le “reti intelligenti” adatte alle fonti non programmabili e lavorare sullo stoccaggio dell'energia.&lt;br /&gt;Reti e rinnovabili elettriche saranno nei prossimi anni, alla luce della forte diffusione di impianti di energia pulita, temi all’ordine del giorno. Da qualche tempo gli esperti stanno spiegando che le infrastrutture elettriche, pensate per i grandi impianti centralizzati alimentati a combustibili fossi o nucleare, non sono in grado di assorbire importanti quantitativi di elettricità prodotta da fonti energetiche non programmabili come le rinnovabili.&lt;br /&gt;Il rischio è che la produzione di elettricità pulita vada perduta. Bisogna allora ripensare le reti e farle diventare “intelligenti”, realizzando le cosiddette smart grid, capaci di assorbire questa nuova elettricità, prodotta spesso a bassa e media tensione, che cresce in molti aree a ritmi vertiginosi. E inoltre spingere la ricerca su come immagazzinare il surplus di elettricità pulita prodotta quando la domanda è scarsa per poi riutilizzarla quando serve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio da uno di questi paesi leader delle rinnovabili, la Spagna, arriva un avvertimento che rischia di far ritoccare al ribasso i piani futuri di sviluppo delle energie rinnovabili, se non vi si porrà rimedio adeguando le reti e la gestione dell'elettricità da energie alernative.&lt;br /&gt;La società che gestisce la rete elettrica spagnola (Red Eléctrica de España – REE) ha calcolato in un recente rapporto, Informe sobre la integración de generación renovable a medio plazo para el periodo 2009-2014, redatto su richiesta dal Ministero dell’Industria, che dal 2014 l’energia eolica prodotta di notte si inizierà a buttare via, perché non si avrà una domanda in grado di consumarla, tanto meno si potrà esportarla o stoccarla.&lt;br /&gt;La notizia, riportata da El Pais, spiega che finora solo in alcuni casi eccezionali REE aveva dovuto “spegnere” le turbine eoliche, perché la rete non era in grado di assorbire l’eccessiva elettricità generata. Il caso più recente si è verificato il 15 novembre quando vennero disconnessi per 2 ore il 21% degli aerogeneratori (in Spagna sono installati oggi 17.700 MW eolici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire quanto sia rilevante la produzione eolica in Spagna va anche ricordato che per quasi due ore all’alba (ore 4,30-6,10) dell’8 novembre scorso, la rete spagnola, stavolta con successo, ha coperto il 53% della domanda con la produzione eolica, una percentuale di 10 punti percentuali maggiore rispetto all’ultimo record.&lt;br /&gt;Ma l’evento di dover distaccare gli impianti, secondo REE, rischierà di ripetersi con sempre maggiore frequenza. In quattro anni si potrà perdere tra lo 0,6% e il 4,7% dell’elettricità eolica prodotta, un range ampio che dipenderà da diversi fattori, come per esempio il livello delle temperature future invernali ed estive, ovviamente oggi non previdibile. Tuttavia, si dice, che in un anno normale la dispersione dell’energia dovrebbe essere di circa il 2%, cioè approssimativamente oltre un miliardo di chilowattora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto del REE è stato intanto utilizzato dal governo spagnolo per programmare uno scaglionamento nel tempo degli impianti a fonte rinnovabile. Il documento conclude che “al presente ritmo delle installazioni di impianti rinnovabili si potranno avere casi in cui la produzione non potrà essere assorbita dal sistema, provocando uno spreco di elettricità”. Il problema varrebbe per tutte le fonti rinnovabili, ma in particolare il rischio più concreto si riferisce all’eolico che attualmente produce il 13% dell’elettricità spagnola, ma che a differenza del solare, è operativo di notte quando il picco della domanda è molto basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore generale della REE, Alberto Carbajo, ha spiegato a El Pais che se in una normale notte dell’anno 2014, si renderanno operativi il 70% delle turbine eoliche (a quella data, una potenza di 26.300 MW) si potranno generare circa 18.000 MWh, in grado di coprire solo la domanda prevista alla 4 di mattina; ma a questa produzione vanno poi aggiunti i 7.000 MW nucleari che non possono essere spenti e le centrali a gas o a carbone che comunque debbono funzionare al minino per essere pronte all’innalzamento della domanda. Alla fine si rischia di avere un eccesso di produzione elettrica, anche considerando un maggiore utilizzo per il pompaggio nei bacini idroelettrici o per un’esportazione verso la Francia. Non solo, ma la perdita di elettricità eolica (stimata tra 1 e 2 TWh/anno) si potrebbe verificare anche nell’ipotesi di avere in circolazione 3 milioni di auto elettriche che dovrebbero essere ricaricate nottetempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studio fornisce un'indicazione al governo: “sarebbe necessario installare non più di 3.300 megawatt all’anno di fonti rinnovabili”. Una quota che il governo ha comunque fissato per i prossimi anni, anche per limitare il budget dedicato all’incentivazione di questi impianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a questo quadro va aggiunto un altro elemento di notevole importanza. Il gestore della rete elettrica spagnola nel suo report prevede che si avrà un forte calo del settore elettrico convenzionale. Per 2014, infatti, si stima che le centrali a gas a ciclo combinato potranno funzionare solo tra le 2100 e le 2300 ore all'anno. Un numero di ore di esercizio che è pari alla metà di quanto pensava la lobby degli operatori del gas al momento in cui fu lanciato, dieci anni fa, un programma nazionale di investimenti per la realizzazione di centrali a gas. Anzi, la REE prevede che dal 2016 le ore di esercizio in un anno possano scendere addirittura a 1.700. Questi dati, legati anche alla forte concorrenza delle rinnovabili elettriche, che dalla loro parte hanno obblighi legislativi connessi con impegni vincolanti presi in sede europea, spiegherebbero la dura campagna degli operatori del gas contro le fonti rinnovabili in atto nel paese iberico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spagna e Germania su questo fronte saranno laboratori ed avamposti di un sistema energetico mondiale in profondo mutamento e quindi le loro esperienze saranno fondamentali per lo sviluppo su grande scala delle energie rinnovabili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.qualenergia.it/"&gt;www.qualenergia.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LB&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30 novembre 2009 &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-718071962656572894?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/718071962656572894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/quando-lelettricita-da-rinnovabili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/718071962656572894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/718071962656572894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/quando-lelettricita-da-rinnovabili.html' title='Quando l&apos;elettricità da rinnovabili diventa troppa'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzOeClHeLvI/AAAAAAAAADE/357MPKn1Pjc/s72-c/eolico_turbine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-3381755526104899803</id><published>2009-12-23T03:01:00.000-08:00</published><updated>2009-12-23T03:03:19.928-08:00</updated><title type='text'>A Montalto di Castro via alla più grande centrale fotovoltaica d'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzH48RFtb3I/AAAAAAAAAC0/sMMWlnwrKxs/s1600-h/20091216_foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418385540966608754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzH48RFtb3I/AAAAAAAAAC0/sMMWlnwrKxs/s320/20091216_foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di Martina Saporiti&lt;br /&gt;ROMA (16 dicembre) - Alla vigilia della chiusura del vertice di Copenhagen, l’Italia fa un piccolo ma significativo passo in avanti per combattere il surriscaldamento globale: attacca la spina alla centrale fotovoltaica di Montalto di Castro, il più grande impianto d’Italia per la generazione elettrica da energia solare. La cerimonia di inaugurazione si è svolta nel corso di Re-event, una due giorni di dibattiti sul tema delle energie rinnovabili promossa dal centro di ricerca per l’innovazione e le nuove tecnologie Alarico itci onlus. Un ideale filo della corrente ha collegato lo Spazio Etoile di Roma, sede di Re-event, al piccolo comune viterbese, che grazie al nuovo impianto sarà presto energeticamente autosufficiente. La centrale fotovoltaica è un progetto nato dalla partnership tra Sun Ray, società indipendente per la produzione di energia elettrica da fonte solare, e Sun Power, produttore di celle, moduli e sistemi fotovoltaici ad alta efficienza. La centrale, la cui costruzione è iniziata nel giugno del 2009, si estende su una superficie di 80 ettari e utilizza 78.720 moduli solari. L’impianto è stato costruito su un territorio già compromesso dal punto di vista ambientale perché occupato da numerose linee dell’alta tensione dell’Enel. Produce 40 GWh di energia all’anno e ha una potenza di picco di 24 MW. Genera energia elettrica sufficiente a soddisfare i bisogni di 13.000 abitazioni e permette di evitare l’emissione di circa 22.000 tonnellate di biossido di carbonio ogni anno. Per risparmiare la stessa quantità di anidride carbonica sarebbe necessario piantare più di 2 milioni di alberi. La costruzione della centrale, terminata nel tempo record di sette mesi, ha coinvolto 250 operai e 10 aziende locali specializzate per opere civili, meccaniche ed elettriche. «Più di 200 operai locali sono stati formati con le competenze specifiche della tecnologia fotovoltaica, superando le nostre attese e dando prova di creatività e professionalità», ha dichiarato il presidente Sun Ray Yoram Amiga. Ma il risvolto occupazionale del progetto non si esaurisce alle fasi di costruzione. La centrale sarà in funzione per circa 30 anni e richiederà l’impiego di addetti per la manutenzione, sorveglianza, pulizia, operazioni amministrative. Senza considerare che l’impianto è solo la prima fase di un progetto di sviluppo di 85 MW, che secondo le previsioni sarà operativo nel 2010. «Il progetto di Montalto di Castro è una pietra miliare per il settore fotovoltaico, a conferma che le centrale fotovoltaiche sono oggi finanziariamente sostenibili ed interessanti da punto di vista economico», dichiara Howard Wenger, presidente Global Business Units di Sun Power. «Nei prossimi anni, la centrale fotovoltaica diventerà il principale punto di riferimento dell’Europa per la produzione di energia rinnovabile». L’inaugurazione dell’impianto rientra nei piani della Regione, che sta lavorando per promuovere lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, proprio mentre si torna a discutere di &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=83661&amp;amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank"&gt;Montalto di Castro come possibile sede di una delle nuove centrali nucleari italiane&lt;/a&gt;. «Il Lazio, sino ad un anno fa, era il fanalino di coda delle regioni europee in tema di energie rinnovabili - dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti -. Produceva solo 0,5 MW di energia solare e 0,5 MW di energia eolica. Per questo abbiamo deciso di investire in energia pulita, cercando le risorse economiche e mettendo a punto un percorso legislativo di semplificazione. Il piano energetico regionale prevede di produrre 2,5 GW di energia da fonti rinnovabili entro il 2020».«Prevediamo un investimento pubblico di 267 milioni di euro - ha detto ancora Zaratti - ma dobbiamo necessariamente promuovere anche l’investimento privato, sia dei cittadini sia delle imprese. Perché dalle energie rinnovabili arrivano non solo nuove opportunità economiche e posti di lavoro, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie e ricerca per il nostro paese».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-3381755526104899803?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/3381755526104899803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/montalto-di-castro-via-alla-piu-grande.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3381755526104899803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3381755526104899803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/montalto-di-castro-via-alla-piu-grande.html' title='A Montalto di Castro via alla più grande centrale fotovoltaica d&apos;Italia'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzH48RFtb3I/AAAAAAAAAC0/sMMWlnwrKxs/s72-c/20091216_foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7988918216754032315</id><published>2009-12-22T13:27:00.000-08:00</published><updated>2009-12-22T13:32:06.921-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='volvo C30'/><title type='text'>Al via i test per una Volvo C30 elettrica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzE6qHzsuOI/AAAAAAAAACk/wjkYPSfePc8/s1600-h/002998_medium.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418176322028222690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 114px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzE6qHzsuOI/AAAAAAAAACk/wjkYPSfePc8/s320/002998_medium.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Anche Volvo sbarca nel settore delle auto elettriche. Lo fa dalla porta principale, ossia in occasione del &lt;a href="http://www.naias.com/" target="_blank"&gt;Detroit Motor Show&lt;/a&gt; dall'11 al 24 gennaio prossimo, quando sarà presentata questa nuova Volvo C30, che potrà essere ammirata su strada già nel 2011, anche se sotto forma di test car.&lt;br /&gt;In realtà un prototipo di questo veicolo, che si prevede abbia un'autonomia di 150 km e una velocità massima di 130 km/h, è già stato costruito e presentato a settembre di quest'anno. La C30 proposta il mese prossimo oltreoceano prende spunto proprio da qui, come spiega Lennart Stegland, direttore dei veicoli speciali della casa svedese del gruppo Ford: "Il prototipo ci è servito per identificare gli eventuali problemi, quali la tenuta delle batterie e il tema della sicurezza. Abbiamo affrontato questa sfida creando la C30 e dandole personalità e facilità di guida. E il risultato è stato eccellente, visto che quello di Detroit sarà un prodotto completo".&lt;br /&gt;document.write('&lt;a href="http://clk.atdmt.com/MC2/go/165820450/direct/01/" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;');&lt;a href="http://clk.atdmt.com/MC2/go/165820450/direct/01/" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 2010 sarà poi la volta della costruzione di ulteriori esemplari da utilizzare come auto in prova da parte di addetti ai lavori, che ne valuteranno pregi e difetti nell'arco di 2 anni. L'azienda nata a Göteborg nel 1927 non è stata lasciata sola in queste fasi, visto che l'autorità svedese per l'energia ha finanziato il progetto e la realizzazione della C30 con circa 15 milioni di euro.&lt;br /&gt;Ma il lavoro della Volvo è più complesso di quanto sembri, dato che non si sta solo creando un'auto nuova di zecca con una tecnologia che non si sa ancora bene come risponda nei test stradali: si stanno progettando anche i dettagli degli stabilimenti che la produrranno e i servizi che saranno necessari ai clienti, con l'obbiettivo di fare dell'acquisto dell'auto elettrica una scelta vantaggiosa.&lt;br /&gt;Ma come sarà la C30 elettrica? Sarà praticamente identica a una &lt;a href="http://www.motori.it/listino/volvo/c30" target="_blank"&gt;Volvo C30&lt;/a&gt; "normale", con gli stessi standard di sicurezza e lo stesso spazio nell'abitacolo. L'aspetto più evidente sarà la strumentazione di bordo e il cruscotto, che terranno in grande evidenza dal punto grafico la velocità e l'autonomia residua. Guidarla, magari sulle distese innevate della Lapponia svedese, sarà sicuramente un'esperienza a cui non si è abituati: nessun rumore e potenza subito disponibile per accelerate immediate.&lt;br /&gt;Va perfezionato il sistema di trasmissione che sia al tempo stesso sicuro e agile e in grado di utilizzare al meglio la spinta delle batterie che utilizzano circa un quarto dell'energia di omologhe auto a combustibile fossile, con la conseguenza di veder aumentare in maniera esponenziale la domanda di auto di questo tipo, visto anche il parallelo aumento del prezzo della benzina. "Purché abbiano gli stessi standard qualitativi e di sicurezza dei modelli a benzina. E in questo il governo e le autorità svedesi e internazionali devono aiutarci ad abbattere i costi di produzione delle batterie al litio da 280 kg" aggiunge Paul Gustavsson, direttore auto elettriche Volvo Cars.&lt;br /&gt;di Andrea Barbieri Carones 18/12/2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7988918216754032315?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7988918216754032315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/al-via-i-test-per-una-volvo-c30.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7988918216754032315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7988918216754032315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/al-via-i-test-per-una-volvo-c30.html' title='Al via i test per una Volvo C30 elettrica'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SzE6qHzsuOI/AAAAAAAAACk/wjkYPSfePc8/s72-c/002998_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-207852663513590785</id><published>2009-12-21T03:38:00.000-08:00</published><updated>2009-12-21T03:40:48.584-08:00</updated><title type='text'>Renault Aeon concept: l’auto del futuro sarà alimentata ad energia solare</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sy9euogo1oI/AAAAAAAAACc/DcFnTYm4q78/s1600-h/1323101257990510.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417653031991301762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 260px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sy9euogo1oI/AAAAAAAAACc/DcFnTYm4q78/s320/1323101257990510.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Parlare della &lt;a title="Renault Aeon concept" href="http://www.behance.net/Gallery/Aeon-Renault-EV-concept/346184"&gt;Renault Aeon concept&lt;/a&gt; come di un’automobile in senso proprio, almeno riguardo l’automobile per come la si intende al giorno d’oggi, riesce un po’ difficile, va detto.&lt;br /&gt;In effetti, se si eccettua il conosciuto logo di Renault, la Aeon ha in comune con le autovetture odierne poche cose come, tra queste c’è il fatto di viaggiare su quattro ruote e di avere un volante, ma per tutto il resto, invece, questo veicolo è sicuramente tra quelli più originali visti in questi ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;a id="more-1245"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di dimensioni medie, capace di accogliere due persone e spinto da un motore elettrico, il concept di Renault propone soluzioni stilistiche interessantissime ma al tempo stesso funzionali: le linee arrotondate e il design “a goccia” non sono infatti parte di un gioco stilistico fine a se stesso, sono piuttosto il frutto di un ardito studio aerodinamico volto ad ottenere la massima efficienza dinamica, con l’obiettivo di abbattere gli attriti e ottimizzare il dispendio energetico.&lt;br /&gt;Le ruote, disposte ai quattro angoli della carrozzeria proprio come nelle monoposto da corsa, hanno la particolarità di essere carenate per ridurre l’attrito con l’aria, ma a questo aggiungono anche la funzione di dare una discreta impronta a terra a tutto il veicolo.&lt;br /&gt;E tornando a parlare di energia va sottolineato come la Aeon concept presenti un’altra sua peculiarità, ovvero la presenza di piccoli pannelli solari integrati in diversi elementi della sua carrozzeria che consentiranno di recuperare l’energia necessaria al suo utilizzo.&lt;br /&gt;Difficile dire se vedremo mai un modello simile sulle strade di ogni giorno, ma sicuramente vedremo alcune delle soluzioni adottate dalla Aeon, perché l’auto del futuro dovrà essere efficiente e un’auto efficiente dovrà essere un’auto pulita e ad impatto zero sull’ambiente: dovrà essere, in altre parole, un po’ come questa media dalla forma “bizzarra”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di &lt;a href="http://www.onegreentech.it/autore/373/"&gt;Giuseppe Cutrone&lt;/a&gt; - Giovedì 26 Novembre 2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-207852663513590785?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/207852663513590785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/renault-aeon-concept-lauto-del-futuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/207852663513590785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/207852663513590785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/renault-aeon-concept-lauto-del-futuro.html' title='Renault Aeon concept: l’auto del futuro sarà alimentata ad energia solare'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sy9euogo1oI/AAAAAAAAACc/DcFnTYm4q78/s72-c/1323101257990510.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7222224325737130375</id><published>2009-12-18T07:11:00.000-08:00</published><updated>2009-12-18T07:13:23.791-08:00</updated><title type='text'>Concept Active E - LA PRIMA BMW ELETTRICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syub9lf3JDI/AAAAAAAAACU/Xi87xrrEdfE/s1600-h/219993_8309_ico_171209_bmw_active_E_071.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416594459183227954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 221px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syub9lf3JDI/AAAAAAAAACU/Xi87xrrEdfE/s320/219993_8309_ico_171209_bmw_active_E_071.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dunque anche la BMW si fa prendere dalla "scossa elettrica" che sta attraversando il mondo dell'auto negli ultimi mesi. La Casa di Monaco, che finora aveva indirizzato i suoi sforzi "ecologici" verso altre tecnologie, come l'idrogeno e l'idrido, presenterà al Salone di Detroit di gennaio la concept Active E, una Serie 1 totalmente elettrica.Forte dell'esperienza fatta con la Mini E (versione a batterie protagonista di un esperimento pilota negli Stati Uniti), il costruttore tedesco ha previsto per questa nuova vettura un programma di sperimentazione da parte di utenti privati nell'uso quotidiano. Uno studio che sarà utile anche per lo sviluppo del cosiddetto Megacity Vehicle, un futuro mezzo per la mobilità a emissioni zero nelle aree metropolitane.Il motore della Active E, che eroga 170 CV di potenza e 250 Nm di coppia, è alimentato da batterie agli ioni di litio sviluppate appositamente con la partner SB LiMotive. Secondo la BMW, in condizioni di uso normale, con riscaldamento o aria condizionata accesa, la Active E garantisce 160 km di autonomia. Le prestazioni? Meno di nove secondi per lo "0-100" e velocità massima di 145 km/h.Propulsione a parte, la Active E è simile alle altre Serie 1: identica carrozzeria, quattro posti, trazione posteriore. E, assicurano a Monaco, stesso piacere di guida. Anche se il peso raggiunge i 1.800 kg, circa 400 in più rispetto alle Coupé "normali". (C.Bal)&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.quattroruote.it/"&gt;http://www.quattroruote.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7222224325737130375?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7222224325737130375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/concept-active-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7222224325737130375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7222224325737130375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/concept-active-e.html' title='Concept Active E - LA PRIMA BMW ELETTRICA'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syub9lf3JDI/AAAAAAAAACU/Xi87xrrEdfE/s72-c/219993_8309_ico_171209_bmw_active_E_071.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8530406229783959019</id><published>2009-12-17T00:48:00.000-08:00</published><updated>2009-12-17T00:54:41.766-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ruota intelligente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bici elettrica'/><title type='text'>Copenhagen wheel: la ruota intelligente per la prima bici ibrida</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Synxr-LLODI/AAAAAAAAACM/y2ekUZ7IKNY/s1600-h/Copenhagen_green_wheel_particolare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416125764616271922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Synxr-LLODI/AAAAAAAAACM/y2ekUZ7IKNY/s320/Copenhagen_green_wheel_particolare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SynwqPeedzI/AAAAAAAAACE/blM8f3nawDo/s1600-h/Copenhagen_green_wheel1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416124635389261618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SynwqPeedzI/AAAAAAAAACE/blM8f3nawDo/s320/Copenhagen_green_wheel1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La scoperta della ruota ha rappresentato un punto di svolta nell'evoluzione dell'uomo. Ma quella presentata ieri davanti al municipio di &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/copenhagen%202009" target="_blank"&gt;Copenhagen &lt;/a&gt;durante il vertice sul clima e sotto gli occhi dei sindaci di tutto il mondo, è destinata ad andare oltre. Sì perché la &lt;a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2009/ratti-copenhagen-1216.html" target="_blank"&gt;Copenhagen green wheel&lt;/a&gt; è un concentrato di tecnologia in grado di trasformare qualsiasi bicicletta in un'&lt;a href="http://www.greenme.it/approfondire/guide/930-biciclette-elettriche-e-a-pedalata-assistita-la-guida-allacquisto" target="_blank"&gt;elettrica a pedalata assistita&lt;/a&gt;, ma soprattutto di farci entrare nell'era del biking 2.0.&lt;br /&gt;La ruota messa a punto dal MIT (&lt;a href="http://web.mit.edu/" target="_blank"&gt;Massachussets Institute of Technology&lt;/a&gt;) di Boston in collaborazione con l'italianissima &lt;a href="http://www.ducatienergia.com/staging/index.html" target="_blank"&gt;Ducati Energia&lt;/a&gt; e con il supporto del &lt;a href="http://www.greenme.it/tag/ministero%20dell" target="_blank"&gt;Ministero dell'Ambiente&lt;/a&gt; italiano, di Progical Solutions LLC e del Comune di Copenhagen, può essere considerata davvero il primo esempio di bicicletta ibrida a zero emissioni.&lt;br /&gt;Apparentemente, e a prima vista, disco rosso all'interno a parte, non ha niente di speciale rispetto alle normali ruote. Ma è in quell'unico mozzo color rubino che è contenuta tutta la sua innovatività: dalla batteria elettrica in grado di accumulare l'energia passiva prodotta dalla pedalata per poi rilasciarla quando necessario, come ad esempio in salita, al chip bluetooth per lo scambio delle comunicazioni; dai sensori ambientali che interagiscono con lo smartphone, all'elettronica di controllo. Il freno stesso è "zippato" all'interno di questo disco che "sprigiona tecnologia da tutti i pori".&lt;br /&gt;In pratica, come è stato dimostrato anche durante la presentazione ufficiale alla quale ha assistito anche il Ministro &lt;a href="http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/1391-conferenza-di-copenhagen-2009-prestigiacomo-qdialogo-difficileq" target="_blank"&gt;Stefania Prestigiacomo&lt;/a&gt;, attraverso gli speciali sensori collegati via bluetooth all'&lt;a href="http://www.greenme.it/tag/i-phone" target="_blank"&gt;iPhone&lt;/a&gt; collocato sul manubrio, il ciclista riceve informazioni dalla bicicletta, ma anche dal web, sulla velocità, sulla distanza percorsa, sullo stato del&lt;a href="http://www.greenme.it/muoversi/auto/1362-traffico-ma-quanto-mi-costi" target="_blank"&gt; traffico&lt;/a&gt; e sui percorsi da preferire (sfruttando il GPS dell'iPhone). E addirittura sulla prossimità o meno di amici in zona o sul livello di &lt;a href="http://www.greenme.it/informarsi/città" target="_blank"&gt;inquinamento urbano&lt;/a&gt; in quel preciso punto. Tutti dati che il ciclista può decidere di trasmettere esso stesso al web server del Comune per aggiornamenti in tempo reale. L'interazione tra la ruota posteriore e l'iPhone è costante e oltre all'elaborazione delle varie informazioni, il sistema funge da ausilio al ciclista permettendogli di scegliere tra una serie di comandi e 7 differenti modalità di pedalata.&lt;br /&gt;"Negli scorsi anni si è tornati a riconoscere il valore delle biciclette", afferma Carlo Ratti, direttore del MIT SENSEable City Laboratory e responsabile del progetto Copenhagen Wheel. "E' iniziato tutto proprio a Copenhagen, e poi via via si è riscoperto il gusto di pedalare anche in altre città come Parigi, Barcellona e Montreal. E' un ritorno alla bici, ma in modalità 2.0, con la tecnologia che facilita e assiste la guida e che consente nuove esperienze d'uso".&lt;br /&gt;La missione contenuta nel progetto Copenhagen Wheel, infatti, è quella di estendere l'uso della bicicletta anche verso quella parte di cittadinanza che oggi esclude a priori il concetto di &lt;a href="http://www.greenme.it/muoversi/bici/308-flyer-la-bici-per-andare-al-lavoro-senza-fatica" target="_blank"&gt;andare al lavoro pedalando&lt;/a&gt; e, come specifica Federica Guidi, direttore generale di Ducati: "L'idea è quella di competere con le attuali bici elettriche e quindi puntiamo ad un prezzo inferiore ai mille euro".&lt;br /&gt;La ruota intelligente, stando a quanto reso noto, dovrebbe essere commercializzata entro sei mesi anche se allo stato attuale, non è stata ancora neanche brevettata, ma, come assicurano sia la Guidi che Ratti, andrà in produzione a partire dal 2010.&lt;br /&gt;Simona Falasca&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8530406229783959019?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8530406229783959019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/copenhagen-wheel-la-ruota-intelligente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8530406229783959019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8530406229783959019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/copenhagen-wheel-la-ruota-intelligente.html' title='Copenhagen wheel: la ruota intelligente per la prima bici ibrida'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Synxr-LLODI/AAAAAAAAACM/y2ekUZ7IKNY/s72-c/Copenhagen_green_wheel_particolare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5737305313044130285</id><published>2009-12-16T12:01:00.001-08:00</published><updated>2009-12-16T12:10:16.084-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia solare'/><title type='text'>Energia solare</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9jsftX9I/AAAAAAAAABk/wf5D2rBYMEs/s1600-h/Grafico_8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415927710338605010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9jsftX9I/AAAAAAAAABk/wf5D2rBYMEs/s320/Grafico_8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9TTYXc9I/AAAAAAAAABc/vRrkBQtENjA/s1600-h/Grafico_3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415927428719014866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9TTYXc9I/AAAAAAAAABc/vRrkBQtENjA/s320/Grafico_3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9BvQ_FuI/AAAAAAAAABU/EsEoj0XZVS4/s1600-h/Grafico_2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk8yBW0MsI/AAAAAAAAABM/YprpZ9FyTt8/s1600-h/sonnenenergie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415926856944988866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 236px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk8yBW0MsI/AAAAAAAAABM/YprpZ9FyTt8/s320/sonnenenergie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Inserito da &lt;a title="Mostra il profilo utente." href="http://www.multiutility.biz/?q=user/1"&gt;MultiUtilityBiz&lt;/a&gt; il 9 Giugno, 2008 - 15:50 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Come energia solare viene definita l'energia raggiante dal sole sull'atmosfera terrestre che ammonta in media a 1.353 watt/m2 di una superficie posizionata in senso verticale ai raggi del sole. Questo valore è abbastanza stabile nel tempo e viene anche definito come “costante solare”. L'atmosfera terrestre e le sostanze in essa contenute (aria, ozono, vapore acqueo, polvere e altri componenti) assorbono e riflettono una parte dell'energia, in modo che sulla superficie terrestre arrivano ancora due terzi dell'energia raggiante.&lt;br /&gt;In una giornata limpida, una superficie orizzontale è colpita da circa 1000 watt/m2, quando il sole ha raggiunto il punto più alto. Se questa quantità di energia è messa in relazione all'intera superficie terrestre volta verso il sole (una superficie circolare con un diametro di quasi 14.000 km), nel corso di un anno si ottiene un'enorme quantità di energia pari a 1018 kWh. Essa corrisponde all'incirca a 13.000 volte l'energia consumata nell'arco di un anno in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'uso termico dell'energia solare&lt;br /&gt;Riscaldamento dell'acqua sanitaria&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uno dei modi più evidenti di usare l'energia solare è il riscaldamento dell'acqua sanitaria. Questo tipo di applicazione sembra essere interessante, poiché in molte case unifamiliari e plurifamiliari l'acqua calda sanitaria si ottiene con la caldaia, e proprio nei mesi estivi questi impianti mostrano un pessimo rendimento. Dall'altro canto, d'estate l'offerta di energia solare è molto grande, perciò basta una superficie limitata di collettori solari (circa 6-10 m2 per una famiglia composta da 4 a 8 persone) e un accumulo relativamente piccolo (0,5-1 m3). Inoltre la temperatura dell'acqua calda, generalmente usata, è relativamente bassa, e quindi si possono ottenere dei buoni rendimenti anche con un impianto relativamente semplice. In linea di massima si usa una superficie che assorbe la maggior parte della radiazione solare e che quindi si riscalda. Questo calore viene poi trasportato mediante un termovettore liquido (di solito si usa l'acqua con una sostanza anticongelante) al serbatoio tramite uno scambiatore di calore. Per i periodi, in cui l'insolazione non è sufficiente, si deve provvedere ad un riscaldamento ausiliario.&lt;br /&gt;La forma più semplice di un “collettore solare” è costituita da un tubo o da una stuoia in materia plastica che abbia una superficie più assorbente possibile (ad esempio nera) e attraverso la quale scorra direttamente l'acqua da riscaldare. Se questi tubi o queste stuoie vengono esposti in un posto molto soleggiato, come ad esempio un tetto, sono molto utili per il riscaldamento dell'acqua. I “collettori” di questo tipo subiscono però delle perdite di calore relativamente grandi a causa di radiazione e trasmissione termica, per cui già una leggera diminuzione della temperatura esterna comporta una notevole riduzione del rendimento. Per questo motivo il campo d’impiego è limitato soprattutto al riscaldamento dell’acqua di piscine.&lt;br /&gt;Una forma più sofisticata è costituita dal collettore solare piano. L'energia solare irradiata viene trasformata in calore nell'assorbitore costituito da una lastra metallica di colore nero opaco. Attraverso questa lastra metallica passa il termovettore che cede il calore formatosi. La parte posteriore del collettore è provvista di un isolamento termico per ridurre la perdita di calore. Una copertura trasparente impedisce il raffreddamento immediato della superficie dell'assorbitore causato dall'aria nell'ambiente. Una copertura in vetro, ad esempio, ha il compito di riflettere parte della radiazione a onde lunghe emanata dall’ assorbitore (effetto serra). In questo modo le perdite di calore si possono ridurre notevolmente. Normalmente l'assorbitore del collettore è fatto di metallo (rame, alluminio, acciaio). Per ridurre le perdite di calore in molti collettori le superfici metalliche sono provviste di un cosiddetto rivestimento selettivo che assorbe bene la luce visibile ed emana poca radiazione ad onde lunghe. Per quanto riguarda le normali temperature di regime che oscillano tra i 40°C e i 60°C, le perdite per conduzione termica nelle pareti posteriori e laterali costituiscono soltanto il 10% circa di tutte le perdite di calore del collettore. Normalmente non ha quindi molto senso usare degli strati isolanti che superino i 5-10 cm. E molto importante tenere conto della “temperatura di inattività” del collettore. Con un'insolazione molto forte l'assorbitore può raggiungere anche 150°C-200°C, ed e molto importante che l'isolante termico non venga danneggiato (ad esempio quando viene montato).&lt;br /&gt;Un altro tipo di collettore solare è il cosiddetto collettore a tubo. Per questi collettori si usa come “materiale isolante” un vuoto d'aria. Grazie alla loro struttura tubolare questi collettori dispongono di un'alta resistenza alla pressione e possono quindi reggere una depressione molto forte. E grazie al vuoto, le perdite di calore subite dai collettori a tubo sono minori e il rendimento è più alto. In base alle perdite di calore notevolmente ridotte i collettori di questo tipo sono in grado di raggiungere dei rendimenti relativamente buoni anche con temperature esterne basse. Sono però anche molto più costosi dei collettori piani e perciò vengono impiegati soprattutto in zone con temperature esterne basse.&lt;br /&gt;Per rendimento di un collettore solare si intende il rapporto tra potenza utile ceduta dal collettore e la potenza dell'energia solare irradiata sulla superficie del collettore. Strumenti efficaci per la valutazione della qualità di un collettore sono le caratteristiche che indicano la resa in relazione alla differenza tra la temperatura media del liquido contenuto nel collettore e la temperatura dell'aria esterna. Questo divario di temperatura spesso si divide ancora per l'energia solare irradiata sulla superficie del collettore; così si ottiene un decorso quasi lineare. Per poter determinare l'inclinazione ottimale dei collettori solari c'è una regola molto semplice. Il valore massimo di energia irradiata nel corso di un anno si ottiene con un angolo d'inclinazione del collettore pari al grado di latitudine geografica (che per l'Alto Adige e tra 46° e 47°). Il valore massimo invernale si ottiene con un'inclinazione del collettore uguale al grado di latitudine più 15°, quello estivo invece con un'inclinazione del collettore uguale al grado di latitudine meno 15° (in Alto Adige quindi a rispettivamente circa 60° e 30°). Oltre all'inclinazione orizzontale è molto importante anche l’orientamento dei collettori. L’orientamento ideale consiste nell’esposizione del collettore verso sud. La diminuzione del rendimento è lieve, fin quando la deviazione da sud non superi i 15°. La deviazione dall’esposizione verso sud nel caso ideale non dovrebbe però superare i 30°.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Integrazione del riscaldamento&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9BvQ_FuI/AAAAAAAAABU/EsEoj0XZVS4/s1600-h/Grafico_2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9BvQ_FuI/AAAAAAAAABU/EsEoj0XZVS4/s1600-h/Grafico_2.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Aumentando la superficie del collettore adeguatamente, l’acqua calda prodotta può essere usata non solo come acqua sanitaria, ma anche per l'integrazione nel riscaldamento degli ambienti. Il principio di funzionamento dell'impianto rimane invariato. Affinché questo tipo d’impianto possa però funzionare bene, si devono considerare alcuni criteri di progettazione. Poiché l'impianto dovrebbe servire all'integrazione del riscaldamento nelle mezze stagioni e durante l'inverno, negli intervalli dell'anno in cui l'insolazione è più bassa che d'estate, la superficie del collettore prevista deve essere di dimensioni adatte. Inoltre, in questi periodi le temperature esterne sono basse, e quindi i collettori solari devono essere protetti il meglio possibile da perdite di calore. Inoltre anche il serbatoio termico deve essere più grande per poter garantire d'inverno un'integrazione del riscaldamento il più continuativo possibile e per poter fungere nelle mezze stagioni anche da caldaia sostitutiva. Per un buon funzionamento dell'impianto è vantaggioso applicare un sistema di riscaldamento che può funzionare anche con basse temperature dell'acqua, poiché un'inferiore temperatura media dell'acqua contribuisce a ottenere dei buoni rendimenti dei collettori anche con una temperatura dell'aria esterna bassa. Inoltre diminuiscono in questo modo le perdite nel serbatoio termico e durante il trasporto dell'acqua calda dai collettori al serbatoio e dal serbatoio agli ambienti da riscaldare.&lt;br /&gt;Con una bassa temperatura dell'acqua funzionano particolarmente bene i sistemi di riscaldamento a superficie come il riscaldamento a pavimento, a parete o a soffitto. Ma anche i radiatori con grandi superfici, i cosiddetti radiatori a bassa temperatura, sono molto efficienti. Progettato correttamente, d'inverno questo sistema può servire per preriscaldare l'acqua che poi viene portata alla temperatura necessaria per il riscaldamento nella caldaia tradizionale con consumi inferiori di energia. Nelle mezze stagioni, questo sistema può sostituire la caldaia per periodi più o meno lunghi, a seconda della progettazione e delle condizioni meteorologiche. Per una realizzazione finanziariamente sostenibile e per un buon funzionamento dell'impianto è però indispensabile che gli ambienti da riscaldare e l'edificio nel suo insieme abbiano un buon isolamento termico e che quindi non presentino un fabbisogno di energia termica troppo elevato, che si tratti dunque di una cosiddetta “casa a basso consumo di energia”. Gli impianti che sono progettati per l'integrazione del riscaldamento degli ambienti durante l'inverno, d'estate forniscono però quantitativi di energia termica molto più elevati di quelli necessari per il riscaldamento dell'acqua sanitaria, va quindi previsto come poter utilizzare questa eccedenza di energia, ad esempio nel riscaldamento di una piscina. Se questa possibilità non dovesse sussistere, si deve provvedere al raffreddamento dei collettori, ad esempio con l'aiuto di acqua d'irrigazione o simili..&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L'uso passivo dell'energia solare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Oltre all'uso dell'energia solare per mezzo di sistemi “attivi”, cioè sistemi che si basano su un meccanismo proprio, più o meno complicato, esiste anche la possibilità dell'uso “passivo” dell'energia solare, o meglio l'uso dell'energia solare tramite una determinata disposizione dei componenti architettonici.&lt;br /&gt;Uno dei fattori più importanti è la scelta della posizione dell'edificio (se possibile) e l'orientamento dell'edificio e dei componenti architettonici a seconda dei punti cardinali. Verso sud l'edificio dovrebbe disporre di finestre grandi, affinché, soprattutto d'inverno quando il sole è basso, la sua luce possa entrare nelle stanze e riscaldarle. Per evitare il surriscaldamento delle stanze durante l'estate, le finestre dovrebbero essere protette dall'incidenza della luce solare nelle ore di maggiore esposizione. Ciò si può fare per mezzo di una pensilina abbastanza grande, un balcone oppure degli appositi schermi parasole. Gli ambienti principali, come salotto, cucina, studio, dovrebbero essere orientati verso sud. Il lato dell'edificio orientato verso nord dovrebbe invece disporre di finestre il più piccole possibili da usare per l'incidenza della luce e per l’areazione.&lt;br /&gt;Il riscaldamento passivo degli ambienti si basa sull’”effetto serra”. La radiazione solare ad onde corte entra in una stanza passando attraverso una facciata trasparente (finestra)e si trasforma in calore cadendo su superfici e oggetti. Le superfici e gli oggetti nella stanza si riscaldano ed emettono a loro volta radiazione termica a onde lunghe che però passa per il vetro della finestra soltanto in minima parte. La quantità di energia raggiante che entra nella stanza è quindi molto più elevata di quella che esce dall'ambiente, in modo che quest’ultimo si riscalda. Evidentemente l'efficacia del riscaldamento acquista d'intensità, quando le superfici dell'ambiente o dell'edificio non esposte al sole sono protette dalle perdite di calore. Ci vuole però un dimensionamento corretto per evitare il surriscaldamento dell'ambiente.&lt;br /&gt;Se alcune delle superfici interne dell'ambiente (soprattutto quelle irradiate direttamente dal sole) sono costituite da materiali compatti che accumulano il calore, la temperatura nell'ambiente aumenta soltanto di poco durante l'insolazione; il calore accumulato viene ceduto tramite convezione e radiazione a onde lunghe, quando l'insolazione nell'ambiente viene a mancare. Poiché l'emissione di calore avviene per la maggior parte tramite la radiazione superficiale delle pareti e del pavimento, nell'ambiente si crea un clima gradevole, sebbene la temperatura dell'aria sia relativamente bassa.&lt;br /&gt;Un sistema semplice per l'uso passivo dell'energia solare è costituito da ampie finestre, orientate a sud, e di ambienti racchiusi da muri costruiti in un materiale che accumula il calore e che verso l'esterno dispongono di un buon isolamento termico. Le perdite per emissione notturna dovute alle grandi finestre orientate verso sud possono essere ridotte applicando delle coperture mobili (persiane avvolgibili, veneziane). Per poter garantire negli ambienti un clima gradevole anche durante l'estate, è necessario usare un parasole che eventualmente può essere mobile, che non ostacoli la vista e che d'estate riduca l'irradiazione solare delle finestre, per evitare così l'effetto serra indesiderato in questo periodo dell'anno.&lt;br /&gt;Se direttamente dietro la vetrata orientata a sud si dispone un muro di accumulo, questo sistema si definisce “Muro di Trombe”. Questo muro funge contemporaneamente da collettore e da accumulatore. Se il lato esterno del muro di accumulo è di colore scuro, il suo potere assorbente aumenta. L'energia assorbita dal muro di accumulo durante il giorno viene ceduta al locale interno in modo abbastanza costante rispettando le oscillazioni dell'insolazione.&lt;br /&gt;Ingrandendo lo spazio tra la superficie in vetro e il muro collettore-accumulatore collocato dietro di essa, in modo da essere utilizzabile, si crea una veranda con un funzionamento analogo al muro di Trombe. La veranda può essere utilizzata per la coltivazione di piante, frutta, verdura oppure semplicemente come integrazione accogliente e sempreverde dell'abitazione. Nella progettazione di verande è indispensabile prevedere una separazione chiudibile, per esempio una porta scorrevole, tra veranda e abitazione per evitare dispersioni di calore dall’abitazione alla veranda nelle ore notturne e nelle giornate prive di insolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli impianti fotovoltaici: corrente che viene dal sole&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli impianti fotovoltaici trasformano l’energia solare in energia elettrica. E’ una fonte energetica che viene impiegata dal 1958, in una prima fase ai fini dell’approvvigionamento energetico dei satelliti mediante celle solari. La crisi energetica degli anni Settanta e una maggiore consapevolezza ambientale hanno indotto il mondo politico a incentivare lo sviluppo del fotovoltaico rendendolo, grazie alla tecnologia, più interessante anche in termini economici. Oggi gli impianti fotovoltaici vengono utilizzati per la produzione di energia elettrica in tutto il mondo. Possono rappresentare l’unica fonte di approvvigionamento energetico nei cosiddetti sistemi a isola oppure essere utilizzati per l’immissione di corrente alla rete di approvvigionamento pubblico.&lt;br /&gt;Foto: Netzgekoppelte PV - Anlage bei einem Plusenergiehaus (Quelle: Prof. Reinhard Malz)&lt;br /&gt;Descrizione tecnica&lt;br /&gt;Il flusso di energia solare che arriva sulla terra è pari a 15.000 volte l’attuale consumo energetico totale. La quota di energia luminosa rappresenta all’incirca il 75%. Grazie agli impianti fotovoltaici questa energia radiante può essere trasformata direttamente in elettricità senza produrre emissioni (come il biossido di carbonio).Per trasformare la luce in energia si utilizzano le celle solari degli impianti fotovoltaici.L’elettricità prodotta può essere utilizzata in loco, accumulata o trasferita alla rete. Quando l’energia viene immessa nella rete, un inverter trasforma la corrente continua in corrente alternata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le tipologie di impianto fotovoltaico esiste anche quello definito “a isola” utilizzato come unica fonte di produzione energetica (ad esempio nei masi di montagna o per gli impianti di irrigazione). Per garantire un approvvigionamento energetico costante, l’energia viene stoccata in accumulatori.&lt;br /&gt;I costi di produzione dei moduli solari incidono in maniera decisiva sulla produzione di corrente fotovoltaica facendola risultare così più costosa rispetto a quella generata con impianti tradizionali. Tuttavia una parte consistente dei costi successivi alla produzione energetica convenzionale non vengono considerati nelle tariffe energetiche. La forte irregolarità dell’irraggiamento solare variabile secondo le stagioni, l’ora del giorno e le condizioni meteorologiche, rende difficoltoso l’impiego degli impianti fotovoltaici che tuttavia rappresentano un elemento importante del sistema di generazione energetica.&lt;br /&gt;A fronte di un irraggiamento solare apparentemente immenso, a causa del grado di rendimento attualmente basso, gli impianti fotovoltaici hanno un grosso impatto in termini di estensione delle superfici da attrezzare a celle solari. Un impianto ad energia eolica della potenza di 5 MW produce la stessa quantità di energia di un impianto a pannelli solari dell’estensione di 500 m x 500 m (25 ha).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Potenza e resa annua&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La potenza nominale di un impianto fotovoltaico si misura in Wp (Watt peak) e in kWp (chilo Watt peak), valore riferito alla potenza a una temperatura modulare di 25°C e 1000 W/mq di irraggiamento. Con questo irraggiamento massimo e in situazioni di regime normale i moduli solari hanno una temperatura di esercizio notevolmente più elevata, ma una potenza nettamente minore poiché la loro resa cala con l’aumento della temperatura. Per questa ragione, a differenza dei collettori solari termici, i moduli fotovoltaici non vanno integrati direttamente nei tetti, ma sollevati a una distanza sufficiente da garantirne l’aerazione e il raffreddamento.&lt;br /&gt;Esistono diverse tipologie di celle solari con costi e caratteristiche diversi. Il rendimento dei moduli solari attualmente sul mercato oscilla dal 10% al 16%.&lt;br /&gt;Il criterio più importante per la realizzazione di un impianto fotovoltaico è la resa annua media auspicata che dipende dalla potenza nominale e dalla resa dei moduli, dall’orientamento e dalla pendenza dell’impianto e dalle condizioni climatiche. Da anni la resa media annuale va aumentando costantemente con il miglioramento dei moduli e degli inverter e oggi in Alto Adige, in condizioni ottimali di orientamento e di pendenza, raggiunge valori fra i 1000 e i 1200 chilowattora per kWp. Nell’installazione degli impianti è richiesta particolare attenzione nell’evitare possibili zone d’ombra che potrebbero ridurre notevolmente la resa annua.&lt;br /&gt;&lt;a title="link incentivi" href="http://www.provincia.bz.it/acque-energia/incentivi/impianti-fotovoltaici.asp"&gt;Incentivi per impianti fotovoltaici&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Pubblicazioni" href="http://www.provincia.bz.it/acque-energia/service/pubblicazioni.asp?redas=yes&amp;amp;wasserenergie_cate_id=7040"&gt;Pubblicazioni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fonte &lt;a href="http://www.provincia.bz.it/"&gt;Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;GIUGNO 2008&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-5737305313044130285?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/5737305313044130285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/energia-solare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5737305313044130285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5737305313044130285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/energia-solare.html' title='Energia solare'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Syk9jsftX9I/AAAAAAAAABk/wf5D2rBYMEs/s72-c/Grafico_8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-3257456096973187948</id><published>2009-12-16T11:12:00.000-08:00</published><updated>2009-12-16T11:14:43.463-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='toyota prius'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><title type='text'>Inizia la sperimentazione della Toyota Prius Plug-in. Quale futuro?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sykxir2wQ3I/AAAAAAAAABE/xMSm0hJaxSM/s1600-h/toyota_prius_plug_in.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415914498847425394" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 205px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sykxir2wQ3I/AAAAAAAAABE/xMSm0hJaxSM/s320/toyota_prius_plug_in.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’annuncio della Toyota fa seguito alla presentazione del prototipo della Prius Plug-in avvenuto il mese scorso in occasione del Salone dell’Auto di Francoforte. Oggi, la versione plug-in della vettura ibrida Prius è pronta ad affrontare il test più duro ossia l’uso quotidiano da parte di un selezionato ed esigente numero di clienti. La sperimentazione durerà poco più di un anno e consisterà nel fornire circa 600 unità in leasing a istituzioni pubbliche, società private e al car sharing cittadino. In particolare, saranno destinate 230 Prius Plug-in al mercato giapponese, 200 in Europa e 150 negli Stati Uniti. Al termine del periodo di test sarà quindi avviata la commercializzazione che secondo i vertici del gruppo Toyota nel giro di due anni raggiungerà volumi di vendita nell’ordine di svariate decine di migliaia di unità ad un prezzo abbordabile e comunque inferiore a quello delle auto elettriche. La Toyota Prius Plug-in è basata sulla terza serie del famoso veicolo ibrido che, dal suo lancio avvenuto a giugno, ha già totalizzato oltre 17.000 ordini in Europa. La differenza sostanziale del modello plug-in sta nel pacco batterie che, come nei cellulari, sono agli ioni di litio e quindi più leggere, meno inquinanti di quelle al piombo e, in più, garantiscono al tempo stesso maggiore autonomia in un minor tempo di ricarica. La Prius Plug-in consuma meno carburante rispetto al modello ibrido tradizionale con un aumento sensibile dell’autonomia e può percorrere in modalità ‘solo elettrica’ circa 23 km che consentono di affrontare il percorso medio cittadino come ad esempio quello tra la casa e l’ufficio.Il risultato è che, con queste caratteristiche, l’impatto ambientale è enorme in termini di minori emissioni inquinanti e minori consumi di combustibile. Se poi si ipotizza (ma in alcuni casi già si tratta della realtà) che l’energia necessaria a ricaricare le batterie potrebbe essere ricavata a sua volta da fonti rinnovabili allora ci si potrebbe davvero trovare di fronte ad una svolta epocale per la mobilità sostenibile.Questo risultato è un'ulteriore dimostrazione delle lungimiranti capacità ingegneristiche di Toyota nello sviluppo di un’automobile orientato alla qualità totale, capace di offrire prestazioni elevate non solo in termini dinamici e di sicurezza (la nuova Toyota Prius ha ottenuto il massimo risultato delle 5 stelle nei test di sicurezza svolti con i recenti criteri EuroNCAP 2009.) ma anche e soprattutto in termini di concreto rispetto dell’ambiente.Il progetto della Prius Plug-in è sostenuto finanziariamente anche dal Dipartimento per la Gestione dell'Ambiente e dell'Energia francese e ciò indica che ormai anche le istituzioni non stanno più a guardare limitandosi ad emanare regolamenti restrittivi alla mobilità o più semplicemente ad incentivare il ricambio eco-tecnologico mediante gli incentivi alla rottamazione.Oggi, tutti noi automobilisti abbiamo una maggiore sensibilità ecologica ma non intendiamo affatto rinunciare alla nostra libertà e/o necessità di movimento. La nuova Prius Plug-in rappresenta quindi quell’anello mancante e finalmente quel passo verso un futuro in cui ecologia e libertà/necessità della mobilità possono finalmente convivere.Con un’auto del genere si può indifferentemente affrontare la città così come un lungo viaggio in autostrada. Il limite infatti delle auto elettriche è, e sarà ancora per un decennio, la scarsa autonomia di percorenza mentre il limite delle auto ibride è ad oggi rappresentato dal costo maggiore e dal ‘limitato’ guadagno dell’impatto ambientale.In attesa del miglioramento dell’efficienza delle batterie e dello sviluppo dei motori a idrogeno, il futuro prossimo è quindi ibrido ma di tipo plug-in. Per incentivare tale passaggio bisognerà però dotare tutte le aree di parcheggio, sia privato che pubblico, di prese elettriche per la ricarica delle batterie oppure realizzare della apposite stazioni dove basterà parcheggiare le nostre auto per la ricarica delle batterie mediante induzione elettromagnetica come già accade per i più moderni sistemi per la ricarica dei cellulari e lettori mp3. Esistono quindi o sono di facile ed economica realizzazione e installazione tutti gli strumenti per ‘entrare’ finalmente nel futuro della mobilità eco-sostenibile e la nuova Toyota Prius Plug-in è probabilmente il modo più semplice per farlo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Gianluca Esposito Mariani&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-3257456096973187948?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/3257456096973187948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/inizia-la-sperimentazione-della-toyota.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3257456096973187948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3257456096973187948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/inizia-la-sperimentazione-della-toyota.html' title='Inizia la sperimentazione della Toyota Prius Plug-in. Quale futuro?'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sykxir2wQ3I/AAAAAAAAABE/xMSm0hJaxSM/s72-c/toyota_prius_plug_in.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8266746397019465432</id><published>2009-12-15T03:22:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T03:23:32.487-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto idrogeno'/><title type='text'>Auto: Bmw e Volkswagen frenano con le auto a idrogeno, Daimler prosegue</title><content type='html'>Le case automobilistiche tedesche frenano sull'idrogeno. Bmw ha deciso di sospendere i test su strada della sua vettura a idrogeno: "Per il momento non ci sarà una nuova flotta di auto di prova a idrogeno", ha detto al quotidiano Handelsblatt il responsabile ricerche del gruppo, Klaus Draeger. E stessa cosa per la rivale Volkswagen che ha deciso di abbandonare per il momento questa tecnologia. Chi invece prosegue su questa strada è il costruttore teutonico, Daimler, che ha già prodotto alcune auto in serie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finanzaonline.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8266746397019465432?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8266746397019465432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/auto-bmw-e-volkswagen-frenano-con-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8266746397019465432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8266746397019465432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/auto-bmw-e-volkswagen-frenano-con-le.html' title='Auto: Bmw e Volkswagen frenano con le auto a idrogeno, Daimler prosegue'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-8310896198166919919</id><published>2009-12-15T03:18:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T03:19:35.211-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impianti fotovoltaici'/><title type='text'>Il nuovo Piano energetico-ambientale di Roma - Fotovoltaico su ogni tetto della città, auto elettriche e distributori di idrogeno entro il 2020</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SydwuI_eqaI/AAAAAAAAAA8/bpDdkG0nxcs/s1600-h/fotovoltaicopianoenergeticoroma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415421014926338466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SydwuI_eqaI/AAAAAAAAAA8/bpDdkG0nxcs/s320/fotovoltaicopianoenergeticoroma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Roma contro i cambiamenti climatici “fa sul serio”. Con questo slogan il sindaco Alemanno ha lanciato ufficialmente il nuovo &lt;a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&amp;amp;targetPage=/Homepage/Area_Content/Primo_Piano/info1508023356.jsp"&gt;Piano energetico ambientale di Roma&lt;/a&gt;, un ambizioso programma di risparmio energetico di sviluppo di fonti energetiche rinnovabili ideato insieme al noto economista ed ambientalista americano Jeremy Rifkin.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&amp;amp;targetPage=/Homepage/Area_Content/Primo_Piano/info1508023356.jsp"&gt;Il piano&lt;/a&gt; prevede una serie di progetti che entro il 2020, secondo le intenzioni di Alemanno ed il guru Rifkin, dovrebbero portare Roma all’avanguardia tra le Capitali europee in termini di sostenibilità ambientale. Oltre allo sviluppo dei trasporti sotterranei il piano prevede la realizzazione di minicentrali energetiche sui tetti di Roma, una prima rete di distributori di idrogeno misto a metano, la coogenerazione e l’energia solare negli ospedali a partire dal Sant’Andrea, sui tetti delle scuole e sopra i capannoni industriali.&lt;br /&gt;Ed ancora: punti luce che sprecano meno energia, colonnine per la ricarica di auto elettriche ed uno sviluppo del fotovoltaico che passerà dagli attuali 3,3 watt a persona ai 18 del 2012 ed ai 50 del 2020. “Roma- ha detto Rifkin - può veramente assumere un ruolo guida nella prossima III rivoluzione industriale”. Vero, ma ora arriva il difficile: riuscire a trasformare le belle intenzioni in atti reali. Seguono le parole di Alemanno e la lista di progetti previsti dal piano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-8310896198166919919?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/8310896198166919919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-nuovo-piano-energetico-ambientale-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8310896198166919919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/8310896198166919919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-nuovo-piano-energetico-ambientale-di.html' title='Il nuovo Piano energetico-ambientale di Roma - Fotovoltaico su ogni tetto della città, auto elettriche e distributori di idrogeno entro il 2020'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SydwuI_eqaI/AAAAAAAAAA8/bpDdkG0nxcs/s72-c/fotovoltaicopianoenergeticoroma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-172621408918148493</id><published>2009-12-15T03:14:00.000-08:00</published><updated>2009-12-15T03:17:14.769-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercedes'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto diesel'/><title type='text'>Parola di Mercedes: "Il costo delle auto diesel salirà alle stelle entro il 2015"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sydv8WC9VnI/AAAAAAAAAA0/5Cdxos2wzQs/s1600-h/MercedesClasseBFCell_08.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415420159437133426" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 205px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sydv8WC9VnI/AAAAAAAAAA0/5Cdxos2wzQs/s320/MercedesClasseBFCell_08.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.autoblog.it/tag/thomas%20weber"&gt;Thomas Weber&lt;/a&gt;, responsabile Ricerca&amp;amp;Sviluppo &lt;a href="http://www.autoblog.it/categoria/mercedes"&gt;Mercedes&lt;/a&gt; ha recentemente dichiarato che entro il 2015 il prezzo delle auto a gasolio salirà alle stelle. Il motivo è presto detto: adeguare i diesel alle restrittive norme anti-inquinamento &lt;a href="http://www.autoblog.it/tag/euro%206"&gt;Euro 6&lt;/a&gt; sarà molto difficile e costoso per le case automobilistiche, secondo Weber. Il manager ha azzardato una soluzione: “Secondo noi, la risposta sul lungo termine sta nell’idrogeno”.&lt;br /&gt;Già l’adeguamento alla normativa &lt;a href="http://www.autoblog.it/tag/euro%205"&gt;Euro 5&lt;/a&gt; si è tramutato in un costo aggiuntivo per i clienti, a causa dei raffinati iniettori adottati nei motori odierni e di ulteriori componenti aggiuntive come i filtri antiparticolato, e il passaggio all’Euro 6 comporterà un aggravio di prezzo che potrà essere nell’ordine delle migliaia di euro, secondo le previsioni di Weber. Per non parlare poi del costo dei propoulsori diesel-ibridi…&lt;br /&gt;Nel giro di più o meno sei o sette anni insomma, ci ritroveremo in una condizione per cui le auto a idrogeno saranno più convenienti delle diesel. Non a caso Mercedes ha recentemente presentato la variante di serie della sua &lt;a href="http://www.autoblog.it/tag/mercedes%20classe%20b%20f-cell"&gt;Classe B F-Cell&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La scommessa dei tedeschi e di chi come loro seguirà la strada dell’idrogeno è ambiziosa e rischiosa allo stesso tempo: la Stella è convinta di essere sulla strada giusta, nonostante tutti i grossi dubbi attuali sul trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno per autotrazione.&lt;br /&gt;Weber ne è certo: mentre l’idrogeno rimarrà stabile sui 3 euro al chilo nei prossimi anni, i combustibili fossili conosceranno un’impennata sempre più rapida dei prezzi alla pompa. Ed effettivamente, andare con una Mercedes F-Cell sarà probabilmente più conveniente che con una &lt;a href="http://www.autoblog.it/tag/cdi"&gt;CDI&lt;/a&gt;. Sempre a patto di trovare una rete di rifornimento adeguata…&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;pubblicato: domenica 13 dicembre 2009 da Fabio Sciarra&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-172621408918148493?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/172621408918148493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/parola-di-mercedes-il-costo-delle-auto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/172621408918148493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/172621408918148493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/parola-di-mercedes-il-costo-delle-auto.html' title='Parola di Mercedes: &quot;Il costo delle auto diesel salirà alle stelle entro il 2015&quot;'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/Sydv8WC9VnI/AAAAAAAAAA0/5Cdxos2wzQs/s72-c/MercedesClasseBFCell_08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2822475728488264005</id><published>2009-12-14T12:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T12:19:07.459-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='supercar elettrica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tesla'/><title type='text'>Tesla, ecco come va la supercar elettrica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyadnnKYx6I/AAAAAAAAAAs/5WcseTXPUKQ/s1600-h/tesla.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415188905812608930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyadnnKYx6I/AAAAAAAAAAs/5WcseTXPUKQ/s320/tesla.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per accaparrarsi un "pezzetto di futuro" basta collegarsi su internet al sito &lt;a href="http://www.teslamotors.com/" target="_blank"&gt;http://www.teslamotors.com/&lt;/a&gt; e disporre di circa 120.000 euro "sull'unghia". È la via più rapida per accomodarsi nell'abitacolo della Tesla, l'unica supercar totalmente elettrica oggi in commercio, prodotta a San Carlos in California dalla Tesla Motors, la società statunitense creata da Sergey Brin e Larry Page, i padri di Google, assieme a Elon Musk, il fondatore di PayPal.Sebbene sia prodotta dalla Lotus, la Tesla tuttavia ha un po' di "Made in Italy" nel DNA che gli deriva dal progetto legato in parte all'italianissima Dallara che di auto da corsa davvero ... se ne intende.Abbiamo colto l'occasione di provarla a fondo, in anteprima, nella zona di Ancona, su quelle stesse strade che ospitano il famoso Rally del Conero. Il modello che abbiamo testato in esclusiva con la rivista EcoCar è della Energy Resources, una realtà nazionale nel settore del fotovoltaico che impiega oltre 70 ingegneri specializzati nello sviluppo delle tecnologie fotovoltaico, geotermico e minieolico e realizza un terzo dell'energia pulita marchigiana e il 5% di quella italiana, facendo risparmiare al pianeta oltre 8 mila ton/anno di CO2.L'azienda marchigiana ha fatto della Tesla la propria auto aziendale e l'energia per loro non costa neppure quei pochi euro che sarebbero costretti a pagare i comuni mortali, poiché l'azienda è completamente autonoma dal punto di vista energetico.Ma andiamo a scoprire più da vicino la Tesla S, in particolare questo modello "Signature 250", una versione speciale ed esclusiva, essendo la numero 107 delle 250 finora importate in Europa, come testimonia la targhetta posta in mezzo ai due sedili.Dal punto di vista del design bisogna ammettere che è veramente bella. Una Roadster due posti schiacciata sull'asfalto che promette faville in fatto di prestazioni, ma sarà davvero così?Il telaio, dicevamo, è quello della Lotus Elise: per accedere nell'abitacolo bisogna calarsi a bordo, ma una volta accomodati nei sedili avvolgenti (c'è pure una pompetta ad aria per regolare il supporto lombare) ricoperti in morbida pelle, ci si ritrova proiettati nel cockpit di un'auto da forte sapore racing. Al solito girando la chiave non avviene nulla, solo il consueto turbinio delle spie che si accendono a turno sul quadro, ma la Tesla è già pronta a mordere l'asfalto. La leva del cambio non c'è, è sostituita da quattro pulsanti che consentono di selezionare la modalità di guida come sui classici cambi automatici: Parking, Retro, Neutral e Drive. Sempre sul tunnel centrale è sistemato il pulsante TC che permette di disabilitare il Traction control, assieme ai tasti per il riscaldamento elettrico dei sedili. Nella consolle centrale, invece, c'è il display touch screen che dà l'accesso a un'infinità d'informazioni e regolazioni. Più in basso c'è la classica presa da 12 V per l'accendisigari e l'attacco per la USB, che in questo caso non serve per ascoltare la musica ma permette di scaricare i file da inviare al "service" della Tesla, in caso di funzionamento anomalo. Spesso, infatti, può bastare un aggiornamento e un "upload" per eliminare guasti o ripristinare le configurazioni di base, come sul un qualunque PC.È il momento di andare: tenendo il piede sul freno, come in tutte le auto con il cambio automatico, basta premere il pulsante D (Drive) per vedere muovere in avanti la Roadster californiana. Prudentemente si spinge sull'acceleratore e subito si apprende che ha la stessa risposta delle auto tradizionali, la differenza è nel silenzio assoluto e al nostro orecchio abituato al rombo possente, quando si è alla guida di un'auto sportiva, sembra davvero che manchi qualcosa. Basta affondare con più decisione perché sopraggiunga il sibilo legato all'aerodinamica e al vento, rafforzato dal rotolamento delle gomme, vista l'accelerazione dichiarata di 3.9 secondi da 0 a 100 km/h e la velocità massima raggiungibile di 200 km/h. Nel nostro test abbiamo registrato un po' più umano 4.7 secondi nello 0-100 km/h, soprattutto perché le batterie non erano completamente cariche, mentre come velocità massima abbiamo raggiunto "solo" i 140 km/h (per ovvi motivi), che la Roadster americana ha toccato in 8.8 secondi, in meno di 200 metri.Proprio un bell'andare per un'auto elettrica, ben lungi da tutti i preconcetti che le vogliono cittadine, lente e poco divertenti.La Tesla ha una guidabilità eccellente, dovuta all'ottima meccanica Lotus delle sospensioni: a bracci sovrapposti nell'anteriore e multilink nel posteriore; e non di meno dalla eccellente ripartizione dei pesi, con il 35% che grava sull'anteriore e il restante 65% sull'asse posteriore. Lanciarsi nel toboga di curve e controcurve sul Monte Conero che esaltano il carattere della roadster californiana, dopo aver saggiato la Tesla in autostrada, dove per altro non sfigura per niente, riporta al piacere di guida che solo le sportive dure e pure sanno regalare. L'assetto fino a ora rigido e poco confortevole, si trasforma in un compagno di guida insostituibile lo sterzo privo di assistenza permette di pennellare ogni curva. Gli pneumatici ultra sportivi Yokohama A048 semislick mordono l'asfalto e non cedono di un millimetro, neanche quando il ritmo si fa davvero sostenuto. In questo frangente emerge un sano sottosterzo che aiuta a comprendere il limite della vettura, peraltro sempre assistita dall'elettronica di bordo: ABS con EBD, Traction Control ed ESP. Assolutamente entusiasmante anche la frenata, garantita da pinze AP Racing e dischi dalle generose dimensioni. In suo aiuto interviene il sistema di recupero dell'energia cinetica che supporta pure la frenata, mentre sul cruscotto un indicatore mostra in tempo reale il contributo alla ricarica della batteria.Stabilire il giusto feeling con la Tesla richiede davvero poco tempo. La reazione alla spinta sull'acceleratore è veramente intuitiva e facilmente gestibile. Più difficile invece è abituarsi alle sue brucianti accelerazioni in completo silenzio, come si stesse in una navicella spaziale.Il futuro con la Tesla è già nelle nostre mani, grazie al suo cuore pulsante che è il motore elettrico da 375 Volt, raffreddato ad aria, in grado di erogare 185 kW, ovvero 248 Cv, tra i 5.500 e gli 6.800 giri con una coppia massima di 376 Nm, disponibile da 0 a 4.500 giri. È alimentato dal pacco batterie che pesa 450 kg, composto da 6.831 celle agli ioni di litio e raffreddato a liquido. È garantito per 7 anni/60.000 km ma nel proprio ciclo di vita arriva a percorrere fino a 160.000 km. Non è prevista la sostituzione, tuttavia se il proprietario dovesse "dimenticare" di ricaricare la sua Testa per troppo tempo mandandolo in tilt, occorreranno 10.000 euro, pari a circa un decimo del costo dell'auto, che parte appunto da 99.000 euro, più Iva, per la versione base. Per un "pieno" di elettricità la Tesla, secondo quanto dichiarato dalla Casa madre, richiede 3,5 ore utilizzando però il modulo "high charge" denominato Tesla Motor Home Connector, che ha bisogno di una comune presa a 240 Volt in grado erogare almeno 15 kWh, altrimenti per arrivare all'autonomia dichiarata i tempi si allungano parecchio.Delle quattro modalità di carica, la Standard è quella predefinita, ed è anche quella in cui torna la vettura ogni volta che viene spento il quadro. La Storage invece è raccomandata nel caso in cui non si utilizzi la vettura per lunghi periodi per non danneggiare il pacco batterie. In Range la batteria è caricata al massimo livello possibile. Limita la potenza del motore al 50% e massimizza l'autonomia della vettura. Infine in Performance mode, la Roadster è in grado di erogare la massima potenza. Questa modalità porta la batteria ad una temperatura di esercizio elevata riducendone però la durata: è attivabile anche con la chiave, ruotando la stessa nel blocchetto oltre la posizione ON e una volta inserita si accende una spia "P" in blu sul cruscotto. Sia la Performance sia la Range, se usate a lungo, danneggiano la batteria.Fondamentale per il controllo e utilizzo corretto della carica è l'unità PEM (Power Electronics Module), che gestisce i flussi della potenza e monitora le temperature di esercizio della batteria.L'autonomia dichiarata per questo "gioiellino" è di 320 km, ma varia secondo il settaggio dell'erogazione dell'energia accumulata nel pacco batterie e dall'abilità del guidatore nello sfruttare il recupero dell'energia in discesa e in frenata. La Tesla è un'automobile per tutti gli usi, viaggia bene in città e fuori, può scatenarsi da vera sportiva o portare a spasso comodamente i due occupanti, intrattenendoli con l'ottimo impianto Hi-Fi, tutto senza spendere un euro e senza inquinare. La ricarica per la Testa della Energy Resource, infatti, è offerta direttamente dal sole: consumi Zero, emissioni Zero, costo Zero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di Marina Terpolilli&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.motori24.ilsole24ore.com/Prove-Guida/2009/12/tesla.php"&gt;http://www.motori24.ilsole24ore.com/Prove-Guida/2009/12/tesla.php&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2822475728488264005?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2822475728488264005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/tesla-ecco-come-va-la-supercar.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2822475728488264005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2822475728488264005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/tesla-ecco-come-va-la-supercar.html' title='Tesla, ecco come va la supercar elettrica'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyadnnKYx6I/AAAAAAAAAAs/5WcseTXPUKQ/s72-c/tesla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-4667049968137621996</id><published>2009-12-14T12:06:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T12:16:25.951-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettrica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='illusione ambientlista'/><title type='text'>AMB - Clima, l’illusione ambientalista dell’auto elettrica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyacsaEcg1I/AAAAAAAAAAk/sBJGldqx_rs/s1600-h/illusione+auto+elettrica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415187888685744978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyacsaEcg1I/AAAAAAAAAAk/sBJGldqx_rs/s320/illusione+auto+elettrica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Roma, 14 dic (Velino) - “Se la politica non si fosse messa in mezzo, se in giro non ci fosse una voglia matta di salvare il pianeta, e se si fossero dati al momento giusto due colpetti sul popò a quei discoli che giocano a fare la rivoluzione verde e terrorizzano il mondo annunciando catastrofi, di veicoli elettrici poco o nulla si parlerebbe”. È quanto scrive il giornalista Renato Calvanese nel suo studio “La quarta volta dell'auto elettrica”, un briefing paper dell’Istituto Bruno Leoni dedicato all’illusione che i veicoli elettrici possano portare a una rivoluzione ecologica nel settore dei trasporti. “Le case automobilistiche non sprecherebbero tempo e materiali per costruirli – aggiunge Calvanese -, i giornali non consumerebbero inchiostro nel descrivere l’ultimo modello concepito per l’anno in cui saremo tutti morti, e noi non ci perderemmo in chiacchiere. Sarebbe un ottimo modo di risparmiare energia”. In questi giorni, alla conferenza sul clima di Copenhagen, l’auto elettrica occupa un posto d’onore. “Mister Obama, Monsieur Sarkozy e Frau Merkel sono pronti a stanziare cifre astronomiche per vederne circolare milioni entro il 2020, quando soltanto pochi si ricorderanno delle loro parole per misurarne il fallimento – scrive Calvanese -. La politica comanda e le case automobilistiche, attirate dal profumo del denaro pubblico, si rimettono all’opera: riesumano progetti dimenticati, grattano via la ruggine dai vecchi prototipi ammonticchiati in magazzino, gli istallano a bordo qualche diavoleria tecnologica all’ultimo grido, e al primo salone dell’auto in programma presentano collezioni già viste sfilare anni prima, modelli che dovevano entrare in produzione dieci anni fa e che nel 2009 avrebbero dovuto costituire il 10 per cento dell’immatricolato mondiale”.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021865"&gt;&lt;/a&gt;Ma le promesse passate non contano e l’auto elettrica è alle porte da cent’anni. “Ogni tanto qualcuno fa irruzione nel saloon, fa un po’ di baldoria, grida al mondo che ha inventato l’auto elettrica, leva e il calice e sparisce nell’ombra – si legge nello studio -. La sbronza passa, la febbre dell’elettrico si cheta e ci si rende conto che gli unici che si sono lasciati convincere dall’avvinazzato di turno sono qualche amministrazione pubblica che spende soldi non suoi e qualche ecologista idolatra dell’ambiente più che del denaro”. Sono già quattro volte che l’auto elettrica viene spacciata come il mezzo di trasporto del futuro. La sua invenzione si deve al genio di Thomas Alva Edison all’inizio del Novecento. All’epoca a New York, Chicago e Boston c’erano un totale di 2370 auto: 1179 erano a vapore, 800 elettriche e solo 400 a benzina. “Le tre alimentazioni competevano per il primato, ciascuna presentando considerevoli vantaggi – ricorda Calvanese -. Il motore a vapore aveva la storia dalla sua parte: da tempo muoveva le navi, i treni, alimentava le industrie. Perché non poteva muovere anche le automobili? Era potente ed efficiente, poteva accelerare facilmente grazie al semplice uso di una leva e non aveva bisogno di marce. Le auto a combustione interna erano invece rumorose, puzzolenti e nonostante molti potrebbero non crederci, incredibilmente più inquinanti di quanto lo siano oggi. L’auto elettrica al contrario delle sue avversarie era silenziosa come un gattino, semplice da costruire e non puzzava. Non c’era niente da congelare o da bruciare, non c’erano gas di scarico o resti di materiali; una singola leva controllava la potenza e un’altra lo sterzo. Era senza dubbio l’auto più amata”.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021866"&gt;&lt;/a&gt;Edison si gettò in questa competizione tra i tre mezzi di trasporto dichiarando: “Le auto a benzina non hanno legittimo posto nel traffico cittadino” seguito da un perentorio: “Ho risolto il problema dell’automobile. Ne posso costruire una talmente veloce che un uomo non può sedervi sopra. La velocità delle macchine a batterie può essere illimitata”. Nel 1909 diede l’annuncio che finalmente ce l’aveva fatta. “In un certo senso aveva ragione – ricorda Calvanese -: la carica durava fino a 160 chilometri, la batteria era più leggera della vecchia, poteva essere ricaricata nella metà del tempo, resisteva alla decomposizione e durava dalle tre alle dieci volte più di quelle acide”. Nel secondo decennio del Novecento l’auto a vapore si ritirò dalle scene e il duello si restrinse a due soli rivali: elettrico e benzina. Nel 1912 furono 34 mila i veicoli elettrici venduti. Ma l’anno successivo Ford iniziò a vendere il suo Modello T a soli 550 dollari (11.819 dollari d’oggi) e l’auto elettrica, incapace di trasformarsi in auto di massa, pian piano sparì dalle strade. “La guerra tra Michigan e New York, tra il cuore dell’America imbrattato dai fumi e l’East Cost dall’anima elettrica era terminata. Ford aveva vinto - scrive Calvanese -. Edison perse la sua corsa. Nell’impresa aveva speso milioni di dollari. Perlomeno erano i suoi. Quella fu l’unica volta che l’idea dell’auto elettrica venne totalmente sussidiata da fondi privati”.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021867"&gt;&lt;/a&gt;Un ritorno di fiamma per l’auto elettrica si ebbe, sempre Oltreoceano, negli anni Sessanta e Settanta favorito dall’avvento dell’era hippy e dalla crisi petrolifera del 1973: pochi però i modelli venduti e anche esteticamente inguardabili. “La terza volta dell’elettrico iniziò nel pieno della psicosi collettiva per le piogge acide e per il buco dell’ozono – ricorda Calvanese -. In tutto il mondo fu fatto divieto di mettersi la lacca nei capelli, deodorarsi e impomatarsi”. Nel 1990 in America cominciò la caccia alle emissioni dei veicoli a motore e il Carb, l’Agenzia per l’aria pulita californiana, dettò per la prima volta la linea ai reparti di ricerca e sviluppo delle grandi motor company americane: entro il 2003 il 10 per cento delle auto vendute in California da parte delle sette più grandi compagnie avrebbe dovuto essere a emissione zero. “A distanza di anni gli obiettivi e i metodi del Carb appaiono capricci sotto forma di legge, fantasie di bambini travestite da studi e proiezioni . osserva Calvanese -. Il Carb desiderava l’auto a zero emissioni e pensava fosse pronta. Si sbagliava”. Anche il governo federale americano decise di muoversi per favorire la rivoluzione verde. Nel 1993 Clinton e Gore stanziarono 1,25 miliardi di dollari per stabilire la leadership americana nello sviluppo e nella produzione di veicoli economici, efficienti e a basse emissioni. “Il risultato di questo programma denominato Pngv, Partnership for a New Generation of Vehicles fu una barzelletta. Per contenere al minimo i consumi le case svilupparono dei prototipi che fin dall’inizio sapevano che non sarebbero mai riusciti a commercializzare. Accoppiarono infatti un motore elettrico ad un motore diesel facendo lievitare enormemente il prezzo finale del veicolo. Nessun modello fu avviato alla produzione”. Anzi, le motor company iniziarono a invadere gli Usa con i mastodontici Suv. “Tutte le previsioni sull’elettrica formulate negli anni Novanta risultarono sbagliate. L’auto elettrica morì una terza volta, sempre in America”, sottolinea Calvanese e “tanto grossa era stata la cantonata sull’elettrico che neanche a Clinton nel 2004, parlando degli standard delle emissioni tossiche delle auto venne più in mente di parlare di auto elettriche”.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021868"&gt;&lt;/a&gt;Morta per la terza volta l’auto elettrica, si cominciò a parlare di quella a idrogeno (doveva essere pronta per il 2010 e invece di recente gli esperti hanno fatto sapere che non se ne parlerà prima di altri dieci anni) e di benzina tirata fuori, scrive Calvanese, “dal mais, dalle barbabietole, dalla colza, dalle palme, dai girasoli, dal bolo alimentare, dal pappone dei cani”. Oggi, rispetto all’epoca di Edison, esistono tanti modelli di auto elettrica che è pure difficile avere bene a mente di cosa si stia parlando. C’è quella ibrida elettrica, che abbina un piccolo motore elettrico con uno a benzina, che dal 1997 a oggi ha venduto più di un milione di esemplari, soprattutto in Nord America e Giappone. “Scarsa la diffusione in Europa – rileva Calvanese - dove i consumi e le emissioni delle ibride vengono eguagliati dai migliori motori diesel, combustibile da tempo bandito sia a Washington che a Tokyo”. C’è poi l’auto totalmente elettrica “dotata solo di batterie che una volta scariche provocano l’arresto completo del mezzo e la digitazione del numero del soccorso stradale. A quel punto urge una presa di corrente domestica per ricaricarla in 6-8 ore, un po’ come fosse un cellulare”. Vi è poi quella denominata ibrida plug-in che combina un motore a combustione interna con un motore elettrico di maggiore capacità rispetto a quello di una semplice ibrida.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021869"&gt;&lt;/a&gt;“Non è il mercato che chiede l’auto elettrica ma è la politica a pretenderla”, commenta Calvanese che evidenzia come oggi il presidente Barack Obama “da buon liberal col pallino per l’ambiente è convinto che i consumatori americani abbracceranno il progetto di auto elettrica a condizione che il governò aiuti le case a sostenere gli alti costi per produrle”. Così dall’autunno 2008 è cominciato lo stanziamento di 25 miliardi di dollari in forma di prestiti alle industrie che promettono di abbassare i consumi dei loro modelli, mentre Obama ha annunciato finanziamenti anche alle fabbriche che progettano e costruiscono batterie, “tassello indispensabile per completare la filiera dell’elettrico che nella mente del presidente darà la leadership dell’auto agli Usa negli anni a venire”. Ma la sbronza dell’auto elettrica sta coinvolgendo anche l’Europa. La Francia ha proclamato per mezzo del ministro dell’Energia l’obiettivo di due milioni di veicoli elettrici venduti entro il 2020 e la Germania ha presentato un piano per promuovere l’acquisto di un milione di auto elettriche entro lo stesso anno. “Se la politica di mestiere spara numeri a casaccio e incrocia le dita, altrettanto, ma con maggiore accortezza, fanno gli evanescenti uffici di statistica”, sottolinea Calvanese che prosegue: “A fare compagnia agli entusiasmi della politica ci pensano le case automobilistiche, specializzatesi sempre più in produzione di annunci e proclami” riguardanti prototipi di cui nessuno sa se verranno realizzati o meno.&lt;br /&gt;&lt;a name="news_id_1021870"&gt;&lt;/a&gt;Nonostante gli sforzi fatti nella tecnologia, i problemi dell’auto elettrica restano gli stessi di dieci anni fa: l’autonomia e la ricarica. “Una batteria al litio installata sul telaio di una normale berlina – scrive Calvanese - non assicura più di 150 chilometri di autonomia e una ricarica completa da una presa domestica avverrà in non meno di sei ore. Per di più la macchina costerà tra il 30 e il 40 per cento in più del corrispettivo modello a benzina”. Allora, perché nonostante queste controindicazioni il mito dell’auto elettrica seguita a riscuotere successo? “Forse questa è un’epoca che ha voglia di un po’ di rivoluzione, rossa o verde che sia – commenta Calvanese -. Oggi sembra non bastare più l’approccio riformista, l’innovazione. Non basta studiare lo scorrere di un grafico che ci ricorda che una macchina prodotta negli anni settanta inquinava come cento odierne, o che le motorizzazioni Euro 4 hanno abbattuto quasi del 90 per cento le emissioni inquinanti delle vecchie Euro 0. Non basta dire che una piccola berlina con motorizzazione diesel di oggi consuma quasi 4 litri per 100 chilometri (ossia quanto l’ibrida Toyota Prius), ha emissioni di CO2 sotto la soglia dei 90 grammi per chilometro e un prezzo accessibile. Non basta dire che la diffusione di un motore diesel di nuova generazione, una tecnologia già pronta, già collaudata, disponibile al costo di un leggero sovrapprezzo, produrrebbe un calo di consumi di petrolio e una diminuzione sostanziosa delle emissioni inquinanti. Evidentemente non basta. Migliorare non basta. Se il rivoluzionario crede che il mondo stia davvero per collassare allora non basta. Se i ghiacciai davvero si sciolgono, sei i pinguini davvero emigrano e se è vero che tra le foche si diffonde la piaga del divorzio, allora quello che di buono già c’è e che potrebbe aiutarci a migliorare le cose non basta. Se tutto questo sta davvero accadendo allora non resta che gridare ‘vive la révolution’, ‘vive l’auto electrique’”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Emanuele Gatto) 14 dic 2009 19:40&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ilvelino.it/"&gt;http://www.ilvelino.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-4667049968137621996?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/4667049968137621996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/amb-clima-lillusione-ambientalista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4667049968137621996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4667049968137621996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/amb-clima-lillusione-ambientalista.html' title='AMB - Clima, l’illusione ambientalista dell’auto elettrica'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyacsaEcg1I/AAAAAAAAAAk/sBJGldqx_rs/s72-c/illusione+auto+elettrica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7891664742303252910</id><published>2009-12-13T02:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T02:17:04.700-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='skilift a energia solare'/><title type='text'>Il primo skilift a energia solare</title><content type='html'>Arriva il primo impianto di risalita al mondo a impatto zero. &lt;a href="http://www.presse.tirol.at/xxl/it/pressedienst/_id/1233543/index.html" target="_blank"&gt;Sonnenlift&lt;/a&gt;, letteralmente “skilift del sole”, si trova nel comprensorio sciistico tirolese SkiWelt Wilder Kaiser-Brixental, non lontano da Kizbühel. Completamente alimentato a energia solare, grazie a un impianto di celle solari di 105 metri quadri, che è stato posizionato sulla grande parete esterna della nuova stazione della sciovia. Grazie al deposito TIWAG della Regione, l’energia ricavata viene immagazzinata per garantire il completo funzionamento dell’impianto, anche nei giorni senza sole. Arrivando addirittura ad avere degli accumuli extra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://atcasa.corriere.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7891664742303252910?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7891664742303252910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-primo-skilift-energia-solare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7891664742303252910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7891664742303252910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-primo-skilift-energia-solare.html' title='Il primo skilift a energia solare'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5303936333081276297</id><published>2009-12-12T05:24:00.001-08:00</published><updated>2009-12-12T05:26:27.535-08:00</updated><title type='text'>http://solar-flight.com/sunseekerII/index.html</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-5303936333081276297?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/5303936333081276297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpsolar-flightcomsunseekerii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5303936333081276297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5303936333081276297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpsolar-flightcomsunseekerii.html' title='http://solar-flight.com/sunseekerII/index.html'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-3991817608169132393</id><published>2009-12-12T05:03:00.000-08:00</published><updated>2009-12-12T05:06:29.140-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Citroën C-Zero'/><title type='text'>La Citroën C-Zero pronta per la strada</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyOVJZiYjVI/AAAAAAAAAAc/dzGUKNui-hk/s1600-h/152737_1212_P26_EcoCom_A030_F01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414335165735931218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 112px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyOVJZiYjVI/AAAAAAAAAAc/dzGUKNui-hk/s320/152737_1212_P26_EcoCom_A030_F01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Equilibrio. Al Cop 15 di Copenaghen è la parola d’ordine, che in questo caso fa rima con compromesso: tra Stati Uniti e Cina, rappresentanti delle esigenze dei paesi ricchi da una parte ed emergenti dall’altra. Ma anche tra i costi del riscaldamento globale e quelli necessari per alimentare le politiche per contrastarlo. Un compromesso da raggiungere nei 6 giorni mancanti alla conclusione del vertice e reso complicato dall’infinita variabilità dei numeri, spesso discordanti, presentati da scienziati e rappresentati dei 192 paesi. Comunque vada il sacrificio maggiore sarà chiesto al settore dei trasporti, con l’auto a marciare spedita verso l’emissione zero. La preoccupazione maggiore si chiama Cina: le 15 auto ogni 1.000 abitanti di oggi (in Italia siamo a 616) sono destinate ad aumentare rapidamente come dimostrano i dati del mercato di novembre con 14,2 milioni di unità e una crescita, rispetto allo stesso mese del 2008, del 98%.&lt;br /&gt;La novità è questa volta nella risposta iniziale, già pronta: piccole elettriche gialle sono già a disposizione dei cittadini di Copenaghen (che sembrano però preferire le biciclette), ma soprattutto arriveranno presto alla produzione di serie. È il caso di Psa che a pochi metri dal Cop 15 presenta in anteprima la Citroen C-Zero confermando l’obiettivo del ceo Philippe Varin: la leadership in Europa del mercato delle elettriche. Per questo a giugno è stata siglato l’accordo con Mitsubishi (ora si punterebbe ad acquisirne il 30–50% delle azioni) che ha portato in “dote” la i-MiEV da cui deriva la C-Zero, e si è creata una business unit interessata a nuove formule per fare profitti e portare redditività alla rete con un’auto quasi a manutenzione zero, senza motore, olio, marmitta, e con un’usura limitata dei freni.&lt;br /&gt;Una sfida nella sfida. Nel frattempo l’auto elettrica è sempre più matura, a sentire Psa che dichiara per la Citroen C-Zero 130 km d’autonomia e batterie garantite per 1.500 cicli di carica, pari a circa 150mila km dopo i quali comunque, la capacità è ancora l’80% di quella di partenza. Restano le incognite sulle batterie: il litio raddoppia la capacità energetica rispetto alle batterie al nichel e idruri metallici, ma è ancora troppo bassa, e i 16 kWh della C-Zero corrispondono a circa 6 litri di benzina. Le frequenti accelerazioni poi, insieme al condizionatore acceso, “stressano” velocemente le batterie portando l’autonomia alla soglia psicologica dei 100 km e limitando il campo di uso alla città. Poi i costi: 500 €/kW equivalgono per la C-Zero a 8.000 euro, tanto che la i-MiEv costa in Giappone circa 33.000 euro. È chiaro dunque che senza gli incentivi, Psa parla di almeno 5.000 euro, l’auto elettrica rischia di non arrivare mai in concessionaria. Così com’è anche chiaro che i rappresentati del Cop15 dovranno impegnarsi a realizzare una rete diffusa di punti di ricarica nelle città.&lt;br /&gt;Se tutte le promesse saranno rispettate, Psa ipotizza l’1,5% di auto elettriche sul totale mercato nel 2015, per salire al 4,5% nel 2020. In particolare gli obiettivi della Psa sono 100-150.000 unità tra le gemelle Citroen C-Zero e iOn di Peugeot, a fine ciclo della vettura nel 2015. La C-Zero arriverà a fine 2010 per le flotte e nel 2012 per i clienti privati. Numeri da nicchia, ma un primo passo verso quella che anche al Cop15 appare come una rivoluzione culturale più che tecnologica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.libero-news.it/"&gt;www.libero-news.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;12/12/09&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-3991817608169132393?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/3991817608169132393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/la-citroen-c-zero-pronta-per-la-strada.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3991817608169132393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3991817608169132393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/la-citroen-c-zero-pronta-per-la-strada.html' title='La Citroën C-Zero pronta per la strada'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyOVJZiYjVI/AAAAAAAAAAc/dzGUKNui-hk/s72-c/152737_1212_P26_EcoCom_A030_F01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2823977143950580685</id><published>2009-12-11T04:47:00.000-08:00</published><updated>2009-12-11T04:48:46.553-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettrica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zapatero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spagna'/><title type='text'>Zapatero, ddl economia sostenibile</title><content type='html'>20mld per auto elettrica, autonomia energetica, riciclo acque (ANSA) - MADRID, 2 DIC -Jose' Luis Zapatero ha presentato in parlamento un ddl sull'economia sostenibile che punta entro il 2010 a modifiche del sistema produttivo.Il progetto del premier spagnolo destina 20 mld di euro a progetti ambientali o di riduzione di impatto ambientale, introduce gradualmente l'auto elettrica, rende autonomi energeticamente gli edifici pubblici, gestire le acque favorendone il riutilizzo. Il pacchetto comprende pure il raggiungimento di ridurre del 20% entro il 2020 i gas serra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/"&gt;www.ansa.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;02 Dic 19:43&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2823977143950580685?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2823977143950580685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/zapatero-ddl-economia-sostenibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2823977143950580685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2823977143950580685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/zapatero-ddl-economia-sostenibile.html' title='Zapatero, ddl economia sostenibile'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-9043310496940394008</id><published>2009-12-11T04:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-11T04:45:03.041-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VOLT'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='GM elettrica'/><title type='text'>General Motors a Detroit investe per l'elettrica VOLT</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI-ww86gYI/AAAAAAAAAAU/AIu0iyLe6nc/s1600-h/GM+VOLT.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413958709547794818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI-ww86gYI/AAAAAAAAAAU/AIu0iyLe6nc/s320/GM+VOLT.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Gruppo General Motors investirà 336 milioni di dollari per assemblare l'elettrica Chevrolet Volt nello stabilimento centrale di Detroit a partire dal prossimo anno. La fabbrica di Detroit/Hamtramck (inaugurata nel 1985, vi sono impiegati 1.200 lavoratori) ospiterà inizialmente anche l'assemblaggio della Ampera, la corrispettiva versione della Opel, che sarà poi quasi certamente trasferita nell'impianto Vauxhall di Ellesmere Port. I componenti della Volt arriveranno a Detroit da altri siti americani. In particolare, le batterie agli ioni di litio si costruiranno a Brownstown Township.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.quattroruote.it/"&gt;http://www.quattroruote.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;11/12/09&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-9043310496940394008?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/9043310496940394008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/general-motors-detroit-investe-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9043310496940394008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/9043310496940394008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/general-motors-detroit-investe-per.html' title='General Motors a Detroit investe per l&apos;elettrica VOLT'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI-ww86gYI/AAAAAAAAAAU/AIu0iyLe6nc/s72-c/GM+VOLT.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-714616803695377467</id><published>2009-12-11T04:38:00.000-08:00</published><updated>2009-12-11T04:41:03.111-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mercedes'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idrogeno'/><title type='text'>Idrogeno? Mercedes ci crede ancora</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI9zHedUpI/AAAAAAAAAAM/zOKDzDD-WnA/s1600-h/mercedes+idrogeno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413957650442179218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI9zHedUpI/AAAAAAAAAAM/zOKDzDD-WnA/s320/mercedes+idrogeno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La Mercedes opera su più fronti nell’ecomobilità. Da una parte lo sviluppo dell’auto elettrica, che si è concretato con la messa in produzione della Smart fortwo electric drive (per ora mille unità/anno affidate in noleggio a clienti selezionati), dall’altra quello della vettura a idrogeno, che, in fondo, porta al medesimo risultato. In effetti, si ha un veicolo a emissioni zero, ma la corrente è fornita non da una presa casalinga o da colonnine speciali, bensì da un sistema di fuel cells, o pile a combustibile, alimentate a idrogeno, che forniscono l’energia a un motore elettrico. E’ un’altra via, che si inserisce in un articolato programma che la Casa tedesca sta portando avanti da anni con un notevole impegno finanziario e con partners di vario tipo (altri costruttori, aziende di componenti, enti e istituzioni). In sostanza, ragionano in Mercedes, noi dobbiamo fornire veicoli a zero emissioni capaci di coprire tutte le esigenze di trasporto. La Smart per le aree urbane, ma anche modelli capaci di percorrere distanze paragonabili a quelle dei mezzi con motori a benzina o gasolio per non parlare del settore dei camion e dei bus.In questa ottica ecco partire la sperimentazione di una Classe B molto speciale, la F-Cell, cui farà seguito anche una analoga versione della Classe A. La Classe B F-Cell verrà prodotta in 200 esemplari e affidata in primavera ad altrettanti clienti europei e americani per ricavere uma massa di informazioni preziose.Se la piccola Smart ha una autonomia di 135 km, più che sufficienti per un uso quotidiano in città (dove si percorrono mediamente ogni giorno 40-60 km), la Classe B F-Cell, dotata di un motore elettrico da 100 kW (136 Cv) con una coppia di 290 Nm, può muoversi per circa 400 km. Può raggiungere i 170 l’ora e consuma l’equivalente di 3,3 litri di gasolio per 100 km. Il sistema (motore elettrico anteriore, batteria agli ioni di litio, tre serbatoi di idrogeno allo stato gassoso, compresso a 700 bar, pacco di fuel cells) è distribuito nella struttura della vettura in modo da non penalizzare nè l’abitacolo nè le capacità di trasporto. In apparenza è una Classe B normale e si guida con altrettanto divertimento.La Mercedes insiste, dunque, mentre la Bmw ha comunicato di lasciare la sfida, impostata per altro in termini diversi: l’idrogeno (liquefatto) veniva usato sulle Serie 7 sperimentali come carburante alternativo alla benzina. A Stoccarda, però, non si nascondono che il vero problema consiste nel creare una adeguata rete di rifornimento. In Germania, considerata all’avanguardia, esistono solo 32 stazioni di rifornimento, delle quali appena 7 aperte al pubblico. Ci sono vari piani di sviluppo, ma i tempi si annunciano molto lunghi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;MICHELE FENU&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/"&gt;http://www.lastampa.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;11/12/09&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-714616803695377467?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/714616803695377467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/idrogeno-mercedes-ci-crede-ancora.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/714616803695377467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/714616803695377467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/idrogeno-mercedes-ci-crede-ancora.html' title='Idrogeno? Mercedes ci crede ancora'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry7z1hEclgs/SyI9zHedUpI/AAAAAAAAAAM/zOKDzDD-WnA/s72-c/mercedes+idrogeno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-7130742437917613489</id><published>2009-12-10T07:18:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.496-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettriche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nissan Leaf'/><title type='text'>Auto elettriche. Nissan Leaf</title><content type='html'>Nissan ha svelato (guardian.co.uk) ciò che sostiene essere la prima auto elettrica di massa al mondo, una cinque porte con portellone, dalle dimensioni di auto per la famiglia di dimensioni, una percorrenza massima di 160 chilometri 00 miglia e una velocità massima di circa 140 km/h all'ora, sarà in vendita in Gran Bretagna, Europa, USA e Giappone entro la fine del prossimo anno al prezzo (stimato) di 12/18 mila euro. Il costruttore giapponese ha annunciato il mese scorso che aveva scelto il suo stabilimento di Sunderland (&lt;a href="http://mondoelettrico.blogspot.com/2009/07/nuovi-stabilimenti-di-batterie-al-litio.html"&gt;qui&lt;/a&gt;) per fare batterie agli ioni di litio per il mercato europeo con un nuovo impianto investendo £ 235 milioni di euro. Uno stabilimento per la produzione di auto elettriche per il mercato europeo sarà realizzato in Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: guardian.co.uk&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-7130742437917613489?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/7130742437917613489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/auto-elettriche-nissan-leaf.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7130742437917613489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/7130742437917613489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/auto-elettriche-nissan-leaf.html' title='Auto elettriche. Nissan Leaf'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2028339405319068986</id><published>2009-12-10T07:05:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.514-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impianti fotovoltaici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='celle solari'/><title type='text'>http://www.ilportaledelsole.it</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2028339405319068986?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2028339405319068986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpwwwilportaledelsoleit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2028339405319068986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2028339405319068986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpwwwilportaledelsoleit.html' title='http://www.ilportaledelsole.it'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-5759510356069293052</id><published>2009-12-10T06:58:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.522-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia solare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aereo'/><title type='text'>http://www.solarimpulse.com</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-5759510356069293052?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/5759510356069293052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpwwwsolarimpulsecom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5759510356069293052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/5759510356069293052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/httpwwwsolarimpulsecom.html' title='http://www.solarimpulse.com'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2221423026989818358</id><published>2009-12-10T05:21:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.531-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto elettriche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='WWF'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologiche'/><title type='text'>Le auto elettriche? Non sono così ecologiche, lo dice il Wwf</title><content type='html'>La critica, supportata da un'indagine assai dettagliata, arriva proprio dall'organismo per eccellenza per la tutela e il rispetto dell'ambiente, la &lt;a href="http://www.wwf.de/downloads/publikationsdatenbank/ddds/30496/" target=""&gt;World Wildlife Foundation&lt;/a&gt;, il Wwf. Lo studio, reso noto a fine marzo dalla filiale tedesca della fondazione (verrà diffuso su scala internazionale, in inglese, in estate) e condotto dall'Istituto specializzato in materie di energie alternative Izes, ha per oggetto le auto elettriche e più precisamente i benefici - o per meglio dire gli impatti - da queste generati. Le risultanze dell'indagine non faranno troppo contente le autorità tedesche, perché la Germania, al pari degli Stati Uniti, persegue obiettivi molto ambiziosi per ciò che concerne la diffusione delle cosiddette "green car": un milione fra veicoli elettrici ed ibridi entro il 2020 è il target prefissato, rispetto a un attuale parco circolante di circa 21 milioni di auto. In estrema sintesi il Wwf afferma che le auto alimentate con energia elettrica o rinnovabile riducono solo marginalmente la produzione di gas serra. Lo studio mette infatti in evidenza come, nello scenario migliore possibile - con un milione di auto "verdi" sulle strade e calcolando per queste la massima distanza percorribile in chilometri - la riduzione delle emissioni di diossido di carbonio nell'atmosfera sarebbe solo dell'1% se misurato nell'ambito del settore trasporti e dello 0,1% se rapportato al volume globale di emissioni nocive della nazione. Il tanto declamato sforzo di governi e case automobilistiche per limitare l'inquinamento provocato dal traffico automobilistico sarebbe quindi, secondo il Wwf, parecchio aleatorio. E lo sarebbe ancora di più nello scenario peggiore ipotizzabile, e cioè quello della presenza di molti veicoli alimentati a corrente elettrica nelle condizioni di essere "ricaricati" ogni sera, eventualità che aumenterebbe di molto i consumi energetici in un momento della giornata già particolarmente critico. Oggi, questo l'appunto che muove lo studio, il piano ecologico del governo tedesco prevede l'utilizzo del carbone quale fonte primaria per produrre l'extra energia necessaria per le auto elettriche: così facendo le emissioni di diossido di carbonio sarebbero addirittura superiori a quelle generate dall'utilizzo del classico carburante. Urge quindi trovare soluzioni alternative alla voce fonti di energia semplicemente perché un'auto dotata di batterie agli ioni di litio alimentate da energia prodotta dal carbone potrebbe diffondere nell'aria oltre 200 grammi di sostanze nocive per chilometro percorso, rispetto ai 160 grammi (valore medio calcolato su scala europea) delle macchine a benzina e ai 95 grammi di diossido di carbonio che costituiscono l'obiettivo per il 2020 fissato il dicembre scorso dalla &lt;a href="http://ec.europa.eu/environment/air/transport/co2/co2_home.htm" target=""&gt;Ue&lt;/a&gt; .La lobby delle green car americana: "gli Usa non corrono rischi"Oltre alle critiche, lo studio non lesina comunque riflessioni e suggerimenti e mette in proposito l'accento sui sistemi intelligenti deputati a rilevare i fabbisogni di energia per le auto elettriche e le apparecchiature di ricarica delle batterie, che potrebbero ridurre i picchi di consumi altrimenti difficilmente evitabili. Con un milione di veicoli alimentati a corrente in circolazione, in ogni caso, le sole tecnologie non basterebbero e servirebbe un'elevata quantità di elettricità stanziata appositamente per le "green car". L'assunto finale dello studio è in definitiva il seguente: solo producendo molta energia da fonti rinnovabili per alimentare le auto elettriche si possono ridurre le emissioni di Co2 su larga scala e non solo in termini di minore inquinamento provocato dal singolo individuo. Non tutti sono però di questo avviso e negli Stati Uniti - l'Amministrazione Obama ha fissato l'obiettivo del milione di veicoli verdi entro il 2015 – ha preso parola la Electric Drive Transportation Association (Edta), la lobby dei costruttori di auto elettriche a stelle e strisce: il rischio denunciato dal Wwf, questo il commento rilasciato dai portavoce, non troverà riscontri negli Usa e c'è uno studio dell'&lt;a href="http://my.epri.com/portal/server.pt" target=""&gt;Electric Power Research Institute &lt;/a&gt;a dimostrare che ogni Stato americano ridurrà le emissioni di gas serra con l'introduzione delle "green car". La questione è aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.motori24.ilsole24ore.com/"&gt;http://www.motori24.ilsole24ore.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 maggio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2221423026989818358?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2221423026989818358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/le-auto-elettriche-non-sono-cosi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2221423026989818358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2221423026989818358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/le-auto-elettriche-non-sono-cosi.html' title='Le auto elettriche? Non sono così ecologiche, lo dice il Wwf'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-3541576272889154437</id><published>2009-12-10T05:13:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.539-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='i-MiEV'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mitsubishi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mitsubishi innovative Electric Vehicle'/><title type='text'>Il futuro dell'auto elettrica passa dalla i-MiEV</title><content type='html'>In Giappone è già stata definita la vettura che segnerà il cammino dei prossimi 100 anni di storia dell'automobile. È la Mitsubishi i-MiEV (acronimo di Mitsubishi innovative Electric Vehicle), auto totalmente elettrica a zero emissioni di CO2. Offre 4 comodi posti in meno di 3,5 metri di lunghezza, vanta un'autonomia di 144 km, è alimentata da batterie agli ioni di litio (grazie alla joint venture con GS Yuasa e Mitsubishi Corp.), è facilmente ricaricabile attraverso una normale presa di corrente da 220 V (ci vogliono 7 ore per una ricarica completa a soli 2 Euro), ha costi di manutenzione bassi e viaggia nel più totale silenzio. Il suffisso i- è stato aggiunto al nome che ha contraddistinto i modelli sperimentali per caratterizzare la versione di serie. L'abbinamento dell'alimentazione elettrica Mitsubishi ad una citycar si spiega con il fatto che quest'ultima risponde immediatamente alle esigenze di utilizzo dei grandi centri urbani dove è anche più agevole la realizzazione di infrastrutture ad hoc.Con i-MiEV, la Casa si conferma all'avanguardia nello sviluppo proprio di auto elettriche. Un impegno quarantennale per rispondere alle sfide dell'industria auto come inquinamento, riscaldamento globale ed esaurimento delle risorse energetiche derivate dal petrolio. Il suo primo veicolo elettrico risale al 1971 quando la società fornì 150 esemplari tra Mini Cab EV e Minica Van EV alle compagnie elettriche e al Governo nipponico. La ricerca è proseguita con le versioni EV di Delica, Libero, FTO, Eclipse e Colt fino ad arrivare alla i-MiEV. La vettura è già stata consegnata ad aziende del Sol Levante in giugno (le Poste il primo ente ad utilizzarla), mentre l'introduzione in Europa è prevista per fine 2010. Nell'esercizio fiscale in corso, i-MiEV sarà distribuita in 1.400 unità con contratti di leasing, principalmente a imprese e autorità locali.Mitsubishi i-MiEV ha una architettura a motore posteriore centrale, la sistemazione del propulsore elettrico è davanti all'assale posteriore, permettendo un ampio abitacolo, ed è stato ricavato grande spazio per l'alloggiamento delle batterie (poste sotto il pianale, hanno una capacità massima di 16 kWh), consentendo un'autonomia sufficiente per le esigenze di un gran numero di utenti. Il motore della i-MiEV è un elettrico da 64 CV con coppia di 180 Nm sincrono a magneti permanenti efficienti per una velocità di 130 km/h. A bordo, spicca il quadro strumenti che, tra le altre funzioni, indica la posizione della leva del cambio e il livello di carica delle batterie in alto a sinistra, la scritta ''ready'' a sinistra quando la vettura è pronta a partire e al centro l'indicatore di ricarica in rilascio.Mitsubishi sta portando avanti un progetto di diffusione della sua elettrica che prevede varie presentazioni stampa e la fornitura di alcune unità ad enti e Governi che finanziano la mobilità sostenibile (ultimo esempio la fornitura di 4 i-MiEV al Principato di Monaco). La versione dell'elettrica adattata per i mercati europei dispone di serie di equipaggiamenti quali ABS, brake assist, ESP, airbag frontali, laterali e a tendina, servosterzo elettrico, fari posteriori a Led, sospensioni anteriori McPherson e posteriori multilink, climatizzatore, sensore luci e volante e leva cambio in pelle. Il prezzo di vendita è stimato attorno ai 30.000 Euro, ma non è escluso che si adotti qualche soluzione finanziaria per agevolare la diffusione. Mitsubishi garantisce le batterie di i-MiEV per dieci anni o 150 mila km. Il punto di pareggio economico si raggiunge dopo 10 anni di utilizzo con una percorrenza media di 15.000 km/anno, mentre dal punto di vista ambientale il beneficio è immediato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A cura di Autolink News&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-3541576272889154437?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/3541576272889154437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-futuro-dell-elettrica-passa-dalla-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3541576272889154437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/3541576272889154437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-futuro-dell-elettrica-passa-dalla-i.html' title='Il futuro dell&amp;#39;auto elettrica passa dalla i-MiEV'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-4565529480058416658</id><published>2009-12-08T12:46:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.548-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia solare nell&apos;auto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='panelli fotovoltaici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pannelli solari'/><title type='text'>Il futuro dell'energia solare nell'auto</title><content type='html'>Le prospettive di sviluppo dell'energia solare sono al centro di una recente ricerca di Frost &amp;amp; Sullivan. Nello studio "Executive Analysis of the Market for Solar Technology Applications in the European Automotive Industry" vengono prese in esame le celle solari al polisilicone, thin film e di terza generazione e le loro possibili applicazioni future. Uno scenario che và ben oltre il semplice impiego attuale dei pannelli fotovoltaici per fornire aria condizionata all'interno delle auto. Affrontate anche le critiche odierne che vedono nell'auto elettrica una maggiore fonte di consumi energetici, problema risolvibile attraverso energie alternative come il solare e l'eolico per la ricarica delle batterie o con la realizzazione di impianti alimentati dall'elettricità generata da una rete solare o da stazioni di ricarica ad energia solare. Attualmente le celle solari non sono una delle soluzioni migliori a causa del rapporto tra l'alto costo e la resa in termini di emissione energetica. Con le nuove tecnologie però la situazione potrebbe evolversi con un netto miglioramento di questo rapporto aumentando così la competitività delle celle solari nelle applicazioni automotive. "Le celle solari arriveranno presto a costare quanto le altre forme di energia di rete - spiega l'analista di Frost &amp;amp; Sullivan Roshan Devadoss -. La parità di rete si ottiene quando il costo dell'energia generata dalle celle solari equivale a quello generato usando il nucleare o gli idrocarburi. Una volta raggiunta questa parità, le celle solari smetteranno di essere un maggior costo e porteranno alla creazione di soluzioni per le auto a basso prezzo".&lt;br /&gt;Oltre ai costi, uno dei maggiori limiti all'uso delle celle solari nell'industria automobilistica è il peso poiché i pannelli solari al polisilicone sono pesanti come sottolineato dallo stesso Devadoss "I pannelli al polisilicone fanno aumentare il peso del veicolo e portano a maggiori costi operativi". Però oltre alle celle al polisilicone, esiste una soluzione alternativa, ovvero le celle thin film, che possono vantare doti di grande flessibilità e leggerezza e le case automobilistiche sono già al lavoro per perfezionare questa tecnologia. Bisogna però tenere conto che tra gli svantaggi di questa tecnologia c'è la bassa efficienza energetica, fenomeno contrastabile con la possibilità e la facilità delle celle solari thin film di coprire superfici più ampie "La ricerca ha portato allo sviluppo di tecnologie thin film e di terza generazione più leggere, robuste e flessibili - conclude Devadoss - ma queste rimangono comunque meno efficienti del polisilicone". I prototipi già sono al lavoro e in un futuro abbastanza prossimo le celle solari di terza generazione saranno utilizzate, oltre che sul tetto, portiere e finestrini anche all'interno del veicolo. (m. r.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/"&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;27 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-4565529480058416658?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/4565529480058416658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-futuro-dell-solare-nell.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4565529480058416658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/4565529480058416658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/il-futuro-dell-solare-nell.html' title='Il futuro dell&amp;#39;energia solare nell&amp;#39;auto'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-2949786024360180798</id><published>2009-12-08T06:34:00.000-08:00</published><updated>2009-12-12T05:15:53.971-08:00</updated><title type='text'>«Nel Lazio due nuove centrali nucleari»</title><content type='html'>La denuncia dei Verdi: uno studio dell'Enel ha individuato i siti di Montalto di Castro e Borgo Sabotino&lt;br /&gt;Un'immagine d'archivio del 1998 dei lavori di costruzione della centrale nucleare di Montalto di Castro (Ansa)ROMA - Quattro nuove centrali nucleari. E due proprio vicino a Roma. La denuncia è dei Verdi che rivelano uno studio inviato dall'Enel al Governo, in cui sarebbero stati individuati i siti per la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.&lt;br /&gt;NEL LAZIO - Secondo i Verdi, il Lazio ospiterebbe due nuove centrali nucleari: a Montalto di Castro, vicino Civitavecchia, e Borgo Sabotino (Latina). Ma allo studio ci sarebbero anche altri siti: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli ), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia). «Le aree sono idonee, secondo l'Enel, - spiega il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli - perché vicine a zone costiere e ai fiumi, poiché come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari».&lt;br /&gt;IL PRESIDIO - E Bonelli annuncia: «Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta portando l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel Paese dura battaglia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilcorriere.it/"&gt;http://www.ilcorriere.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;08 dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-2949786024360180798?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/2949786024360180798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/nel-lazio-due-nuove-centrali-nucleari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2949786024360180798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/2949786024360180798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/nel-lazio-due-nuove-centrali-nucleari.html' title='«Nel Lazio due nuove centrali nucleari»'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6672568416541776181.post-830917071266463376</id><published>2009-12-08T04:02:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T11:20:09.506-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energie rinnovabili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Unione Europea'/><title type='text'>UE ed energie rinnovabili</title><content type='html'>Per l'Italia l'intesa europea a contrasto dei cambiamenti climatici si deve interpretare in una politica seria e concentrata sui controlli dei consumi di energia e sull'energia alternativa. C'è la necessità di cambiare profondamente il complesso produttivo energetico per un impegno di notevole respiro. In riguardo all'energia vi è una grande intenzione comune di operare sia sul risparmio, sia sulle energie rinnovabili con un sacrificio unico nell'Ue. L'Unione Europea, si batterà per scopi obbliganti di consumo di energie rinnovabili pari al 20% entro il 2020. In relazione agli scopi generali prefissati saranno programmati obiettivi nazionali distinti con la totale partecipazione dei Paesi membri, nell'ottica di muoversi per una ripartizione equa e appropriata, prendendo in considerazione le difformità dei vari punti di partenza nazionali, incluse le energie rinnovabili e il mix energetico. Il contenuto del testo richiama la libera scelta di ogni nazione di poter scegliere il proprio mix energetico. In questa ottica i Paesi membri saranno messi a conoscenza della valutazione della Commissione europea sul contributo dell'energia nucleare come riflesso sui timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici e degli abbassamenti delle emissioni di CO2. Per cui è compito di ogni paese decidere se fare a meno dell'utilizzo di energia nucleare.Maggiori informazioni sul sito www.energierinnovabili-online.com by: deborahdc&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6672568416541776181-830917071266463376?l=energie-nuove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://energie-nuove.blogspot.com/feeds/830917071266463376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/ue-ed-energie-rinnovabili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/830917071266463376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6672568416541776181/posts/default/830917071266463376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://energie-nuove.blogspot.com/2009/12/ue-ed-energie-rinnovabili.html' title='UE ed energie rinnovabili'/><author><name>andy77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15755783930864590259</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
